Parlamento 5 Stelle - Proposte ai Parlamentari 5 Stelle Message Board 11. Lavoro pubblico e privato › Eliminazione del precariato con contratto unico nazionale su modello Svizzero

Eliminazione del precariato con contratto unico nazionale su modello Svizzero

LGM
user 6253711
Group Organizer
London, GB
Post #: 449
La soluzione per eliminare il precariato è semplice:

-si eliminano tutte le forme di contratti atipici
-si crea un UNICO contratto nazionale, semplice e chiaro che verrà usato per tutti i lavoratori
-il contratto è SEMPRE a tempo indeterminato.
-le parti stabiliscono autonomamente la retribuzione oraria, che deve essere comunque superiore alla paga minima oraria stabilita (ad esempio 5 euro netti)
-in caso di licenziamento viene pagata 1 mensilità ogni 6 mesi di lavoro (significa che fino ai primi 6 mesi puoi essere licenziato senza indennizzo. Dal settimo mese ti pagano 1 mensilità, dopo il primo anno 2. Se licenzi qualcuno che lavora da 30 anni gli devi pagare 60 mensilità).
-si elimina quindi ogni ricorso a giudici e tribunali: con relativi costi e perdite di tempo per entrambe le parti (non saranno d'accordo i sindacati che ci campano sulle cause di lavoro): se vieni licenziato, hai il tuo indennizzo già calcolato a cui hai diritto immediatamente
-tutti i contratti in essere vengono convertiti nel contratto unico nazionale

Fine del precariato. E fine anche dei lavori a vita in cui è impossibile licenziarti se non fai nulla.
A former member
Post #: 9
Interessante, sintetica, incisiva, ma ho capito bene il punto 5? e in relazione a questo punto chiediamoci come vivrebbe la famiglia di un licenziato i primi sette mesi? Non solo, e per i restanti 5 mesi quella famiglia dovrebbe vivere con due mensilità per un anno in attesa del prossimo?
"-in caso di licenziamento viene pagata 1 mensilità ogni 6 mesi di lavoro (significa che fino ai primi 6 mesi puoi essere licenziato senza indennizzo. Dal settimo mese ti pagano 1 mensilità, dopo il primo anno 2."
Dario M.
user 90371592
Roma, RM
Post #: 5
Credo che il discorso sulla precarietà, vada preso non dal verso del contratto, bensì da quello degli ammortizzatori sociali. In un sistema del tipo tedesco, la precarietà non esiste, in quanto se vieni licenziato non ti ritrovi automaticamente in mezzo alla strada. Ecco perchè la proposta di un reddito minimo è la base da cui partire per poter rimettere a posto un sistema impazzito in cui per disperazione trovi persone che lavorano con paghe da fame. Dopo di che si potrà parlare di liberalizzazione del mercato del lavoro, non prima.
LGM
user 6253711
Group Organizer
London, GB
Post #: 484
ciao Alberto,
questa proposta si somma a quella del M5S sul reddito di cittadinanza. Quindi è complementare. Si crea una legislazione snella ed efficiente per i contratti di lavoro. E se una persona perde il lavoro è lo stato a garantire un reddito.
Senza girarci intorno, la leggislazione attuale è congegnata perchè lo stato non debba offrire ammortizzatori sociali universali e automatici ( la cassa integrazione è fortemente discrezionale) e a garantire un reddito siano tenute le aziende. Il problema è tutto qui: le aziende non sono piú disponibili a svolgere funzione di tutela sociale, funzione che deve essere a carico dello Stato e non dei privati.

Quindi: si crea una tutela con reddito minimo universale ed automatico
e si crea un contratto unico nazionale con le caratteristiche che ho indicato
Rosario C.
RosarioColarusso
Como, CO
Post #: 72
Perfettamente d'accordo contratto unico e a tempo indeterminato, fondamentale che questa proposta sia abbinata al reddito di cittadinanza ,per non creare mai piu esodati o buchi nel welfare di qualsiasi natura.
Abbinerei a questa proposta quella di un tetto reddituale per i manager e i dirigenti di 20 volte il reddito base di un lavoratore, a essere larghi...
A former member
Post #: 18
ciao a tutti;
Lorenzo la soluzione del contratto unico nazionale sembra ottimale.
in un unico contratto convoglierebbero quello a termine, quello a progetto, lavoro occasionale, parasubordinato a partita iva, di somministrazione, di apprendistato etc. seppur con dei correttivi a seconda della singola situazione lavorativa.

c'è però una contraddizione: il tempo indeterminato non elimina la precarietà se poi il lavoratore è, come da te prospettato, licenziabile in qualsiasi momento senza motivazione.

inoltre chi garantisce l'indennità per il licenziamento se il datore di lavoro fallisce ed è insolvente?

forse te intendi per stabilizzazione del rapporto di lavoro la subordinazione (con contribuzione piena) e non l'indeterminatezza... tutti sono lavoratori subordinati (non più contratti a progetto etc) a tempo indeterminato con recesso (licenziamento da parte del datore o dimissioni da parte del lavoratore) in qualsiasi momento.
questa ipotesi accompagnata con il reddito di cittadinanza potrebbe andar bene perchè il reddito da cittadinanza permetterebbe al lavoratore ad avere una base.

io inoltre proporrei a tutela del licenziato, per evitare che il datore di lavoro non abbia soldi e fallisca senza pagare le mensilità (una ogni sei mesi), che ogni sei mesi una mensilità sia accantonata presso l'inps in modo che poi se il datore di lavoro fallisce e non ha soldi il lavoratore avrà preservata questa indennità per il licenziamento potendola pretendere presso l'inps ente in cui è accantonata.

una perpressità, se un lavoratore viene licenziato senza motivo e poi il datore ne assume un'altro a suo posto per fare, per esempio, un favore... il licenziamento libero implicherebbe poca forza contrattuale per il lavoratore che sarebbe ricattabile: es. fai straordinari o non prendere ferie ad agosto etc altrimenti si paventa il licenziamento.... a mio avviso bisogna che venga mantenuto il diritto alla conservazione del posto di lavoro da parte di chi già lavora nell'impersa rispetto ad altri che non lavorano... e che il licenziamento (mobilità in uscita) non possa essere completamente libero per il datore di lavoro.
bisognerebbe in tal senso enucleare una serie di ipotesi in cui il licenziamento è vietato.
che ne dite?
ciao a tutti
LGM
user 6253711
Group Organizer
London, GB
Post #: 497
Ciao Michele, bisogna capire quanto si voglia intendere in senso estensivo la definizione di "lavoro precario".
Se per " lavoro non precario" si intende un lavoro dove non puoi essere licenziato e dove l'impresa non chiuderà mai, gli unici che possono avere questo tipo di lavoro "non precario" sono quelli di un ente pubblico (e forse nemmeno quelli, visto che molti enti vengono chiusi).

Le imprese chiudono e in tutto il mondo licenziano. Quindi non si può definire "precario" chi può essere licenziato e "non precario" solo chi ha un posto "inamovibile" per tutta la vita.

Per me un lavoro è precario quando hai un contratto a chiamata, lavori attraverso un'agenzia interinale, hai un contratto rinnovato di 3 mesi in 3 mesi, ti fanno aprire una partita iva per lavorare, e sopratttutto ti mancano tutta una serie di diritti basilari che i contratti "atipici" non contemplano.

Un contratto nazionale unico a tempo indeterminato da una serie infinita di diritti a tutte queste persone:
-non avere un contratto "a scadenza" con la paura ogni 3-6 mesi non venga rinnovato
-avere le ferie
-avere la malattia
-avere la maternità
-avere i contributi
-avere un indennizzo se si viene licenziati proporzionale a quanto hai lavorato
-avere un salario orario minimo garantito (che vuol dire non avere più i call center dove al netto prendono 1 euro all'ora)
ecc. ecc.

Ora per fare questo, bisogna anche bilanciare e dare alla contro parte dei vantaggi, che sono appunto di poter licenziare una persona senza dover finire in tribunale e avendo un costo certo (la quota di indennizzo calcolato).

Bisognerebbe inoltre adeguare le tasse e i contributi del contratto a tempo indeterminato a quelli di un contratto atipico. E non alzando i costi dei contratti aticipi (come fanno in italia questi geni dell'economia) ma riducendo i costi del contratto nazionale. Sia come costi contributivi, sia come tassazione sul lavoro. Il differenziale tra netto e lordo (che i genii della comunicazione, hanno deciso di chiamare cuneo-fiscale, tanto per non rendere chiaro di cosa stessero parlando).

L'idea quindi è creare il nuovo contratto unico nazionale e defiscalizzarlo al 100% per tutte le nuove assunzioni dell'azienda per almeno 5 anni. Le assunzioni devono aumentare il numero di occupati al momento dell'entrata in vigore. Quindi non puoi licenziare 10 persone e riassumerne 10 senza tasse. La norma vale sono se ne assumi 10 in più.

L'idea che uno possa fallire e non pagare gli indennizzi non è valida, dato che, come si sa, i dipendenti sono creditori privilegiati e sono i primi ad essere pagati in caso di fallimento. Se poi l'imprenditore scappa con i soldi, qui si entra nella bancarotta fraudolenta, ma non si può fare una normativa preventivando che una parte sia un ladro. E comunque, in caso di bancarotta fraudolenta con l'imprendotore che scappa con i soldi, nemmeno con l'attuale normativa i dipendenti ricevono alcun indennizzio, quindi la situazione non è affatto peggiorativa.

La mobilità in uscita non è completamente libera, infatti è previsto un indennizzo. La cosa fondamentale è che l'indennizzo è certo e immediato e non si perde tempo in tribunale.

Questo contratto, in base alla mia filosofia di benchmarking (che probabilmente spiegherò a breve) è quello che viene utilizzato in Svizzera. E' un contratto unico nazionale, con diritti certi, indennizzo crescente per il licenziamento e viene usato da tutte le imprese. Mentre le imprese italiane passano il loro tempo a cercare con i consulenti del lavoro quale contratto usare tra tutti quelli atipici.

Il problema nella contrattualistica è anche dovuto ai sindacati che non vogliono assolutamente mollare la loro possibilità di fare cause di lavoro (con tutti gli introiti che ne derivano). E quindi sono assolutamente contrari ad ogni tipo di risarcimento automatico, che non debba essere stabilito da una causa o da una trattativa sindacale.
Per avere questo hanno condannato milioni di persone a lavorare con contratti che, invece, non prevedono alcun tipo di rasarcimento e nessun tipo di diritto. Questa è la triste realtà del sindacato italiano.
A former member
Post #: 20
Lorenzo il tuo intervento è stato chiarificatore....
il contratto unico nazionale che intendi promuovere oltre ad essere definito "a tempo indeterminato" ritengo occorra definirlo anche "subordinato".
tutti i diritti normativi e retributivi che hai elencato sono infatti conseguenza della subordinazione e non del fatto che il rapporto è a tempo indeterminato....

anche il lavoratore subordinato a termine ora in Italia gode di malattia, ferie tfr etc....

giustissima l'osservazione per l'indennità di licenziamento che i lavoratori in sede di fallimento sono privilegiati rispetto agli altri creditori e quindi ottengono più facilmente il soddisfacimento dei loro crediti.... ma oggi a seguito della riforma legge fallimentare (vedi art. 1 Legge fallimentare) molte società non falliscono più. per farle fallire devono avere una elevata e qualificata esposizione debitoria.... in tal caso i crediti dei lavoratori non sono garantiti sempre..... la soluzione potrebbe essere questa: presso l'INPS c'è un fondo di garanzia che da ai lavoratori il TFR e le ultime tre mensilità in caso il datore di lavoro sia insolvente... si potrebbe estendere questa garanzia anche all'indennità per il licenziamento.... con l'onere del datore di lavoro di accantonare ogni sei mesi all'inps la relativa mensilità per il licenziamento futuro.... al termine del rapporto poi l'inps darà tutta l'indennità al lavoratore...

ottima la tua osservazione per contratti a costo zero per incentivare l'occupazione solo per i lavoratori assunti in più oltre all'organico esistente.... purchè sia una misura transitoria come prospettato da te es. per 5 anni proprio per far fronte alla crisi attuale....(altrimenti il sistema non regge);

se ce l'hai allegami la legge che prevede il contratto unico nazionale in svizzera e potremmo adattarla all'ordinamento giuslavoristico italiano e proporla come bozza di legge.... altrimenti provvederò a reperire la fonte normativa elvetica....

aspetto tue delucidazioni anche sulla filosofia del benchmarketing
ciao e grazie
LGM
user 6253711
Group Organizer
London, GB
Post #: 499
Ciao Michele,
puoi repereri le informazioni legali e modelli di contratto direttamente sul sito cantonale:
http://www4.ti.ch/dfe...­

Io direi di cominciare già a creare una bozza di contratto unico nazionale, il contratto dovrà sancire i diritti minimi, significa che tutto quello che è elencato è migliorabile con la contrattazione privata ma non peggiorabile.
I diritti dovranno essere quelli che partono ad una situazione decorosa, quindi: salario minimo orario, ferie minime, ore massime di lavoro, ore massime di straordinario ecc.

Di contro si garantisce alla controparte: un indennizo prestabilito in caso di licenziamento, la riduzione al minimo dei casi in cui occorre rivolgersi ad un tribunale, e la defiscalizzazione per i nuovi assunti per i primi 5 anni.

Si lascia inoltre, una volta stabiliti i diritti minimi, grande libertà tra le parti nel concortare variazioni migliorative.

Quello a cui dobbiamo puntare è avere un modello contrattuale che le parti vogliano usare. Deve prevedere dei diritti e dei doveri basilari che nessuna delle 2 parti consideri troppo onerosi, altrimenti si contiueranno ad usare forme di lavoro nero o di assunzioni atipiche.

I modelli di contratto svizzero sono un ottimo benchmark per una contrattualistica che bilancia diritti e doveri delle imprese e dei lavoratori. Si può partire quindi, utilizzando direttamente quelli, e per non perdere tempo, ipotizzando che tutta la legislazione precendente sul lavoro sia considerata già abrogata (altrimenti passiamo la maggior parte del tempo a dover scrivere che l'articolo Y sostituisce l'articolo X comma 3 del all'xxx)
A former member
Post #: 93
Ciao a tutti

Per eliminare il precariato bisognerebbe modificare, per decreto legge o decreto legislativo, (o con una nuova legge) le seguenti leggi:

Lavoro interinale

Leggi Biagi

Legge Bassanini

E' una mia personale ricerca sulla questione lavoro che sto svolgendo nel GdL del mio meet up.
Powered by mvnForum

Fai la tua Donazione

EUR10.00 supportare il tuo Meetup P5S

This covers: La tua donazione per supportare il tuo Meetup P5S

Payment is accepted using:

  • PayPal

Refunds are not offered for this Meetup.

Our Sponsors

People in this
Meetup are also in:

Sign up

Meetup members, Log in

By clicking "Sign up" or "Sign up using Facebook", you confirm that you accept our Terms of Service & Privacy Policy