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Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 147
@ Giorgio

Scuola, ma quanto mi costi: il 48,9% della spesa pubblica «mangiato» dall'istruzione
di Claudio Tucci


Tagli al personale, finanziamenti col contagocce, programmazione con le mani legate. La scuola è ripartita da dove si era fermata: caos e proteste, da Nord e Sud del Paese, per contrastare la ferrea stagione di austerity imposta a Viale Trastevere per contenere costi di gestione tra i più alti dell'intero settore pubblico. Non è un mistero, infatti, che il ministero dell'Istruzione, oggi, assorba, il 48,9% dei costi dello Stato: 44,5 miliardi di euro (sui circa 91 miliardi totali). Un piccolo, grande record che colloca l'Istruzione tra i potenziali "maggiori contribuenti" al contenimento della spesa pubblica. Eppure, così non è mai accaduto. Stando, almeno, ai dati contenuti nei vari budget di spesa pubblicati, anno dopo anno, dalla Ragioneria Generale dello Stato. Dal 2005 a oggi, viale Trastevere ha visto lievitare costantemente i propri costi di funzionamento, passati dai 38,5 miliardi di euro di 4 anni fa, agli attuali 44,5 miliardi. Praticamente, un miliardo e mezzo di euro in più ogni rilevazione.
Compresa quella per il 2009, anno in cui, invece, si sarebbero dovuti vedere i primi segnali di contrazione dovuti alla cura "da cavallo" contenuta nell'ultima Finanziaria approvata (la manovra triennale sui conti pubblici licenziata nell'estate 2008): un piano di riduzione di spesa pari a 7 miliardi e 832 milioni di euro, entro il 2012, e tagli agli organici del personale di ben 87.341 posti di docenti e di 44.500 posti di operatori Ata.

Costi troppo alti per il personale. Come spiegare, allora, questi risultati contrastanti? La cui punta dell'iceberg la stiamo vedendo, in questi giorni, con sit in e proteste sparse per l'Italia. La chiave di lettura viene data (da anni) dalla Corte dei Conti nella sua periodica relazione, al Parlamento, sul costo del lavoro pubblico. Viale Trastevere spende un'enormità di stipendi per il personale (circa il 98% dei costi totali). Un dato confermato da tutti i principali documenti di finanza pubblica elaborati da Via XX Settembre. Il problema è tutto lì e dipende, sempre, dalle stesse variabili: ricostruzioni di carriera nei confronti dei precari di volta in volta stabilizzati, progressioni automatiche di stipendio, assegnazioni di "premi" a pioggia, slegati da merito e produttività. In più, nonostante anni di proclami e leggi Finanziarie, il personale in servizio nella scuola ha subito una costante crescita fino al 2006 e solo nel 2007 ha fatto registrare una lieve flessione (-1,1 per cento).

Programmazione ferma al palo. Fardelli, che, ora, stanno diventando vere e proprie mannaie per il sistema Istruzione per effetto della clausola di salvaguardia, introdotta dall'allora Governo Prodi, nel 2007 e mai modificata: se non si taglia il personale, si diminuiscono, in modo equivalente, le altre spese. E non riuscendo, Viale Trastevere, ad abbassare le spese per impiegati, professori e bidelli, si stanno riducendo i finanziamenti per le altre spese, azzerando, di fatto, moltissimi obiettivi già programmati e rimasti senza fondi. E' sufficiente sfogliare la direttiva annuale sull'azione amministrativa 2009, da poche settimane sul sito internet del Miur, per rendersi conto di quanti programmi di spesa per la didattica risultino a bocca asciutta. Problemi tristemente noti a centinaia di presidi e genitori. E non è un caso che nella relazione (6 pagine) allegata al Dpef 2010-2013, presentato a luglio scorso, Viale Trastevere abbia chiesto garanzie per proseguire nel piano di rilancio di scuola e università, stimando il fabbisogno complessivo 2010 in circa 1,5 miliardi di euro (689 milioni per la scuola, 815 milioni per l'università).

Possibili soluzioni a confronto. Insomma, una situazione esplosiva. Che l'attuale Governo sta affrontando stringendo la cinghia e con tagli pesanti al personale. Solo quest'anno, lasceranno oltre 42mila insegnanti e 15mila Ata. Prossimamente, anche grazie al ritorno dell'anzianità contributiva, andranno in pensione altre 8.500 unità, da aggiungere alla normale quota di pensionamenti ordinari (circa 25/30mila l'anno). Insomma, una riduzione dei costi che sta passando, principalmente, per una diminuzione progressiva del personale. E a pagarne le conseguenze, sono soprattutto, i precari. Oltre che l'offerta didattica. Una soluzione diversa era stata, invece, proposta dal precedente Governo, che, presentando, nel 2007, il "Quaderno Bianco" sulla scuola, aveva preso in considerazione la possibilità di contenere il personale, attraverso una diversa programmazione di medio-lungo periodo degli organici, coinvolgendo le Regioni. Secondo gli scenari prefigurati nel Quaderno, entro il 2011-2012, si sarebbero dovuti reclutare fra 70 e 90mila nuovi insegnanti, contribuendo sostanzialmente a superare il meccanismo delle graduatorie a esaurimento. Inoltre, non ci sarebbero state sforbiciate più o meno barbare e ci sarebbe stata un'importante riallocazione di risorse pubbliche, da smistare verso obiettivi di miglioramento dei livelli di prestazione del servizio. Soluzioni che l'attuale Governo sembra non voler considerare.

14 settembre 2009 (il sole 24 ore)


@ Federica ,Felice

Lo stato non offre pari opportunità scolastische su tutto il territorio ,nascere al pilastro , alla barca o in altre zone periferiche di Bologna di fatto ti penalizza moltissimo.
La scuola non è uno studio dentistico ,anche se curare una carie male comporta la perdita della funzionalità di un organo essenziale per la corretta masticazione.

La scuola dovrebbe estrarre il meglio da ogni individuo ,la dove non c'è questo diritto cosa devono fare le famiglie?

Tutti ci indignamo per dei posti di lavoro tagliati; ma l'obiettivo nella scuola è educare e formare ed assumere in funzione di questi obiettivi.

Che dignità c'è nel lasciare una lavoratrice di 43 anni (da 10 anni precaria) per due anni con un contratto senza farle fare un giorno di supplenza?

Non è più dignitoso cercare di offrire nuove opportunità attraverso un sistema meritocratico che selezioni nella scuola gli insegnanti più meritevoli con stipendi legati al merito stesso .

Probabilmente questo avvicinerebbe all'insegnamento anche la classe maschile che spesso per motivi di stipendio non si avvicina al mondo scolastico se non per cariche amministrative;ed i bambini hanno bisogno di entrambe le figure.

Il discorso scuola è molto complesso e personalmente ritengo che la differenza sostanziale comunque la faccia il maestro e la sua passione.
A former member
Post #: 24
@Carla
come già ti ho detto più volte anche in riunione,sono il primo ad essere favorevole, attendo da anni un sistema meritocratico che valorizzi e premi i docenti più preparati e auspico una nuova selezione degli insegnanti,solo e unicamente per concorso (compresi quelli di religione che invece vengono assunti dalla curia vescovile ma pagati dallo stato per la modica cifra di quasi 2 miliardi di € all'anno).
Tale merito è presente solo negli spot e negli slogan gelminiani ma non è stato detto con quali criteri valutativi sarà attuato (non c'è da meravigliarsi da chi ha inventato la politica marketing fine a se stessa).
La scuola non è nè uno studio dentistico e neanche un'azienda di salumi e proprio per questo "tagliare gli investimenti nella scuola equivale a segare il tronco di un albero stando seduti sul ramo più alto. Il futuro dell’Italia nasce nelle Università, nei licei, negli asili. Se ne uscirà spazzatura, il Paese rimarrà una discarica.Meno investimenti vuol dire meno qualità, meno aule didattiche, meno laboratori, meno collegamenti in Rete, meno pc per gli studenti." (Beppe Grillo).
Se lo stato non offre pari opportunità scolastiche (nascere al pilastro è certamente penalizzante) dipende dal progressivo abbandono degli investimenti sul sapere,dalla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie.Tagliare 8 miliardi di € alla scuola pubblica vuol dire privare gli studenti di ore di didattica,di laboratori anche pomeridiani e con conseguenze dirette per i loro studi.
Gli insegnanti avrebbero bisogno di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?
Il discorso sulla scuola è sicuramente complesso e una riforma va fatta, a cominciare dalle scuole medie che sono un oggettivo fallimento e al rilancio degli Istituti professionali di stato,che non sfornano ragazzi preparati per le richieste di piccole e medie industrie specializzate (che di questi tempi offrono lavoro certo).Il punto fondamentale è che non si può definire "riforma" un insieme di tagli di personale e di ore con un impoverimento dell'offerta didattica da terzo mondo! Siamo l'unico paese occidentale ad aver eliminato l'ora di informatica alla scuola dell'obbligo!
"In pochi anni siamo passati da Internet e Inglese del secondo governo Berlusconi (ricordate le tre I?) ai grembiulini della Gelmini del terzo governo Berlusconi. Il quarto, se ci sarà, introdurrà il pallottoliere in ogni classe". (Beppe Grillo, "ideologico" anche lui...?)
Se c'è un malato (la scuola) si deve curare ma non ammazzare.La riforma non si fa con tagli ma si può fare senza ucciderla,come dimostra uno studio del 2009 della fondazione Agnelli fondazione agnelli(sono "ideologici" anche loro?) e consentendo di abbassare l'età media degli insegnanti,che è la più alta del mondo (55 anni), senza tagli da macelleria sociale (che equivalgono a 2 fabbriche mirafiori).
Lo psiconano taglia perché non ha più soldi. Non li ha per la scuola. Per altre spese invece il problema non sussiste.(Beppe Grillo).
Come sarebbe bello se tutti assieme trovassimo il coraggio di dire la verità a loro e a noi stessi. E cioè che quella che ci viene proposta non è una riforma, ma un marchingegno a tempo che ridurrà ai minimi termini l´offerta formativa. Salveremmo la scuola, e la sua missione. Almeno per un po´.

Ma questi han voglia di scherzare...

1) il problema delle scuole italiane parte dalle medie ed arriva alle università, porcilaie trasformate in aziende che non garantiscono un minimo livello qualitativo e continuano a sfornare laureati per friggere patatine! Intervenite dove è necessario, BUFFONI!

2) segare via insegnanti e posti di lavoro col solo scopo di rientrare delle spese è come spararsi nei piedi. La competitività, con cui quei 4 pezzenti con le pezze al culo di certi presunti imprenditori (con i soldi dello stato) italiani si riempiono la bocca, parte dalla scuola. Se tirano su studenti e cittadini modello il resto vien da sé. Relegarli a pascolare capre più dotte di loro non aiuterà questo paese né ora né mai, tranne per i soliti paraculi governativi ed imprenditoriali che dell’ignoranza fanno virtù.

3) Le classi più numerose son sempre più problematiche e meno avanzate, è un dato di fatto. La Gelmini se fosse un ministro e non un prestanome,invece che pensare a queste idiozie rilanciate da Brunella e Tvemonti dovrebbe pensare a cose serie.

4) Esternalizzare le responsabilità dei bambini nel doposcuola comporta rischi enormi. Nei comuni dove si è applicato questo tipo, alla fine il servizio è cessato per la scarsa qualità, la scarsa fiducia riposta dai genitori e la scarsa remunerazione dei lavoratori tramite cooperativa. Farlo su scala nazionale ha della follia!

5) Gli insegnanti tendono a promuovere gli alunni problematici, per un semplice motivo: si levano prima dalle palle. Il problema quindi non è da trovare nella scuola, ma negli strumenti che vengono offerti per gestire situazioni familiari border- line, che sono poi quelle da dove escono i ragazzi più problematici. Ancora una volta la questione verte sulla famiglia, e non sulla scuola.

Bocciare con una materia? Oggi non avremmo avuto Einstein

E, visto che ci siamo, chiudiamo anche la scuola, quello che resta della scuola dopo anni di ignavia dei governi. A cosa serve studiare se non avrai un lavoro o al massimo andrai a friggere le patatine in un fast-food (con contratto da rinnovare ogni 3 mesi)? Se non puoi partecipare alla vita democratica del tuo Paese, se vivi sommerso in un’informazione di regime? A sopravvivere? Ma a vent’anni sopravvivere è un insulto.
A former member
Post #: 52
http://www.youtube.co...­
Video contestazione contro la Gelmini alla festa del PDL:poliziotti in tenuta antisommossa contro insegnanti, genitori e studenti che manifestavano civilmente e pacificamente. Nessuno ha cercato di forzare il cordone di polizia, nonostante questo la tensione continuava a salire: ci spingevano per allontanarci, poi si fermavano, poi dopo altri 10 minuti ricevevano l'ordine di allontanarci ancora di qualche metro, fino a quando hanno caricato in modo del tutto ingiustificato!
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 337
@ Giorgio

Scuola, ma quanto mi costi: il 48,9% della spesa pubblica «mangiato» dall'istruzione
di Claudio Tucci


Tagli al personale, finanziamenti col contagocce, programmazione con le mani legate. La scuola è ripartita da dove si era fermata: caos e proteste, da Nord e Sud del Paese, per contrastare la ferrea stagione di austerity imposta a Viale Trastevere per contenere costi di gestione tra i più alti dell'intero settore pubblico. Non è un mistero, infatti, che il ministero dell'Istruzione, oggi, assorba, il 48,9% dei costi dello Stato: 44,5 miliardi di euro (sui circa 91 miliardi totali). ......

Scusa ma nn mi sembrano dati attendibili.
Nel sito del Governo http://www.salute.gov...­ (apri il file spesa exl e guarda la tabella "Graf. trend spesa SSN") viene detto che LA SPESA NEL 2008 del SSN è STATA DI 106,665 MILIARDI DI €.
DUNQUE I CONTI NN TORNANO.

Sono andato a fare ricerca simile nella pagina http://www.rgs.mef.go...­ e la maggior parte dei file riportano solo codici e nn numeri (bo????) cmq quello più interessante (tra quelli che riportano le spese cioè il file "scuole allegati bilancio 2008) sono quelli degli stipendi che vanno da 13.000 € l'anno a 37.000. €
Nn mi sembrano cifre assurde.
A former member
Post #: 5
Ciao a tutti!

@Federica Salsi
Il tuo materiale è stato citato nel lavoro del gruppo scuola, sentendolo oggi ho pensato di fare due piccole osservazioni.
1. d'accordissimo sulla tassazione dei beni della Chiesa Cattolica, ma che siano essenti anche le opere a rilevanza sociale, quelle di beneficienza, in somma.
2. sulle grandi eredità, sarebbe utile proporre anche dei numeri - di che somme parliamo?
Aggiungendo un po' di numeri e di descrizioni dettagliati dei concetti l'effetto della lettura sarebbe ancora più potente.
Flavio adesso è crollato per il sonno, ma pensa anche lui di scrivere due cose in margine al comunicato letto da Monica. Un unico esempio per farci capire, perché i soldi che una volta servivano per pagare i bidelli ora vanno alle ditte di pulizia in appalti troppo trasparenti, e salati? Perché la scuola ha dei contratti per rifornirsi di cancelleria e mobilio in spacci carissimi? Di nuovo, perché manca la trasparenza in tutte queste scelte? Perché l'unico modo di aiutare a ricuperare un bambino con qualche problema di apprendimento e ottenere un certificato che lo marchia a vita? Parliamo poi del Comune che opera meravigliosamente per gli asili e le materne, ma "si dimentica" che tutti gli edifici scolastici sono i suoi ...
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 338
Visitate il sito http://www.mondadorie...­
e potrete notare quanti libri di testo per la scuola produce.

IO NN VOGLIO DARE I MIEI SOLDI ALLA MONDADORI, SU CUI NN CI PAGA LE TASSE, IO VOGLIO I LIBRI FATTI DALL'INSEGNANTE (CHE SONO QUELLI MIGLIORI DI TUTTI) XCHè LI CONOSCERà MEGLIO DI TUTTI (XCHè LI HA FATTI LUI) E CHE GARANTISCONO A ME GENITORE DI CONTROLLARE LA QUALITà DELL'INSEGNANTE, VISTO CHE NN POSSO ESSERE IN CLASSE.

VOGLIO DEI LIBRI IMMATERIALI (SUI FILE PDF) DA STAMPARE LE SOLE PAGINE CHE IL MAESTRO/A AVRà INDICATO DA TRATTARSI NELLA SETTIMANA IN QUESTIONE (IN MODO DA NN DOVER APPESANTIRE LA SCHIENA DI MIO FIGLIO).... E LI VOGLIO PAGARE DIRETTAMENTE ALL'INSEGNANTE SENZA INTERMEDIARI (ovviamente ad un prezzo + equo visto che nn c'è carta, inchiostro, la rilegatura -o mezzo informatico come ereader o pc - e visto che nn si deve pagare la macchina che tiene su una casa editrice).
L'ART. 41 COMMA 1 DELLA COSTITUZIONE DICE: L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
ESERCITATE QUINDI IL VS DIRITTO AD INSEGNARE SUL TESTO CHE RITENETE + OPPORTUNO: IL VOSTRO.

PS Sonp state abbattute le case discografiche xchè nn quelle editrici?
A former member
Post #: 2
Buona la proposta dei libri di testo in PDF da affidare all'insegnante di ruolo, il quale preparerebbe le varie stampe seguendo il programma ministeriale, ma potendo scegliere il materiale da proporre all'alunno.
Facendo l'avvocato del diavolo la questione sarebbe un po' complicata per gli insegnanti che ricevono supplenze brevi (incarichi da un giorno, due giorni ecc.) i quali essendo convocati la mattina stessa non avrebbero materiale a disposizione per poter continuare la normale programmazione senza snaturare il lavoro del collega ammalato.
Su questi particolari si può tranquillamente discutere.

Vorrei aggiungere altre considerazioni e proposte da aggiungere all'idea di programma sulla scuola che è stata esposta all'assemblea del 11/09/2010:

1) Nel mio girovagare per le varie scuole di Bologna e della sua provincia,18 negli ultimi 3 anni, ho notato che il lavoro dei bidelli è stato soppiantato da imprese di pulizie che lavorano attraverso le coperative, eseguendo il lavoro che il personale ata eseguiva magnificamente in passato, con la conseguenza di far spendere per il medesimo lavoro notevoli cifre che potrebbero essere risparmiate restituendo le mansioni ai bidelli.
N.B.:In alcune scuole i bidelli si occupano ancora delle pulizie, un esempio è l'I.c. di Monte San Pietro nella scuola elementare a modulo e non sussistono problemi.
Aggiungo rifacendomi all'esempio della scuola appena citata che in questa maniera si potrebbero pagare anche un bidello per piano, risolvendo in parte il problema della sicurezza per gli alunni e dell'impiego per i bidelli.
Spesso queste società hanno costi elevati e pagano poco i propri lavoratori ma questa situazione andrebbe indagata in maniera accurata perchè ogni scuola è un caso a parte.
La mancanza di trasparenza di queste situazioni si estende anche ad altri appalti come la cancelleria ed il mobilio.

2) Aprire la possibilità alle scuole pubbliche di ricevere donazioni da parte dei privati, meglio se in forma anonima,per evitare condizionamenti ed a patto,attraverso un regolamento ferreo,che non possano influenzare il POF.

3) Cambiare il sistema delle certificazioni.
Attualmente per avere un insegnante di sostegno,il bambino o il ragazzo in questione, ricevono una certificazione che gli rimarrà come un marchio nel suo curriculum scolastico impedendogli in alcuni casi di poter accedere ad istituti superiori di loro scelta.
A causa di questo sistema i genitori di questi alunni si oppongono alla certificazione impedendo l'arrivo di un insegnante che permetta il recupero dell'allievo.
Le conseguenze sono allievi che non riescono a raggiungere il livello dei propri compagni di classe annoiandosi durante le ore di lezione,perchè non capiscono, ed a causa di questa noia disturbano le lezioni stesse rallentando l'apprendimento dei compagni.
L'altra conseguenza invece sono alunni pienamente recuperati,preparati come i loro compagni di classe,ma apenalizzati a causa della certificazione.
Bisogna trovare una proposta che tenga conto di questo problema.

4) Introdure un pedagogista,dentro ogni istituto di ogni ordine e grado,che svolga un compito di visore su tutti gli alunni,questo gli permetterebbe di poter intervenire rapidamente in caso di problemi sia emotivi sia di apprendimento sull'alunno ed eviterebbe inutili perditete di tempo.
Spesso per avere un intervento da parte di un insegnante o educatore passa un anno nel quale l'alunno accumula ritardo di apprendimendo rispetto ai suoi compagni o peggiora la porpria condizione emotiva.

5) Non trovo corretto imporre l'abolizione dell' otto per mille per la Chiesa perchè lederebbe la libertà dell'individuo.
Sarebbe più libero introdurre la possibilità di versare l'otto per mille alla scuola pubblica,ma deve poter essere una scelta individuale.

Concludendo vorrei precisare che per poter cambiare il modo di insegnare religione cattolica nelle scuole o toglierlo bisognerebbe che lo Stato riveddesse il concordato con la Chiesa.

Ciao a tutti
Flavio
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 343
Ottime considerazioni e ti ringrazio x l'apprezzamento sulla proposta relativa ai libri di testo.

2 Osservazioni 1) ho già comunicato via email una variazione che riguarda l'8x1000 (che verrà introdotta)
2) confermo che x modifiche relative all'insegnamento della chiesa cattolica sarebbe necessario la revisione del concordato (pressochè impossibile se non sganci alla chiesa più di quanto nn ottenga già) ma la lascerei come provocazione.



Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 148
@Giorgio

Condivido in pieno le tue osservazioni in merito ai dati.

Mi sono allineata ai post che pubblicano dati tratti da articoli di giornale ,difficili da comprendere e che puntano,da parte di chi li pubblica , solo a fare propaganda .

Propaganda chiaramente legata alla testata.

Noi siamo cittadini e per questo abbiamo il dovere di andare a fondo ,guardando i numeri per quello che sono e non a seconda di chi li pubblica.

Penso che i dati dei ministeri , le fonti Ocse o comunque dati ufficiali anche a livello regionale o comunale, siano il nostro punto di partenza per uno studio approfondito che miri a fare chiarezza e possibilmente a formulare risposte.
Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 149
@Flavio, Antonia

Concordo con voi,le tematiche che avete proposto penso si possanno approfondire a livello locale ,(autonomia didattica ed appalti).
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