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A former member
Post #: 55
CANCELLIAMOLI CON LE FIRME

I simboli leghisti nella scuola di Adro vanno tolti. Il silenzio delle Istituzioni è assordante, il Ministro Gelmini ancora una volta si dimostra non all'altezza del ruolo che ricopre, mi aspetto che il Presidente della Repubblica intervenga al più presto. Ciò che sta succedendo è gravissimo e la voce dei cittadini spero si faccia sentire forte e chiara.
Aderite all'appello promosso dal Fatto Quotidiano.

http://www.ilfattoquo...­
A former member
Post #: 655
Sostegno, mancano 65 mila docenti. La denuncia di Tuttiascuola “Non un ministro, un buttafuori"

http://www.facebook.c...­

c' è un problema di ore che l'insegnante può garantire al ragazzo disabile: un'amica insegnante di sostegno al liceo artistico quest'anno dovrà ripartire le sue 18 ore anzichè su 3 ragazzi su 4, in altrettanti classi. le restanti ore i ragazzi sono affidati ad educatori di cooperative (costano meno).
considerando che si tratta di una scuola che ha più di 30 ore settimanali, quali benefici possono ricevere questi disabili?
comunque, a quanto si dice nell'ambiente, stanno cercando di risolvere la situazione: vengono certificati sempre meno ragazzi con deficit, appositamente per evitare di gestirli, lasciando il problema alle famiglie.
Marco G.
user 4117689
San Pietro in Casale, BO
Post #: 682
vengono certificati sempre meno ragazzi con deficit, appositamente per evitare di gestirli, lasciando il problema alle famiglie.

Interessante! Mi fa venire in mente cosa si diceva Sabato riguardo i dati forniti dal ministero e sulla loro attendibilità generale.

Ricordiamoci questa affermazione quando l'anno prossimo si andranno a leggere i dati del rapporto tra il numero di insegnanti di sostegno e i disabili.
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Post #: 56
TAGLI ALLA SCUOLA
Al Giorgi una classe con 51 studenti
dove le lezioni si fanno in palestra
Gli iscritti sono 150 in più dell 2009. La preside "Non si può andare avanti così, ci devono dare più spazio"
di TIZIANA DE GIORGIO

Al Giorgi una classe con 51 studenti dove le lezioni si fanno in palestra A lezione in palestra

La cattedra è sotto il canestro da basket. La voce di Chiara, insegnante di italiano, rimbomba sul tutto il tendone di alluminio e plastica per 30 metri, fino alla porta da calcio. Fabio, studente di quinta ragioneria, tira fuori un quaderno e lo appoggia sulle ginocchia, ammassato insieme agli altri su cinque file di sedie rosse: lì dentro di banchi non ce n'è nemmeno uno.

Un caso clamoroso, quello del Giorgi. Ma inutile prendere appunti, sono solo scarabocchi per passare il tempo: "Siamo ancora all'appello - dice - e anche solo per controllare che ci siamo tutti e 51, passano almeno venti minuti".

Dopo lo smantellamento delle civiche serali, il tecnico Giorgi è stato talmente preso d'assalto dagli studenti lavoratori da portare la scuola all'orlo del collasso.

Il plotone della V ragioneria

Ma l'ufficio scolastico Regionale, nonostante le continue richieste della preside, non ha ancora concesso nemmeno una classe in più. Ma le classi sono a rischio esplosione con una quinta ragioneria che supera i 50 studenti, una quarta elettronici oltre i 40, e tutte le altre sul limite dei 30, e le iscrizioni che continuano ad aumentare.

Il Tar boccia il Comune: "Bisogna riaprire il Gandhi"

I 51 studenti della quinta ragioneria hanno scoperto di essere un plotone, invece di una normale classe, solo il primo giorno di scuola, lunedì. "La prima ora di lezione l'abbiamo fatta in un'aula normale, così pigiati che non si riusciva nemmeno a respirare", racconta Marcello, 28 anni. "Solo lì abbiamo saputo non avremmo avuto un'aula: ci hanno trasferiti in palestra", racconta invece Alessandra, assicuratrice.

Tutti trasferiti sotto il tendone verde vicino alla scuola, quindi. Senza neanche un banco, perché nella scuola non ce ne sono abbastanza per tutti. E nel bel mezzo di un caos incredibile: la palestra è ridosso di viale Liguria. La campanella, per i ragazzi del serale, suona alle 18.10, l'ora di punta per il traffico. Le marmitte di auto e motorini sovrastano quindi anche il professore con l'ugola più potente: impossibile seguire anche una sola frase, lì dentro. Figuriamoci un'intera lezione.

"Sono studenti di quinta questi - dice Chiara, insegnante di italiano, dopo aver fatto l'appello - hanno la maturità quest'estate. Ma come si fa, se non hanno nemmeno un banco dove fare un tema di italiano, o una simulazione di terza prova?". Nel frattempo, una docente di educazione fisica entra in palestra. E fa lezione ai suoi ragazzi nell'altra metà del campo, mentre 51 studenti cercano di essere concentrati sulla letteratura del 900.

I ragazzi, dopo solo quattro giorni di scuola, sono già esasperati: "Non verrei mai a scuola in una condizione così - dice un'ex studentessa del Cattaneo - ma non avevo alternative: la mia scuola l'hanno chiusa. Due alternative, quindi: venire qui, o abbandonare gli studi".

"Vogliono sfinirci - commenta Marcello - sperano che facendoci venire a scuola così, in condizioni vergognose, ci stanchiamo e rinunciamo a venire a scuola". Il problema, se l'Ufficio scolastico regionale non dovesse concedere l'apertura di altre classi, si porrebbe ancora di più con l'arrivo dell'inverno: in palestra, non ci sono riscaldamenti.

Ma non è solo la ragioneria a fare lezione in condizioni oltre la decenza: in una classe di elettronica sono in 43. In classe, le sedie non bastano. E durante le ore di lezione c'è chi sta in piedi, chi seduto sui banchi, chi per terra. "Si rende conto? - dice Gabriella, un'altra insegnante - non mi pongo il problema di come spiegare, ma di come si fa a respirare qui dentro".

Il problema, oltre all'impossibilità per ragazzi e insegnanti a fare scuola, sono le norme di sicurezza: "Siamo fuori ogni legge - dice Elisabetta Daina, delegata Rsu - parliamo di classi da 50 studenti, quando la norma vuole una media di 26 studenti più l'insegnante. È pericolosissimo continuare a tenere i ragazzi così".

Anche la preside, Annamaria Indinimeo, allarga le braccia: "Un situazione così è ingestibile - commenta - se non ci concedono una classi in più saremo dovremo almeno provare a dividere le due sezioni in due gruppetti. Ma anche lì, si porrebbe un problema: abbiamo bisogno di almeno qualche risorsa in più perché mancano gli insegnanti".


Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,536
vengono certificati sempre meno ragazzi con deficit, appositamente per evitare di gestirli, lasciando il problema alle famiglie.

Interessante! Mi fa venire in mente cosa si diceva Sabato riguardo i dati forniti dal ministero e sulla loro attendibilità generale.

Ricordiamoci questa affermazione quando l'anno prossimo si andranno a leggere i dati del rapporto tra il numero di insegnanti di sostegno e i disabili.


E' anche vera un'altra cosa, che spesso sono i genitori a rifiutare l'insegnante di sostegno, perchè con la certificazione ritengono che il proprio figlio venga "marchiato a vita", inficiando così la buona riuscita delle attività di tutta la classe.

Ovviamente non posso fare nomi e cognomi, ma ho le prove provate che a scuola media di mia figlia succede questo.
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,537
Propongo che il Movimento 5 Stelle di Bologna aderisca alla manifestazione che si terrà a Reggio Emilia il 9 ottobre a difesa della scuola pubblica organizzata dal Comitato Riprendiamoci la Scuola.

http://www.riprendiam...­

non entro nel merito di una eventuale adesione del movimento alla manifestazione che, nel caso, verrà decisa collegialmene dall'assemblea, mi hanno colpito alcuni punti del manifesto di questo comitato e mi piacerebbe approfondire.

Primo punto:
•La Costituzione fissa i principi fondamentali dell’istruzione pubblica: la scuola e l’università di qualità sono un diritto di tutti e lo Stato deve finanziare esclusivamente l’istruzione pubblica.
Punto quarto:
•Lo Stato deve mettere i Comuni nella condizione di poter garantire un posto all’asilo comunale per tutti i propri piccoli cittadini con appositi finanziamenti, evitando che i genitori siano costretti a rivolgersi a strutture private per mancanza di posti.

1) cosa intende per istruzione pubblica?
2) Quando parla di asilo comunale si riferisce alla scuola materna o al nido d'infanzia? sarebbe opportuno che fosse specificato.
Poi, indipendentemente al fatto che sia nido e/o materna, mi chiedo se il primo punto non sia in conflitto con il quarto. Sto facendo un ragionamento ad alta voce, è una mia interpretazione che può non essere corretta..... Mi spiego: lo stato deve finanziare l'istruzione pubblica però le scuole nido e materne comunali non sono considerate scuole paritarie?

Legge 10 marzo 2000, n. 62
Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione
1. Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita.
2. Si definiscono scuole paritarie, a tutti gli effetti degli ordinamenti vigenti in particolare per quanto riguarda l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, le istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli enti locali, che, a partire dalla scuola per l'infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia di cui ai commi 4,5, e 6.


A questo punto desumo che i nidi e le materne comunali sono paritarie, e diventa fondamentale capire cosa il comitato intende per pubblica istuzione. Questo ci serve anche a capire quando diciamo che non vogliamo dare finaziamenti alla scuola privata, parificata o paritaria, se effettivamente vogliamo togliere soldi solo ai diplomifici o anche alle scuole nido e materne comunali.

Io non so se ho interpretato correttamente le varie leggi, ma credo sia fondamentale conoscere bene i vari tipi di scuola che ricevono finanziamenti dallo stato, temo che le generalizzazioni taglino fuori gli ottimi asili nido e meterne comunali.

Il quinto punto invece non mi trova assolutamente d'accordo:
•Nella scuola primaria (ex elementare) deve essere garantita l’opzione del tempo pieno al fine di aiutare le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano per l’intera giornata.

Il tempo pieno forse tanti anni fa, nato come doposcuola, era considerato un servizio alle famiglie. Ora il tempo pieno è tutto tempo scuola, non è un servizio alle famiglie, sono ore di lezione per gli alunni.
Perdonate la forte affermazione, ma considerare il tempo pieno un parcheggio per bambini lo trovo molto riduttivo....soprattutto se scritto in un manifesto di un Comitato che si pone a difesa della scuola pubblica.... poi magari il comitato ha tutte le migliori intenzioni del mondo
A former member
Post #: 9

flavio bernardi boari ha scritto:
5) Non trovo corretto imporre l'abolizione dell' otto per mille per la Chiesa perchè lederebbe la libertà dell'individuo.
Semmai è l'esatto contrario. L'8x1000 è una imposta, è imposta per legge, quindi se l'abolisci non solo non imponi nulla, ma elimini una imposizione!
(Imporre l'abolizione dell'imposizione (fiscale) non è una imposizione. ih ih ih ih)

Senza l'8x1000 ogni cittadino rimarrebbe libero di versare o meno i soldi che ritiene opportuno alle chiese che preferisce.

Antonia Iulia Dejeu ha scritto:
Flavio ed io abbiamo seguito l'Istituto Superiore di Scienze Religiose, che forma gli insegnanti di religione, e vi posso garantire che è una scuola seria con degli esami duri. E' peccato che i diplomati debbano fare con gli alunni una specie di secondo catechismo anziché storia delle religioni o antropologia.
A me sembra abbastanza naturale visto che si studia per fare quello.
Forse per insegnare Storia delle Religioni si dovrebbe essere laureati in Storia o in Scienze Storico-Religiose e per insegnare Antropologia in Antropologia? non saprei dire.

Antonia Iulia Dejeu ha scritto:
Solo che il Concordato, gli Patti Lateranensi, chi li cambia?
Lo Stato in accordo con la Chiesa Cattolica. Quando i cittadini lo chiederanno a gran voce la Chiesa Cattolica non potrà fare altro che cedere certi privilegi.

http://it.wikipedia.o...­
Come otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l'8‰ dell'intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge.

Attività finanziate [modifica]
La legge stabilisce la destinazione che devono avere i fondi sia per la parte relativa allo Stato sia per quella relativa alle confessioni religiose.

Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato per interventi straordinari nei seguenti ambiti:

fame nel mondo
calamità naturali
assistenza ai rifugiati
conservazione di beni culturali
Gli enti (pubblici o privati ma senza fini di lucro), che vogliono accedere a questi fondi devono presentare una proposta entro il 15 marzo di ogni anno. Per il 2008 sono state seguite le modalità stabilite dal D.P.C.M. 23 novembre 2007.

Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la missione militare italiana in Iraq (Missione Antica Babilonia).[1]

Le quote delle chiese sono utilizzate per:

interventi assistenziali e umanitari (Chiesa cattolica e Chiesa valdese);
interventi sociali e culturali (Chiesa cattolica, UCEI e Chiesa valdese);
interventi caritativi, finalità religiose ed esigenze di culto (solo la Chiesa cattolica);
sostentamento del clero (Chiesa cattolica e Chiesa luterana);
tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, tutela delle minoranze contro il razzismo e l'antisemitismo (solo l'UCEI).
Storia [modifica]
Il rapporto tra lo Stato italiano e le diverse confessioni religiose presenti sul suo territorio può esser fatto risalire allo Statuto Albertino del 1848 (dapprima in vigore nel solo Regno di Sardegna e poi esteso al nascente Regno d'Italia). L'articolo 1 dello Statuto Albertino tollerava ogni culto conforme alle leggi e riconosceva il Cattolicesimo come religione di stato.

Con i Patti Lateranensi del 1929, che codificavano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica, lo Stato italiano si impegnava a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico tramite il meccanismo della Congrua. Tale meccanismo si fondava su un riconoscimento del pregiudizio economico subito dalla Chiesa a causa delle molteplici confische di beni ecclesiastici nel corso del secolo XIX, fra cui in particolare l'eversione dell'asse ecclesiastico nel 1866-1867 e l'annessione dello Stato Pontificio al Regno d'Italia nel 1870 a seguito della breccia di Porta Pia.

Nel 1948 la Costituzione repubblicana introdusse, con l'articolo 3, l'uguaglianza degli individui, a prescindere anche dalla religione, con la conseguente abolizione de facto della religione di Stato in Italia, cui si giunse ufficialmente solo con la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 (Protocollo addizionale, punto 1) e con la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale, che sancisce che la laicità è il principio supremo dello stato.

Con la firma del nuovo concordato (18 febbraio 1984) tra l'allora Presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi e il Segretario di Stato del Vaticano Agostino Casaroli si stabilì che il sostegno dello Stato alla Chiesa (studiato dall'allora ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino) avvenisse nel quadro della devoluzione di una frazione del gettito totale IRPEF (l'otto per mille, appunto) da parte dello Stato alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni (per scopi religiosi o caritativi) o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti legge e circolari.

Negli anni successivi lo Stato italiano ha firmato intese analoghe anche con altre confessioni: nel 1986 con le Assemblee di Dio, con gli Avventisti nel 1993 con l'Unione delle Chiese metodiste e valdesi e con i Luterani (intesa ratificata nel 1995), nel 1996 con le Comunità ebraiche e ratificò una modifica all'intesa con gli Avventisti. Ad oggi sono sei le confessioni religiose che possono ricevere l'otto per mille. I Battisti hanno firmato un'intesa con lo stato nel 1993, ma rifiutano di ricevere l'otto per mille.

Il 4 aprile 2007 la Presidenza del Consiglio ha firmato il concordato con l'Unione Buddista Italiana (UBI), l'Unione Induista Italiana, la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, la Chiesa dei Santi degli ultimi giorni (mormoni), la Chiesa Apostolica in Italia, la Arcidiocesi ortodossa d'Italia; nella stessa data ha anche firmato la modifica delle intese con la Tavola Valdese e con l'Unione delle Chiese cristiane avventiste del Settimo Giorno. Tutte queste intese non sono ancora state ratificate dal Parlamento italiano[2]. La ratifica dovrebbe avvenire nell'autunno 2010 in base alla proposta di legge Malan-Ceccanti). Restano escluse le diverse organizzazioni dell'islam in Italia[3].

Intese con lo Stato italiano [modifica]
Lo Stato Italiano, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica (Patti Lateranensi del 1929, la cui revisione è stata conclusa nel 1984), ha stretto intese con alcune confessioni religiose presenti nel Paese, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione.[4]
Segue:



A former member
Post #: 10
Intese approvate con legge ai sensi dell'art.8 della Costituzione [modifica]
Tavola Valdese (conclusa 21 febbraio 1984 e approvata con la legge 449/1984, revisione conclusa il 25 gennaio 1993 e approvata con la legge 409/1993)
Assemblee di Dio in Italia (conclusa il 29 dicembre 1986 e approvata con la legge 517/1988)
Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (conclusa il 29 dicembre 1986 e approvata con la legge 516/1988, revisione conclusa il 6 novembre 1996 e approvata con la legge 637/1996)
Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (conclusa il 27 febbraio 1987 e approvata con la legge 101/1989, revisione conclusa il 6 novembre 1996 e approvata con la legge 638/1996)
Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (conclusa il 29 marzo 1993 e approvata con la legge 116/1995)
Chiesa Evangelica Luterana in Italia (conclusa il 20 aprile 1993 e approvata con la legge 520/1995)
Intese firmate e in attesa di perfezionamento legislativo [modifica]
Unione Buddista Italiana (conclusa il 20 marzo 2000, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (conclusa il 20 marzo 2000, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
terza revisione dell'intesa con l'Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (conclusa il 23 aprile 2004, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
terza revisione dell'intesa con la Tavola Valdese (conclusa il 27 maggio 2005, revisione conclusa il 4 aprile 2007)
Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (conclusa il 4 aprile 2007)
Sacra Arcidiocesi d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale (conclusa il 4 aprile 2007)
Chiesa Apostolica in Italia (conclusa il 4 aprile 2007)
Unione Induista Italiana (conclusa il 4 aprile 2007)
Otto per mille e deduzioni fiscali [modifica]
Partecipano alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF:

Chiesa cattolica
Tavola Valdese
Unione Italiana delle Chiese Avventiste del Settimo Giorno
Assemblee di Dio in Italia
Unione delle comunità ebraiche italiane
Chiesa Evangelica Luterana in Italia.
Si possono dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a € 1.032,91 a favore delle confessioni religiose sopra citate e all'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia.


Si deduce che la Chiesa Cattolica c'entra meno di quel che sembra, e rifiutarglielo (solo a lei) è un atto di ingiustizia. Andrei piano sull'idea di abolizione.
Di sicuro i laureati in Storia ecc. sarebbero più qualificati, ma siccome anche all'ISSR si studiano storia delle religioni e antropologia, e la Chiesa non rinuncerà al Concordato, meglio provare di cambiare solo il cambiabile.
Neanche a me piace il concordato, ma vivendo in un paese a maggioranza cattolica (almeno a parole) la vedo dura riuscire ad abolirlo.
Giorgio M.
user 5682011
Bologna, BO
Post #: 364
Confermo, per quanto possa servire, quanto dice chi mi precede.
E' spiegato in modo molto semplice qui.


http://www.occhioperm...­
A former member
Post #: 53

Antonia Iulia Dejeu ha scritto:
Si deduce che la Chiesa Cattolica c'entra meno di quel che sembra, e rifiutarglielo (solo a lei) è un atto di ingiustizia. Andrei piano sull'idea di abolizione.
Hai dimenticato di riportare le parti che descrivono i punti più controversi del meccanismo dell' 8x1000, quindi è normale che tu deduca che la Chiesa Cattolica "c'entra meno di quel che sembra".
Dal quadro completo dedurresti ben altro. La Chiesa Cattolica c'entra eccome.
Pensa che solo il 30% circa dei contribuenti italiani sceglie di destinare il proprio 8x1000 alla Chiesa Cattolica, ma quest'ultima riscuote circa il 90% del gettito totale destinato.
Come te lo spieghi?
Non mi dilungo perchè siamo già abbondantemente fuori tema, ma ti basta andare a studiare il meccanismo di ripartizione dell'8x1000 per capire che trattasi di una truffa vera e propria.
Pensa che io ogni anno scelgo di destinare il mio 8x1000 allo Stato con la consapevolezza che se lo prenderà quasi tutto la Chiesa Cattolica. biggrin

Questo è solo uno dei problemi legati all'8x1000. Ce ne sarebbero altri, ma mi fermo qui.

Antonia Iulia Dejeu ha scritto:
Neanche a me piace il concordato, ma vivendo in un paese a maggioranza cattolica (almeno a parole) la vedo dura riuscire ad abolirlo.
Non siamo noi che dobbiamo intervenire sul concordato, bensì la Chiesa Cattolica e lo Stato quando lo riterranno opportuno. Noi possiamo (dobbiamo) solo chiedere che lo facciano.


penso sarebbe meglio abolire l' 8 per mille che sostanzialmente è un meccanismo per finanziare la chiesa.

Io personalmente ho sempre scelto i valdesi che sono gli unici che rifiutano di avere la quota parte di ripartizione dell' 8 per mille di quelli che non scelgono e sono anche quelli che hanno un rendiconto trasparente di quello che fanno. In più è l'unica religione ad aver un gran numero di preti donne.
La chiesa utilizza questi soldi per l'organizzazione del clero in larga percentuale. Infatti credo si dovrebbe dare la possibilità a chi spera di donare per la chiesa per dare ai poveri mentre in realtà i soldi restano in vaticano di poter donare direttamente alla propria parrocchia per poter avere un controllo che effettivamente i soldi vengano utilizzati per opere benefiche.Così tapperemmo la bocca anche a chi ci dà dell'antireligioso.

Lo Stato poi si comporta ancora peggio: per legge dovrebbe destinare i soldi ad opere sociali ma spesso vengono tolti per essere dirottati verso altri lidi per operazioni di bilancio: Berlusconi per esempio ha preso i soldi dell'otto per mille per utilizzarli per le missioni in iraq e Afghanistan e un anno per coprire il buco dell'abolizione dell'ici sulla prima casa..

se proprio non si può abolire l'8 per mille propongo di togliere la spartizione del bottino rimasto dopo le scelte dei contribuenti
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