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Gruppo di Lavoro - AttiViamo i Referendum Comunali a Caserta

Giuseppe P.
peppenna
Caserta, CE
Post #: 59
Ottimo lavoro Franco­, è una buona base da cui poter partire e iniziare a ragionarci, sia qui che all'incontro del Gruppo di Lavoro (è stato proposto Venerdì 5 Aprile 2013, per voi va bene?).

Magari Francesco Carbutti, o qualcun altro preparato in diritto amministrativo, potrà dargli uno sguardo più tecnico in modo da poter decretarne la correttezza, la fattibilità e la congruenza con lo statuto.

@Franco­, per curiosità e completezza, qual'è il regolamento che hai adoperato come traccia di lavoro? Sarebbe utile se potessi fornire un link, tnx.
Gianluca C.
user 85686612
Caserta, CE
Post #: 1
Ed anche volendo ammettere (ma non concedere) che il Consiglio sia stato preso da altre più impellenti faccende, in questi quattro mesi l’ufficio competente (si potrebbe supporre quello denominato “Settore S01 affarigenerali “:cfr.http://www.comune.cas...­) avrebbe dovuto istruire la pratica, pervenendo ad una proposta deliberativa compiuta di approvazione di schema regolamentare, da trasmettere al sindaco ai fini dell’iscrizione all’odg del primo Consiglio utile allo scopo.

Ciao a tutti, mi chiamo Gianluca Celentano e mi occupo di IT/TLC.

Potrebbe avere senso richiamandosi alla Legge sulla trasparenza negli atti amministrativi (241/90), chiedere di conoscere il nominativo del funzionario responsabile del procedimento, così da fare una pressione "psicologica"?
Francesco C.
user 73573882
Salerno, SA
Post #: 4
Ciao, Gianluca. Quella da Te profilata è una delle valide opzioni disponibili. Si tratta, a questo punto, di scegliere la strategia. Peraltro, la pressione non sarebbe solo psicologica, atteso che dall'eventuale mancata risposta nei termini allo scopo previsti, discenderebbero conseguenze gravi a carico del funzionario (in primis, l'obbligo di attivazione del procedimento disciplinare nei di lui confronti).
Gianluca C.
user 85686612
Caserta, CE
Post #: 3
Sono d'accordo con Te, Francesco.

Stasera ho chiesto consiglio ad un Segretario Comunale in pensione e anche lui, come hai già fatto Tu per primo, suggeriva di considerare anche il ricorso al Prefetto.

Se anche una richiesta di chiarimenti del Prefetto al Comune possa avere una valenza più politica, che un'influenza reale, forse agendo contestualmente su più fronti (aumentando la pressione sul Comune e il fattore di rischio per il responsabile della procedura) si potrebbe ottenere più rapidamente un riscontro.
Gianluca C.
user 85686612
Caserta, CE
Post #: 4
Una sindacalista dell'UGL, mi ha raccontato che tempo fa, a causa di mancate risposte da parte del Comune in altro ambito, ha scritto (senza troppo crederci) al Presidente della Repubblica.

Bene, il Presidente ha scritto al Prefetto, che a sua volta ha convocato gli interessati.

Mi domando se non possa avere senso, lo stesso percorso, dal momento che una comunicazione del Presidente della Repubblica al Prefetto, avrebbe certamente un'influenza diversa di quella eventualmente inviata da "semplici" cittadini e potrebbe essere sfruttata anche mediaticamente per richiamare l'attenzione della cittadinanza sul problema.
Francesco C.
user 73573882
Salerno, SA
Post #: 5
Il Prefetto svolge una funzione di mediazione dei conflitti, che richiede tempo e non sempre si conclude nel senso sperato.
Si tratta di una carta da non giocarsi subito, secondo me, perché qualora non sortisse effetto, potrebbe rivelarsi un boomerang. Cmq occorre che se ne parli e poi decida con la valutazione congiunta di tutti.smile
Francesco C.
user 73573882
Salerno, SA
Post #: 7
Mi scuso per il ritardo con cui riscontro la pubblicazione dell'ipotesi di Regolamento.
Il documento costituisce una più che valida base dalla quale partire, al fine di operarne la contestualizzazione rispetto alla fattispecie nella quale va calato (Città di Caserta) ed alle esigenze della Collettività di riferimento.
Mi permetto di pubblicare solo alcune marginali notazioni:
art. 5, comma 1°:a mio parere, il quorum minimo è troppo basso (in un Comune con seimila elettori, sarebbero sufficienti tre sole richieste per mettere in piedi un referendum), credo che sia preferibile attestarsi sulla soglia del 10%, altrimenti si rischia che l'Amministrazione comunale non lo prenda seriamente in considerazione;
art. 6, comma 1°: eliminerei il riferimento al difensore civico, atteso che la figura del Difensore Civico comunale è stato soppressa dall'art. 2, comma 186, della Legge 23 dicembre 2009, n. 191 - legge finanziaria per l'anno 2010 (come modificata dal D.L. 2/2010, convertito in legge 42/2010), e per quanto tale figura possa essere ancora prevista dallo Statuto comunale, resta fortemente discutibile la sua legittimità;
art. 21: sostituirei con "Il presente regolamento e le sue modifiche entrano in vigore ad intervenuta esecutività della deliberazione di approvazione".
francesco e.
user 51820742
Caserta, CE
Post #: 97
Per quanto riguarda l'art. 5 comma 1

Il regolamento del comune di Milano prevede, che le richieste di referendum per essere accettate, devono essere sottoscritte da almeno 100 elettori iscritti alle liste elettorali del comune.

Stessa cosa prevede il regolamento del comune di Roma "La richiesta di referendum, accompagnata da non meno di cento sottoscrizioni autenticate a norma di legge, deve essere presentata, per il giudizio di ammissibilità alla Commissione per i referendum."

Per gli altri 2 punti niente da eccepire
Francesco C.
user 73573882
Salerno, SA
Post #: 8
Ok, Franco, però tieni presente che in base al numero degli aventi diritto al voto a Caserta, nel nostro caso sarebbero sufficienti solo una trentina di firme (http://80.207.202.6:8...­. Non esiste una regola assoluta, ma dato che l'attivazione di un referendum implica parimenti l'attivazione di procedure complesse amministrative con conseguenti costi, si tratta solo di verificare in anticipo tutti gli elementi che possano essere addotti a pretesto dall'Amministrazione Comunale al fine di non recepire la proposta.
francesco e.
user 51820742
Caserta, CE
Post #: 98
Non esiste una regola assoluta, ma dato che l'attivazione di un referendum implica parimenti l'attivazione di procedure complesse amministrative con conseguenti costi, si tratta solo di verificare in anticipo tutti gli elementi che possano essere addotti a pretesto dall'Amministrazione Comunale al fine di non recepire la proposta.

Francesco, avevo fatto delle ricerche per verificare se esistessero dei riferimenti certi per la costiuzione di Comitati Promotori, infatti, come dici tu, non esiste una regola assoluta.

Consultando i Regolamenti di due grandi Metropoli, come Milano e Roma, ho constatato che entrambe si erano orientate nello stabilire in 100 elettori iscritti alle liste eletorale il numero necessario di sottoscrittori per inoltrare richieste di Referendum.

Da qui la proposta di non dare un rifermento certo, ma stabilire una percentuale che ne determinasse il numero in base alla quantità degli elettori iscritti alle liste elettorali.

Certo che lo 0.5% potrebbe apparire esiguo ma in proporzione ai riferimenti di cui sopra va ben oltre.
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