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Consumo di bevande alcoliche e rischio salute: Proposta di Andrea Quartini

Il consumo di bevande alcoliche rappresenta un fattore di rischio per la salute ormai ben noto da tempo.
Su 26 fattori di rischio per la salute individuati dall’OMS della Regione Europea, l’alcol occupa il terzo posto, secondo solo a tabacco e ipertensione. In Italia le stime per la mortalità alcol-correlata si sono collocate negli ultimi anni in un intervallo compreso fra[masked] e[masked] morti. Una stima condotta per l’Italia con metodologie adottate dall’OMS indica in circa[masked] il numero delle morti per cause alcolcorrelate fra i soggetti di età superiore ai 20 anni, 7.000 dei quali riguardano le donne. Secondo tale stima la mortalità alcol-correlata rappresenta in Italia il 6,23% del totale di tutte le morti maschili e il 2,45% del totale di tutte le morti femminili della popolazione superiore ai 20 anni. Tra gli indicatori di danno indiretto prodotto dall’alcol, va segnalata la mortalità per incidente stradale, che in Italia viene stimata come correlata al consumo di alcol per una quota compresa fra il 30% e il 50% del totale della mortalità per questa causa. Di recente preoccupa, infine, il bere giovanile con punte (a seconda delle indagini epidemiologiche) di oltre il 30% di ragazzi che sperimentano il fenomeno del binge-drinking (bere ingordo), con ubriacature ed intossicazioni acute fino al coma etilico. Ciononostante vi sono ancora molte resistenze culturali, socio-antropologiche, lobbistiche (big-alcohol) ad intervenire con progetti significativi di prevenzione alcologica. Da non sottovalutare il consenso unanime che suggerisce una controindicazione assoluta al consumo di alcol per certe categorie di soggetti e/o situazioni (guida, lavoro, assunzione di farmaci, gravidanza e allattamento, malattie croniche, alcolisti e tossicodipendenti, minori, anziani).
Obiettivo di questa discussione vorrebbe essere quello di dare un piccolo contributo alla prevenzione dei danni da alcol inducendo nella popolazione generale un meccanismo di riflessione sui danni da alcol.
L'idea è minimale, ma ogni oceano è fatto di piccole gocce!
Proporre un intervento legislativo su due fronti:
1. obbligo di descrivere sulle etichette delle bottiglie/lattine/brik delle bevande alcoliche i rischi della assunzione di alcol su alcune categorie di soggetti (donne in gravidanza o che allattano, bambini, alla guida, con i farmaci, etc)
2. obbligo nelle pubblicità alcoliche (di tutti i tipi: TV, giornali, manifestazioni varie) di segnalare i rischi di effetti avversi.
Tentativi già fatti in passato sono stati bloccati sia in Europa che in Italia dalle lobbies dell'alcol (produttori ed altro) nonostante indirizzi anche recenti della stessa commissione europea a recepire le raccomandazioni della OMS, della Carta Europea sull'alcol di Parigi, della legge nazionale n. 125 del 2001.
Vorrei aprire un dibattito su questo tema e fare pressioni sui nostri portavoce parlamentari per legiferare in questa direzione. Resta inteso che l'obiettivo non è di stampo proibizionistico (io stesso sono un antiproibizionista convinto), ma quello di informare, rendere consapevoli dei rischi e mettere in condizione di poter scegliere sobriamente i propri comportamenti.
grazie dell'attenzione

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  • andrea q.

    vorrei ringraziare coloro che hanno dato sostegno alla idea... credo che il tema per quanto apparentemente piccolo sia un grande tema in quanto può rappresentare elemento di un dibattito culturale più ampio legato agli stili di vita che sappiamo essere i "killer" più importanti della nostra salute (tabacco, alcol, sovrappeso, ipertensione, eccessivo consumo di sale, scarsa attività fisica spiegano circa 37 milioni di decessi prematuri, cioè prima dei 75 anni). Nella prevenzione, di cui tutti si parla, investiamo l'1.5% della spesa sanitaria globale, pur sapendo che gli stili di vita scorretti spiegano oltre il 70% delle malattie; a chi conviene? Risposta facile: alle lobbies di tabacco, alcol, cibo "spazzatura", ma anche a Big Pharma, ma forse anche alla casta dei sanitari che, il più delle volte in buona fede, seppur "inconsapevolemente", guadagnano se non in denaro in potere e prestigio, curando sempre più persone.

    July 31, 2014

  • SALVATORE M.

    Prevenire è meglio che curare.

    1 · July 30, 2014

  • patrizia

    Che sia più protetta dalle istituzioni italiane ed europee tutta l'economia che gira attorno agli alcolici della vita dei nostri figli è intollerabile. Bene quindi tutte le segnalazioni possibili su bottiglie e pubblicità alcoliche! Aggiungerei anche una grande campagna di prevenzione attraverso l'educazione nelle scuole su tutti rischi alcolcorrelati e gli effetti sul cervello.

    1 · July 26, 2014

  • Cristian D.

    Sono d'accordo che l'alcool è sempre stato un grosso problema. Ma quello che proponi è solo un palliativo che non impedirà a chi vuole sbronzarsi di farlo. Prima bisogna capire perché le persone esagerano, il detto: bevo per dimenticare, è la verità più grande. Ognuno di noi affronta i propri problemi in modo diverso e ora con tutta questa disoccupazione e incertezza nel futuro anche il corso naturale della vita diventa un problema insormontabile. Noi come m5s dobbiamo ridare la sicurezza agli italiani e vedrai che l'abuso di alcool (e droghe ) scenderà da solo. Ciononostante accolgo molto positivamente la proposta di aggiungere sull'etichetta gli effetti collaterali dell'alcool

    April 29, 2014

    • Natale C.

      d'accordo

      May 2, 2014

    • Cristian D.

      Sì Andrea più una cosa è diffusa e più è difficile limitata. Più penso alla tua proposta e più la ritengo giusta e sensata, all'opposto di quella attuale (intendo l'alcool test)basata su limiti discutibili, a parte il cercare di spillare più soldi possibili al malcapitato di turno

      May 4, 2014

  • patrizia

    Complimenti Andrea! Sono d'accordo che il proibizionismo non sia la strada giusta, ma la legge DEVE tutelare i più giovani e i minori dalle sostanze pericolose e gli alcolici sono fra queste, dato che hanno un organismo più sensibile alla tossicità. Fino a pochi anni fa, quando realizzai un documentario sulle sostanze d'abuso, includendo anche gli alcolici, non era proibito in Italia (mi pare fosse l'unico paese dell'area sviluppata) ai minorenni di andare ad acquistare al supermercato alcolici e superalcolici. Anche questo a me pare sia vergognoso. Ma forse ora la legge è cambiata?

    April 23, 2014

  • giancarlo c.

    Caro Andrea
    tu accenni ad una percentuale molto alta di incidenti stradali mortali causati da alcool. non conosco le statistiche ne la loro attendibilità, ma ritengo che la tua affermazione sia veritiera.
    io penso che una prevenzione -repressione sia la scelta giusta per ridurre gli incidenti non solo mortali dovuti all'abuso dell'alcool.
    poichè si parla di repressione-prevenzione è evidente che alludo ai test sugli automobilisti.
    sono tuttavia convinto che tali test siano troppi duri e che prevedano tassi di alcoolismo pericolosi troppo spinti, nel senso che dovrebbero essere alzati i limiti di pericolosità.
    se il test di alcoolismo è troppo duro,nessuno accetterà mai una proposta di intensificare i test in quanto probabilmente il 90% dei cittadini non sarebbe mai in regola.
    prova a fare una proposta che aumenti i limiti di pericolosità ,ma che intensifichi il numero dei test, e vedrai che gli appoggi saranno notevoli

    1 · April 23, 2014

    • andrea q.

      Gli incidenti stradali, sono in declino da quando è stata introdotta la patente a punti e si fanno le etilometrie con una certa regolarità e questo grazie alla legge 125/2001 che ha abbassato i limiti etilometria a 0.5 mg/dl. Tuttavia la OMS (organizzazione mondiale della sanità) suggerisce da anni che l'alcolemia alla guida dovrebbe essere zero.

      April 23, 2014

    • FABRIZIO C.

      dottore, davvero, se fosse possibile coinvolgere coloro che ci lavorano e campano con la distribuzione e consumo dell'alcool non sarebbe male..a volte sono meglio di alcune slides messe dentro un pc

      April 23, 2014

  • Francesco

    Condivido la tua proposta e aggiungerei che l'alcol nel tempo puo atrofizzare il cervello

    April 23, 2014

  • FABRIZIO C.

    DOTT. QUARTINI, SECONDO TE SAREBBE IL CASO DI COINVOLGERE OLTRE CHE I MEETUP PER QUESTO EVENTO ANCHE I DIRETTI INTERESSATI DI RIFLESSO A QUESTA PROBLEMATICA, OVVERO GLI ESERCENTI/VENDITORI E ALCUNII CONSUMATORI CRONICI CHE HANNO SUPERATO QUESTO PROBLEMA PER DARE MAGGIOR RISALTO A QUESTA PIAGA? PERCHE' "TOCCARE CON MANO" ED ASCOLTARE CHI NELLA QUOTIDIANITA' GESTISCE , LAVORA E COMPRA L'ALCOOL HA PIU' IMPATTO SECONDO ME.

    April 23, 2014

    • andrea q.

      il mio lavoro è, per la gran parte del tempo, dedicato agli alcolisti e ai loro familiari... mi hanno insegnato molto della mia professione... in particolare coloro che, frequentando percorsi di auto-aiuto, hanno sviluppato una idea di sobrietà intesa come stile di vita sano, rappresentano una sorta di modello molto interessante di enpowerment, che implica partecipazione consapevole alle scelte di salute... io sono un assertore convinto di questa idea partecipativa del cittadino alla salute in ogni percorso terapeutico e diagnostico e questo sia anche un sistema di protezione della salute dalle lobbies (come big-pharma, big-tobacco, big-alcohol) e dalle corporazioni varie (medici, psicologi, altri operatori che avocano a sé e solo a sé il sapere, che invece va condiviso!!). Quindi ben venga la partecipazione di cittadini... molto più scettico, ma non ostile, mi trova l'idea del coinvolgimento dei produttori per ovvii conflitti di interesse.

      April 23, 2014

  • Natale C.

    oltre al danno, anche la beffa, i rifiuti che vedete disseminati lungo la strada, sulle macchine e in qualunque luogo. circa 4 mesi fa proposi questo mu ad un gionalista di tv locale(presunto m5s), mi ripsose che era un problema sociale e non politico. quale stoltezza maggiore potrebbe portare a benpensanti che si cibano di slogan e propagandismi vari. qui il problema e serio ed è politico, altro che lo è: creare un sisetma di difesa verso i ragazzi ad inziare da campagne scolastiche e comunali non sarebbe male, come non sarebbe male che le autorizzazioni fossero limitate ad un certo numero di locali così come ad effettuare de loco la raccolta dei prodotti somministrati. sconvolgente, diviene moda e status simbol, bere, senza accenti particolari nelle famiglie perchè "così fan tutti". partire da una campagna sanitaria/culturale e da una cultura del "giusto bere", sarebbe salutare e coscienza collettiva civica oltre che meritoria azione di prevenzione

    April 23, 2014

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