Per premiare il merito occorre iniziare a punire il demerito

Tutti parlano di meritocrazia. Ma si scordano l'altro lato della medaglia.

Per premiare il merito occorre punire il demerito. Per dare un posto di responsabilità ad una persona meritevole occorre togliere la persona non meritevole che lo sta occupando. 

Per inserire in un'ente e in una società persone meritevoli occorre licenziare le persone non meritevoli che occupano quei posti.

Quanto detto è però un tabù in Italia. E finchè non si supererà questo tabù, la meritocrazia in questo paese sarà impossibile


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  • De Luca F.

    trovo originale la proposta, non la condivido perchè ritengo e penso che i non meritevoli di solito sono clienti della politica e di conseguenza i nullafacenti non saranno mai puniti al contrario se c'è un vantaggio economico sono i primi a per cepirlo. In definitiva si può premiare il merito affidando incarichi e verificare che siano stati eseguiti nei tempi previsti. Ovviamente il riconoscimeento del merito deve coinvolgere sia il personale esecutivo che quello dirigenziale. Tutti devono saltare se non raggiungono gli obiettivi.

    July 30

  • LGM

    Vorrei dare un consiglio. Questa discussione è stata impostata per guardare la questione da una nuova prospettiva. Mentre molti stanno tornando a parlare di come premiare il merito. Mentre la discussione verte su punire il demerito. Non è una distinzione semantica, ma sostanziale.
    Abbiamo posti occupati da persone assolutamente inadeguate, spesso dannose. Quindi la prima cosa da fare è riconoscere il demerito. Inefficienza, incapacità, assenteismo. Quando licenzi queste persone e dai il loro posto ad altri che non sono demeritevoli stai automaticamente premiando il merito.

    1 · May 13, 2014

    • Antonio

      Il problema non è la produzione a cottimo, ma punire effettivamente gli sfaticati, assenteisti ed anche incapaci. Nella pubblica amministrazione è previsto un numero di inabili, ma guai se tutti rendono quanto o meno di questi.

      July 28

    • Antonio

      Vorrei aggiungere che non è necessario un giudice che misura il merito. Infatti la bravura è naturale, quindi non si tratta di premiare i buoni che devono essere la normalità, ma espellere quelli privi di requisiti psicoattitudinali. Mi raccomando comprendendo i POLITICI.

      July 28

  • A former member
    A former member

    Parlare di merito, senza tanti giri di parole, implica alcuni concetti da condividere, per evitare di essere come quelli che in un bosco si dividono e se ne vanno in tante direzioni.. Merito implica cosa ? Valore cosa significa ? Onestà cosa significa? Integrità cosa significa ? Merito, probabilmente, implica Opportunità, implica Valutazione, implica Selezione.

    Ognuno, vedo, parla della situazione attuale, nella quale i problemi sono talmente gravi da non lasciare capire quale sarebbe meglio affronteare prima (effetto "Matassa"). Oggi, per fare un esempio, il funzionario pubblico infedele ha buone probabilità (Ubaldo Nannucci, ex-. Provcuratore Capo di Firenze) di non ricevere neanche una sanzione. Vedo quindi troppi aspetti pratici, ma non ancora una analisi degli elementi di base con cui lavorare.

    May 13, 2014

    • Ubaldo F.

      Claudio nulla contro la lettura, ne tantomeno contro i libri di nessuno. Nessuna pretesa di sapere più o meno di un altro. E' una opinione dettata dal contesto che viviamo ogni giorno, bisogna fare non più parlare. Senza offesa, perchè se diventa una cosa personale stiamo sbagliando qualcosa. Il contributo di tutti è importante, è il collante di questo sistema.

      May 13, 2014

    • A former member
      A former member

      Ubaldo, nessuna cosa personale, anzi!!! E' solo per dirvi che, avendo raccolto in un libro PER VOI (la Rete ed i Movimenti) una serie notevole di elementi, potrebbe essere interessante PER VOI sapere che tutto questo materiale è già a vostra disposizione. Il mio modello è il confronto, ma leggendo capirete perchè vi sto chiedendo innanzitutto di confrontarvi con quel materiale. Lorenzo LGM, curatore di Parlamento a 5 Stelle, mi ha chiesto di postare qualcosa se voglio. Ma il materiale è attualmente tutto raccolto nel libro. Leggendolo vi sembrerà ci donfrontarvi con me, dato che ho scritto il libro come un confronto.

      May 15, 2014

  • Torquato C.

    invito a leggere questo articolo che serve a convincere i dubbiosi a votare m5s alle prossime elezioni europee
    http://www.litaliano.it/index.php/italia1/italia-news/commenti/1092-you-have-been-warned

    May 15, 2014

    • Dino C.

      Riposto.Grazie Cardilli di questa memoria storica. Comunque anche per bedini cè la possibilità di risalire. In axemblea democratica si stà vagliando l'opportunità di risolvere il problema della trasparenza assieme alla razionalizzazione della burocrazia e di tutto quanto gira attorno.

      May 15, 2014

  • LGM

    Avevo già tempo fa sviluppato una modello improntato a questo, per sviluppare una vera riforma del lavoro (non le farse a cui ci hanno abituati), qui la discussione che riprende proprio un concetto di merito http://www.meetup.com/Parlamento-5-Stelle/messages/boards/thread/33686492

    May 8, 2014

    • LGM

      Per chi vuole commentare la proposta di riforma del lavoro

      May 13, 2014

  • giancarlo c.

    l'indipendenza di giudizio, indipendenza del fare, indipendenza economica sono tre criteri che permettono di far emergere il merito + che la relazione.
    è più facile che sia comunque premiato il merito tra i lavoratori indipendenti che tra quelli dipendenti.

    1 · May 13, 2014

  • giancarlo c.

    uno vale uno? bah....... mi dico.
    il merito va premiato? si dico,ma come?......
    nella società vince il merito o la relazione tra i soggetti permette a chi ha le relazioni giuste di emergere anche contro chi ha più meriti?
    forse il merito va premiato all'nterno di relazione corrette? forse già ci siamo.
    ma come creare relazioni corrette che premiano il merito.
    sono meglio le relazioni indipendenti o le relazioni indipendenti? ... ma che vorrà dire questo Celeste?
    se sei indipendente forse le relazioni faranno uscire la relazione con merito ,se sei dipendente vinceranno probabilmente le relazioni dove non prevale il merito.
    il compenso che deve essere pagato a chi ha più merito deve essere fisso o direttamente collegato al merito del lavoro, della proposta e di tutti quei fattori che contribuiscono a migliorare le relazioni umane.
    il merito è più spesso non considerato nei rapporti di lavoro dipendenti, che non sono solo nel lavoro dipendente , ma anche nel lavoro autonomo.

    1 · May 13, 2014

  • claudia g.

    occorrerebbe cambiare alcune normative di settore dove non è previsto che a seguito di comportamenti "deleteri "posti in essere da pubblici dipendenti la reintegrazione in servizio non possa più avvenire soprattutto se dal comportamento realizzato dal dipendente sia derivato nocumento alla collettività o abbia nuociuto all'immagine dell'azienda

    May 13, 2014

  • Ubaldo F.

    Buonasera a tutti, non credo esista una definizione per tutti, es. per me potrebbe essere meritevole una persona piuttosto che un'altra, mentre magari per voi ancora un altra. Ciò che differenzia l'elemento soggettivo da quello oggettivo deve per forza essere il risultato. Allora, premesso che si potrebbe discutere all'infinito anche di questo, e tutto è perfettibile, però secondo voi qual'è lo scopo di un politico? Aumentare l'occupazione, l'economia e il benessere sociale. Bene questa classe politica parte con questo PIL, questi occupati, questi dati sull'istruzione. Al termine del mandato lo stato delle cose è quest'altro. Bilancio positivo o negativo? Ecco qui si decide chi rimane e chi va a casa.

    2 · May 12, 2014

    • Ubaldo F.

      Il ragionamento potrebbe essere esteso a tutto, esempio una caserma di polizia di un quartiere. Che criminalità c'è ora? E dopo 5 anni? Se è un bilancio positivo allora la polizia deve essere anche incentivata, se no si cambia la testa e tutti coloro che ancora più nello specifico dimostreranno di non aver fatto nulla.

      3 · May 12, 2014

    • Ubaldo F.

      Scusate delle semplificazioni e della modalità con cui ho espresso un concetto molto articolato, ma almeno potrebbe essere un punto di partenza per una vera legge che tenga conto dei meriti troppo spessi dimenticati.

      May 12, 2014

  • Giuseppe C.

    Concordo Giancarlo, ma per fare ciò, tocca fare spazio (pulizia) altrimenti nessuno si darà la zappa sui piedi. Sarebbe stato necessario fare questa politica di civiltà a i bambini tramite lo studio dell'educazione civica, ma siamo ancora la, a chi interessa? come può in data odierna prendere un provvedimento che va contro lo stesso politico che dovrebbe votare il provvedimento? - un cane che si morde la coda..(al momento)

    1 · May 12, 2014

  • A former member
    A former member

    Vorrei consigliare. dal momento che la piattafoma meet-up limita sia la ampiezza del post che il numero, di confrontarci sulla base di una serie di documenti che ho scritto propio per i Movimenti e che sono ampiamente utilizzati da loro come lettura per gli aderenti

    May 8, 2014

    • Dino C.

      Ora l'importante è occupare spazio politico, poi discuteremo dall'interno. Ricordiamoci C Mills.

      May 8, 2014

    • A former member
      A former member

      Lo spazio politico si occupa se, dalla Visibilità, si arriva alla Credibilità.

      La Credibilità è una caratteristica che va sul medio - termine, mentre la semplice visibiità è a breve-termine. La Visibilità si guadagna con dei Testimonial che stupiscono, incantano, occupano i media. La Credibilità si ottiene dalla Coerenza, nel tempo, fra ciò che si dice e ciò che si fa, unita alla Qualità ed alla Profondità di quello che si dice.

      1 · May 9, 2014

  • giancarlo s.

    Caro Giancarlo, io sono bianco insieme potremmo costruire una squadra, però metti a posto i verbi e lascia perdere il fuoco che è una cosa fatua, e te lo dico filosoficamente

    May 7, 2014

    • giancarlo c.

      il fuoco è la volontà ed è lei che dirige le nostre azioni, quando non si è consapevoli di questo è il suo succedaneo il desiderio che ci guida. a parte questo, terrò conto del tuo suggerimento sui verbi, per fare squadra sono d'accordo

      May 9, 2014

  • giancarlo c.

    l'assicurazione con risarcimento una tantum potrebbe rendere funzionali le organizzazioni e attraverso esse si potrebbe procedere al licenziamento anche dei raccomandati sia nelle amministrazioni pubbliche che nelle aziende gestite dalla politica.
    immaginate quanti giornalisti rai potrebbero essere licenziati ,perchè inutili alla collettività, ma che restano al loro posto per un privilegio mediovale.

    May 8, 2014

  • giancarlo c.

    ritornando alla funzionalità di una organizzazione è pernicioso per essa continuare ad avere elementi che nuocciono alla stessa in quanto non più funzionali.
    se una azienda ha necessità di 100 persone perché averne 120?
    la occupazione a vita in un posto è un non senso economico.
    poiché questo non senso economico trova il suo fondamento nel diritto individuale a realizzare se stesso o ad avere mezzi di sostentamento,esso è rafforzato per mancanza di equilibrio della legge che pende sempre dalla parte del diritto individuale.
    l' equilibrio è difficile e potrebbe essere meglio garantito se ci fosse una assicurazione sulla disoccupazione degna di questo nome.
    in italia c'è solo la cassa integrazione, che garantisce ad alcune fasce di lavoratori dai due o più anni di sussidio a scapito della collettività.
    una assicurazione corrispondente ad una tantum in caso di licenziamento potrebbe essere un ristoro per il diritto individuale colpito.

    May 8, 2014

  • giancarlo c.

    il licenziamento non è punire il demerito ma mettere fuori dalla azienda o da una organizzazione chi non è utile e funzionale alla stessa. il licenziamento certifica una situazione di non convergenza di fini.
    per impedire questo da sempre ( e dico da sempre) chi comanda e non vuole espellere il non funzionale alla organizzazione trova un modo di lasciarlo all'interno della organizzazione.
    questo avviene nella amministrazione pubblica ed in quella familiare.
    quante persone non pienamente capaci stanno ai vertici di aziende private, solo perchè sono figli o parenti di chi comanda.
    nelle aziende private il mantenimento di un incapace o di uno meno capace non porta danno alla collettività, ma solo alla struttura che lo permette.
    in una azienda pubblica questo nuoce alla collettività.
    poiche si parla di licenziamenti, in una azienda pubblica vengono difesi i diritti dei lavoratori solo perchè con questo principio non si possono licenziare i propri protetti ( raccomandati o altro)

    May 8, 2014

  • LGM

    Nessuna discussione lascia il tempo che trova Luigi. Tutte sono importanti.
    Questa nello specifico poi non è assolutamente astratta e sta puntando a soluzioni concrete.
    Per premiare il merito occorre punire il demerito. Significa permettere di licenziare chi non ha merito. Togliere quindi quelle così dette "garanzie" che permettono a persone incapaci di occupare posti che spetterebbero ad altri più capaci.
    Come ho spiegato questo riduce in modo enorme anche il problema raccomandazioni. Infatti essere raccomandati per un posto a vita è ben diverso da essere raccomandati per un posto dove se sei incapace puoi essere cacciato dopo 1 settimana.

    1 · May 8, 2014

  • LUIGI C.

    Lasciatemi dire che, purtroppo, questa discussione lascerà il tempo che trova. Istituire il merito a punto focale dell'azione politico/amministrativa italiana, è al momento, una chimera. Fin quando l'Italia sarà il regno incontrastato dei raccomandati (in tutti i settori ed i tutti i luoghi) e dei furbi (in tutti i settori ed i tutti i luoghi) nulla cambierà mai. Purtroppo, dobbiamo renderci conto, che non bastano poche persone oneste per cambiere le cose, perché diciamocelo chiaramente gli onesti ed i "non furbi" in Italia sono una sempre più ristretta minoranza...

    1 · May 8, 2014

    • Dino C.

      "Ancora non ce ne rendiamo conto, ma le difficoltà tecniche che rendevano impraticabile la democrazia diretta, oggi, a rigore, non esistono piu'. Restano le resistenze politiche e psicologiche. Sì, forse non sarà un cammino semplice, nè breve, ma fino ad allora staremo a strapparci le vesti per questa o quella ingiustizia o prevaricazione dei potenti di turno.
      Ma non è piu' un utopia."

      Si può..si deve!
      La piattaforma telematica nazionale!
      Aperta, trasparente, controllata dai cittadini!

      May 8, 2014

    • Dino C.

      In parallelo la piattaforme di tutti gli atti dei Cittadini. Finiremo di angustiarci e potermo dedicarci alle occupazioni lavorative che ci daranno soddisfazione. dobbiamo contarci.

      May 8, 2014

  • Cristian D.

    Luigi Cantiano ha ragione l'Italia è il regno incontrastato dei raccomandati e di chi pensa di essere furbo. Secondo me il problema va guardato a livello pratico: FAI IL TUO LAVORO E LO SVOLGI CORRETTAMENTE? RIMANI. Non lo svolgi bene? te ne vai e lasci il posto ai più meritevoli. Senza nessun mezzo termine

    May 8, 2014

  • giancarlo c.

    4 la discussione su questo mu si è indirizzata su un versante cioè sul versante dell'inerzia dovuto ai residui della ideologia comunista che per qualche decennio ha dominato creando strumenti giuridici che hanno fiaccato la nazione,e bloccando la azione dei cittadini migliori.
    chi comanda ha necessità di stabilire le regole e se fai parte dell'ambiente che conta le regole sono che chi è dentro ha ragione e prende il prendibile e chi ha torto ,peggio per lui e prendiamogli quello che si può.
    il risultato è identico se ha prevalere è la società deì rapaci , sembrano un branco di animali feroci che va alla conquista della preda coordinando la loro azione per abbattere la preda e dividersene le spoglie.
    se si vuole organizzare una società ove i meriti non vengono cercati e i demeriti premiati, dobbiamo immettere negli umani il fuoco della collaborazione responsabile, dove il merito personale è dovere nei confronti della società e non accampare diritti inesistenti.

    May 7, 2014

  • giancarlo c.

    3
    in una società il merito è opprimere il prossimo ,nell'altro pure.
    sono pochi i dominatori e lo scopo di essi in entrambi le società è il dominio, che viene raggiunto con assegnare i meriti a pochi ed i demeriti a tanti.

    May 7, 2014

  • giancarlo c.

    2
    il condizionamento con la paura spingendo alla azione
    è quello tipico del capitalismo spinto ove sei un fallito e pieno di demeriti se non raggiungi la vetta sociale, in , questo caso ,l'uomo è indotto alla azione per la paura dell'insuccesso e del conseguente demerito ed in questa azione l'uomo è disposto ad ogni nefandezza per raggiungere lo scopo.
    poi c'è il sistema dell'inazione dove non devi fare niente , in questo sistema ti magnificano il piacere della inazione ,dove non devi fare niente o devi fare poco,spingendoti alla quiete per poterti dominare e contrastando ogni fuoco interiore che ti spinge all'azione. in questo sistema di dominio psicologico viene combattuto il fuoco interiore di ogni uomo che aspira alla azione e alla sua libertà d'espressione . questo è tipico delle ideologiche comuniste.
    in una società viene spinto il fuoco individuale per usarlo contro altri,nell'altra società viene bloccato il fuoco individuale per servire meglio.

    May 7, 2014

  • LGM

    La problematica si risolve facilitando i licenziamenti, ed è proprio questo il tabù di cui parlavo.
    Per dare il posto ad una persona meritevole, bisogna poter licenziare quella meno meritevole che lo occupa. Purtroppo in italia non si può licenziare una persona solo perchè è meno meritevole di un'altra, la si può licenziare per colpa grave.
    Questo è un punto non da poco. Infatti a meno che la persona non derubi l'azienda, aggredisca i colleghi ecc. è alquanto difficile licenziarlo.
    Questa può essere vista come una tutela per chi ha quel posto. Ma è specularmente un danno per tutte le persone più meritevoli di chi attualmente ha quel posto e che non lo potranno occupare. Quindi pensare di premiare il merito senza licenziare chi è meno meritevole significa parlare di nulla.

    Gli ottimi giovani ricercatori italiani non possono avere un ruolo da docente perchè ci sono migliaia di professori meno meritevoli che non possono essere licenziati. E così via in tutti i settori.

    May 6, 2014

    • Pina N.

      Bisogna comunque denunciare le persone immeritevoli in qualche modo. Vi porto il mio caso. Lavoro in una scuola, sono una docente inidonea all'insegnamento collocata in altre mansioni. Dal 2007 ho svolto mansioni di suppporto alle funzioni istituzionali della scuola. Ho lavorato fianco a fianco con il Dirigente Scolastico e con Il Direttore dei Servizi Amministrativi. Il Dirigente Scolastico mi ha anche fatto una lettera di referenze favolosa. L'anno scorso il Direttore dei servizi Amministrativi (una donna)ha capito che tutte le irregolarità che commetteva per incapacità, conoscendo la mia serietà, potevo stancarmi di coprirle e magari denunciarla. Ha così cominciato un'azione i streaning togliendomi tutti i lavori in modo da non avermi più accanto. Io sono andata da un avvocato e l'ho denunciata, con lei anche il Dirigente che si fida ciecamente di lei. Ci sarà una causa. E' un primo passo ma se ognuno chiude gli occhi non si va da nessuna parte

      1 · May 7, 2014

  • giancarlo c.

    il merito si contrappone al demerito, ma cosa è il merito? è la ricompensa e/o il riconoscimento della abilità di una persona nello svolgere il proprio compito nella società.
    poichè il merito è una gratificazione, che soddisfa l'ego,mi chiedo e vi chiedo le azioni dell'uomo sono tese alla conquista del merito o ad allontanare il demerito? cioè l'uomo cerca la gratificazione dell'ego o teme di essere punito?
    purtroppo l'uomo cerca innanzi tutto di allontanare da se il dispiacere e una nota di demerito è più cercata del merito. conoscendo questa debolezza umana chi vuole dominare terrorizza, per spingere le persone ad allontanare la cosa spiacevole che è quella di allontanare il demerito.
    ci sono due modalità per ottenere lo scopo si spinge sul fuoco che arde in ogni umano e lo si spinge alla azione o si blocca la sua azione ' cioè bloccando il suo fuoco. se l'uomo è libero sa quando deve agire,ma quando è diretto lo si condiziona con la paura.
    segue

    May 7, 2014

  • BENEDETTA

    Con il part time ci rimetterebbero, però, anche le persone meritevoli.
    Bisognerebbe abolire i sindacati, tanto per iniziare...

    May 7, 2014

  • DANIELE T.

    La butto lì: non si potrebbe pensare ad un 'part time' forzato, che comporti diminuzione di orario e di stipendio? Dopo un anno di part time seguirebbe il licenziamento solo per i casi peggiori. Chiaro che la legge dovrebbe prevederlo...

    May 6, 2014

  • A former member
    A former member

    Io credo che il problema risieda nel l'insieme di tutti quei fattori (...magari ce ne saranno ancora altri ) che abbiamo elencato e cioè ...la difficoltà di licenziare un dipendente, la mancanza totale di responsabilità , la mancanza di uguaglianza di diritti fra i lavoratori e...non ultimo , l'assoluta mancanza di senso civico e di onestà. Piuttosto, lo metterei per primo perché l'esistenza di senso civico annullerebbe automaticamente i fattori precedenti.

    May 6, 2014

  • A former member
    A former member

    licenziare una persona non meritevole non sembra essere facile, dal punto di vista del diritto del lavoro...

    May 6, 2014

    • Dino C.

      Forse perchè pochi, negli ultimi 40 anni, hanno usato la creatività di mettersi nei panni degli altri, intendo i capi od i titolari. L'adozione delle tecnologie ha permesso un aumento dei redditi generale da poter distribuire in questa ns. società. Il vantaggio del contratto acquisito, col tempo ci ha fatto perdere il contatto di relazione tra persone ed i relativi meriti. Per affermazione del responsabile qualità in Alfa Romeo 20 anni dopo: La qualità c'era al tempo del cottimo, (regola liberale tra i venditori) ogniuno era responsabile di quanto e come produceva. Passando in Fiat stracciò la tessera. Lo stesso dicasi del resp.Acq. in Innocenti : Nel reparto disegnatori i migliori rinunciano ad essere + efficienti....... I dirigenti Inglesi di fronte a richieste d'aumento fecero notare i costi che sostenevano per la mensa, per le pause...... poi guardando l'ora sono le 3 ora la lascio perchè devo andare a fare un controllo in ambulatorio interno. Il terzo mondo è già qui.

      May 6, 2014

  • LGM

    L'impossibilità di licenziare aggrava anche il problema delle raccomandazioni. Ragioniamo su questo punto: se una persona viene assunta dietro raccomandazione e qual'ora si dimostri demeritevole viene facilmente licenziata il danno è minimo. Il problema diventa enorme quando una persona demeritevole assunta per raccomandazione si ritrova ad occupare quella posizione a vita. Ciò arreca un grave danno sia all'ente che l'ha assunta, sia alle persone meritevoli che non potranno ricoprire quella posizione.

    May 6, 2014

  • Torquato C.

    La punizione di chi demerita è di per sé un riconoscimento a chi merita

    May 6, 2014

    • LGM

      Esatto. E allo stesso modo la mancata punizione per chi demerita e una implicita punizione per chi invece merita.

      May 6, 2014

  • giancarlo s.

    Difatti molti sono messi dai partiti, gente improvvisata che non sa lavorare e fa solo disastri, però il licenziamento è un tabu', è vero.

    1 · May 6, 2014

  • Roberta

    secondo me il primo passo è quello di rendere tutti i lavoratori uguali sul piano dei diritti: basta con il lavoratore pubblico che non è possibile licenziare! Già solo questo aumenterebbe la produttività nel settore pubblico: Lavorando nel campo informatico mi sono spesso imbattuta nel costo e della verifica sulla possibilità di un cambio culturale in azienda (soprattutto pubblica perchè nel privato o innovi o sei fuori!) Avevamo a che fare con signori che già dai cinquant'anni si sentivano nel diritto di "rifiutare" di cambiare il modo di lavorare - e non sto parlando dello scoglio dell'uso del computer ormai superato da diverso tempo - per qualche nuova applicazione informatica introdotta! Quindi tornando a noi il primo passo è combattere questa disuguglianza! Ho avuto a che fare con lavoratori del pubblico e loro si sentono più meritevoli dei privati perche loro " hanno superato un concorso pubblico!!!!" In molti casi hanno avuto una "zampata" a vita. Come superare questo scoglio?

    May 6, 2014

    • Pina N.

      Il problema è nella dirigenza. I dirigenti solitamente appoggiano i meno produttivi perchè fanno loro favori, chi porta il pesce, chi il vino, chi l'olio, chi si presta a fare da spia per scovare quali sono i lavoratori seri che potrebbero sgamare le pecche della dirigenza e si comprano le spie promettendo loro di chiudere un occhio se non lavorano, o peggio, escono a farsi una passeggiata senza timbrare il cartellino

      May 6, 2014

  • A former member
    A former member

    ...segue.
    Chi ha progettato e costruito quelle assurde case a L'Aquila ( tanto beatificate da Berlusconi) che sono diventate in pochissimo tempo dei colabrodo? Ci sarà pure una firma da qualche parte.Costui dovrebbe essere tenuto fuori dalla pubblica amministrazione per sempre. Ecco fatto. Come si può vedere, il concetto di merito e demerito è semplicissimo. Diventa farraginoso applicarlo in Italia.

    1 · May 6, 2014

  • A former member
    A former member

    Quando si parla di demerito occorre accennare anche alla mancanza di responsabilità. In questo disgraziato paese chi è colpevole di un danno nei confronti dello stato difficilmente sconta la sua colpa perché risulta quasi impossibile risalire alle sue responsabilità in relazione al quel danno. Non c'è il demerito perché non c'è mai un colpevole e ove si trovasse, si cerca di insabbiare tutto. Esempi ne abbiamo a iosa.Vogliamo parlare del terremoto in Abruzzo e in Sicilia o delle alluvioni in Liguria? Chi ha dato le concessioni edilizie in territori letteralmente strappati alla Natura ( che poi, la Natura si riprende in modo implacabile) ?

    1 · May 6, 2014

  • giancarlo c.

    è indubbio che dal punto di vista sociale in ogni paese la relazione vince. il problema è che per trovare quel punto d'incontro tra merito e relazione , la società deve strutturarsi in micro aziende ove il merito può effettivamente avere più peso che non la relazione. e valorizzare la relazione attraverso la rete di relazioni.
    un distretto industriale specializzato è un sistema di relazioni economiche ove entrambi i principi coesistono e si rafforzano a vicenda.
    in un sistema basato su relazioni di forza il più forte vince ed impone la propria regola .
    se viene data precedenza alla relazione in italia rispetto al merito dipende che la forza viene attribuita ad organizzazioni che devono primeggiare ed all'interno di queste organizzazioni le relazioni parentali, politiche, od altro hanno precedenza.

    May 6, 2014

  • giancarlo c.

    il merito o la relazione? questo è il dilemma che tocca non solo la nostra società, ma in genere tutte le società, anche quelle che all'apparenza ne sembrano prive.
    i latini dicevano in medium est virtus con questo indicavano che tenere conto di entrambi gli aspetti nella organizzazione sociale.
    andiamo a vedere il paese che sembra privilegiare il merito.
    la relazione è più importante del merito in tutte le situazioni, per esempio il presidente degli stati uniti è eletto per le relazioni,in quella falsa competizione elettorale, nelle grandi multinazionali esistono le cordate, se vince un manager rispetto ad un altro ,tutti coloro che appartengono ad una cordata vanno avanti anche se nella cordata avversaria ci sarebbero elementi più meritevoli. gli americani enfatizzano il merito ,in realtà vogliono esaltare la competizione, che spinge i cittadini ad emergere con una lotta senza quartiere e proprio la relazione più che il merito aiuta i cittadini cosiddetti competitivi ad emergere.

    May 6, 2014

  • Danilo Di M.

    Meritocrazia e pari opportunità dovrebbero andare di pari passo. In Italia c'è il gravissimo problema della inesistente permeabilità sociale che fino ad ora ha falsato qualsiasi politica di uguaglianza e di meritocrazia. I posti migliori sono riservati ai figli della "casta" mentre i figli del "popolo" devono litigarsi le oltretutto scarse occasioni di precariato. A mio parere è un problema analogo a quello della inesistente parità di genere (di pari opportunità si tratta) e perciò va affrontato alla stessa maniera. Quindi, è vero che in teoria i posti di maggiore o minore responsabilità e prestigio vanno attribuiti secondo le regole della meritocrazia, ma è anche vero che, nella nostra società, è impossibile applicare tali regole senza l'imposizione delle pari opportunità. Allora, come per la parità di genere si riservano per legge posti alle donne così per legge, dovrebbero riservarsi posti ai figli del popolo.

    May 6, 2014

  • Antonio M.

    Fin quando ci sarà la casta dei sindacati non potrà esistere la meritocrazia e il licenziamento dei non meritevoli!!!
    Queste corporazioni hanno stravolto il concetto fondamentale che sta alla base della nostra Costituzione, e precisamente all'art.1, "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
    Il lavoro è diventato clientelare per cui se conosci, se hai qualche "santo in paradiso" emergi o c'è la fai, altrimenti continui a restare preda di frustrazioni, depressioni e pensi che sei tu che non "vali" (nonostante la tua/le tue belle lauree, i tuoi Master, i tuoi corsi di perfezionamenti, sic!) per questo tipo di società!!
    "Gli antichi greci non ignoravano i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingueva, allora questi sarebbe stato, a preferenza di altri, chiamato a ricoprire alti incarichi, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito..."
    Tratto da una famosa orazione funebre di Pericle 2509 anni fa.

    2 · May 6, 2014

  • giancarlo c.

    occorre eliminare lo statuto dei lavoratori che ha istituito questo privilegio nelle aziende private. per la amministrazione pubblica si può licenziare solo se si è commesso un furto, ma nella amministrazione si fa una carriera lineare e non so se ci sia effettivo demerito. la responsabilità come la intendiamo noi ed il demerito è più da attribuire alla intera amministrazione. esistono poi aziende pubbliche che hanno un dirigente assunto dall'esterno, non conosco la situazione contrattuale, ma se hanno il contratto da dirigente il contratto dovrebbe ricalcare quello dei privati e la persona che ha demeritato potrebbe essere licenziato attraverso le norme contrattuali.

    May 5, 2014

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Henry

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