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A former member
Post #: 50

@Alberto
ti ringrazio per l'esuriente risposta e condivido totalmente quello che hai scritto.Colgo l'occasione per chiederti scusa se qualche volta i miei toni (anche se scritti) non ti sono piaciuti e per aver creduto che fossi tu l'Alberto che ha la moglie che insegna religione.Sono sempre aperto al confronto ma su un altro sito o in altro luogo perchè sono uscito dal movimento e non intendo più tornare a farne parte.

A former member
Post #: 53
@Renato

ti ringrazio pubblicamente per le belle parole che mi hai scritto e per la tua sincerità, ma ti informo che non sono rientrato nel movimento,ho solo ritenuto giusto rispondere a chi mi aveva citato, in particolare ad Alberto (e scusarmi con lui per lo scambio di persona) e replicare alle false notizie riguardo l'assunzione degli insegnanti di religione che nel frattempo ho letto.
Riguardo il documento del gruppo scuola,so bene i tuoi orari disumani di lavoro difficilmente ti avranno dato il tempo di leggerlo tutto, soprattutto la seconda parte (quella delle proposte).Mi spiace dover rileggere per l'ennesima volta pregiudizi nei confronti di chi lo ha scritto (come se non conoscessimo le esigenze e i bisogni degli alunni e come se avessimo avanzato richieste personali).
Sappi che buona parte delle proposte sono state scritte interpellando via mail i miei ex alunni,impegnati nei movimenti che hanno occupato le scuole mentre il movimento continua a discutere sui dati del decreto gelmini...Quindi,come vedi,c'era anche e soprattutto il loro contributo che,come tutti possono leggere per me vengono sempre prima di tutti (la scuola sono loro).Mi spiace altrettanto che anche questo non sia mai stato capito o forse si è fatto finta di non capirlo. Con assoluta pacatezza e serenità ribadisco che tali pregiudizi mi hanno ancor di più convinto non solo che non abbia senso rimanere in questo movimento ma che,per coerenza e chiarezza nei confronti di tutti (all'interno e all'esterno) ritengo che le proposte e l'eventuale posizione del M5S di Bologna (se mai ci dovesse essere un giorno) su scuola e università pubblica debbano essere espresse da coloro che ritengono di conoscere i "reali bisogni" degli alunni a dispetto di chi,come me e Monica invece "non hanno messo al centro l'alunno. Visto che anche tu riscrivi che le proposte e le posizioni contenute le avremmo scritte senza tener conto degli studenti (dei quali non faccio i nomi perchè mi hanno chiesto fin dall'inizio di non rilevelarli perchè non vogliono essere strumentalizzati politicamente da nessuno), ribadisco la leggittima richiesta di cancellare il documento da questo sito, da quello della listabeppegrillo,googlegroup e ovunque ci sia un riferimento al movimento.Qualsiasi proposta o posizione (se eventualmente ci dovesse essere) dovrà provenire da idee di altre persone e non da quelle contenute in un documento contestato fin prima che ci fosse e che ha provocato la nostra lapidazione mediatica da parte delle persone già citate (con il sottofondo di un silenzio-assenso assordante). Prendete le loro idee e le loro posizioni che hanno condizionato e continuano a condizionare il movimento ma non le nostre.Se non altro anche per una questione di rispetto nei confronti mie e di Monica.
Ne approfitto per salutare tutti perchè questa è l'ultima volta che scrivo poi,come ho scritto nel mio post di addio,mi cancellerò sia da questo sito che da quello della lista beppe grillo.
Il mio rispetto va a tutti quelli come te e i ragazzi e ragazze dei banchetti che ancora credono a un movimento nel quale invece non mi riconosco più e che,caso ultimo, rielegge i suoi consiglieri per "acclamazione" con alzata di mano,senza dare il tempo e la possibilità di porre loro domande e chiedere necessari chiarimenti e senza un voto segreto, che avrebbe consentito a tutti di votare secondo coscienza e non farsi condizionare.Ciò avveniva con bottino craxi nei congressi del psi e come avviene oggi nel partito del predellino del suo degno compare.
Citando "vieni via con me",sono deluso e ho scelto di andarmene.
Starò sempre con gli studenti,colleghi,ricercatori a difesa della scuola e dell'università pubblica e contro chi l'ha resa agonizzante e contemporaneamente finanzia quelle private.Sempre a difesa della cultura,dell'arte e del cinema che ha dato dignità e identità all'italia nel mondo.Sempre con chi le conosce e le rispira tutti i giorni e per il futuro che è stato negato e precarizzato alle nuove generazioni consegnandogli scuole pubbliche ridotte alla fame,senza strumenti idonei a formare un cittadino (che continuerà ad essere un consumatore cresciuto con la pedagogia delle tv del sovrano).
Sto con chi è salito sui tetti e oggi ha tentato di andare ad urlarlo ad un governo screditato e sommerso dagli scandali rinchiuso nelle stanze del potere a macellare la scuola e l'università pubblica.
Non sto più con chi invece ha bisogno di stare mesi a discutere su cos'è il decreto gelmini e se opporsi.

Addio

Felice
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,679
L'UNIVERSITÀ DELL'INCERTEZZA

di Daniele Checchi e Tullio Jappelli 26.11.2010

La riforma dell'università, contestata da studenti, ricercatori e opposizioni, sembra ormai l'ultima bandiera di un governo in difficoltà. Ma richiede decine di decreti attuativi e tempi lunghi per la sua applicazione. E dunque, se approvata, finirà per aggiungere un'ulteriore dose di incertezza nel mondo universitario. Intanto, sui finanziamenti per l'anno in corso e per il futuro regna la confusione, i concorsi sono bloccati e la valutazione della ricerca è ferma al 2001-2003.

..... continua al sito .....
simo NOTURBOGAS a ...
simoNOTURBOGAS
Bologna, BO
Post #: 843
articolo vene di rep su ruolo dei genitori come educatori per quanto riguarda l'affiancamento dei figli nel momento in cui si apprestano a fare i compiti di scuola. lo ritengo carino pedagogico specialmente nei 7 punti indicati a pag 103. sintetici efficaci dritti al punto. il resto dell' articolo non l'ho letto se non scorso velocissimamente. l'ho scannerizzato per completezza.
mauripax
user 6322246
Bologna, BO
Post #: 10
Rispondo a Felice.
Considerando anche il fatto che, mi pare di capire, tu abbia da poco lasciato il Movimento con una certa amarezza, non credo sia il caso di trascinarsi in una querelle, anche perché sostanzialmente definiamo il problema negli stessi termini (cioè che vi sono effettivamente ingiustizie nel modo in cui oggi è gestito l’insegnamento della religione a scuola: io, come avrai compreso, ne indicavo due:
1)che siano le curie a gestire l’accessibilità di un insegnante di religione nelle scuole pubbliche (aggiungo che esse mantengono il potere di revocare l’incarico – ad es. per motivi ‘morali’- persino a quegli insegnanti già immessi in ruolo)
2)il fatto che si debba insegnare religione ‘cattolica’
Indicavo queste 2 questioni come quelle che necessitano di un’ ampia discussione
[ “Qui, a mio avviso, è la questione sulla quale andrebbe acceso il dibattito: perché mantenere la religione ‘cattolica’, e non cambiare l’insegnamento al ‘fatto’ religioso (storico, filosofico, umano) in sé, che chiunque, con dei titoli di studio specifici, potrebbe avere la possibilità di insegnare (e dove non dovrebbe essere più necessario l'intervento della Curia)?”]

Sulle differenze di scatti non ero al corrente, mentre per quanto riguarda quei 3077 che tu dici essere stati inseriti direttamente dall’ex ministro Baccini, devo smentirti poiché in realtà si tratta sempre dei vincitori del concorso 2005, le cui assunzioni in ruolo sono state spalmate in 3 differenti anni scolastici [9.222 nel 2005; 3.077 nel 2006; i restanti, del 3° contingente, nel 2007 http://www.gildavenez...­
http://www.cislscuola...­ ]

Riguardo all’utilità dell’ora di religione, credo che, paradossalmente al tuo discorso sulla ‘discriminazione’, è chiaro che da un altro punto di vista è proprio l’ora di religione, attualmente, ad essere discriminata in senso negativo poiché non ha la possibilità di concorrere, come tutte le altre materie, a far media nella pagella; immagina se fosse così con la materia che tu insegni: quanti la sceglierebbero e che importanza gli darebbero? Io a volte mi stupisco come ancora tanti studenti –anche delle superiori - continuino a frequentarla, pur conoscendo la sua ‘inutilità’ a fini pratici (scolastici, ovviamente, non formativi) e avendo la possibilità di potersene andare un’ora a cazzeggiare al bar. Torno a dire che l’insegnamento della/e religione/i, se avesse una impostazione corretta, alla pari delle altre materie, acquisterebbe tutto un altro senso. Purtroppo, nella scuola italiana, si è cercato con dei compromessi ingiusti di mantenerla così com’è, né carne né pesce. La tua reazione alle possibili ingiustizie che questa materia crea, sono comprensibili, ma non devono inficiare una corretta analisi e giudizio della questione, che si riassume, secondo me, in una sola parola: riforma. Ma, a differenza della tua precedente ‘opinione’ sulla inutilità della religione (ed era questa che ti contestavo come ‘opinione’, non le altre questioni) ribadisco che, “se fatta in modo serio e competente” (a livello di singolo insegnante, ma anche di istituzione scolastica) la religione contribuisce ad arricchire, e non certo a impoverire, l’offerta formativa. E sono anche convinto di interpretare, in questo modo, il giudizio della maggioranza dei genitori, che hanno a cuore la formazione dei propri figli.
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,688
UNIVERSITA’ SENZA MERITO E SENZA QUALITA’

un articolo di Nicola Lillo

La Torre di Pisa, la Mole Antonelliana, il Colosseo ed altri luoghi di cultura e di arte, simboli della nostra Italia. Occupati da giovani universitari per protestare contro la riforma Gelmini. Luoghi scelti (si presume) con cura, ad indicare l’altezza dell’intelletto umano che li ha concepiti e che (vorrebbero far capire) a causa di queste riforme non porteranno ad un italiano, che uno, degno di quelle bellezze artistiche e di quella cultura. Bene. Anzi, male.

Sì, perchè a leggere le cronache della nostra città, Bologna, e avendo vissuto in prima persona le manifestazioni dei “giovani studenti universitari” si vedono sempre le stesse forme. “Una trentina di studenti dei collettivi, questo pomeriggio (riferito a due giorni fa,ndr), ha invaso Palazzo D’Accursio: i giovani sono saliti per lo “scalone dei cavalli” e, entrati nel salone della mostra dedicata a Guglielmo Pizzirani, hanno appeso striscioni fuori dalle finestre. Uno di loro, col megafono, ha incitato gli altri che urlavano “dimissioni”, un invito al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e al Governo” si leggeva alcuni giorni fa sui giornali. A Bologna non si va in alta quota come nelle altre città. E gli studenti dei collettivi portano avanti le proteste con occupazioni e coinvolgendo, spesso addirittura gestendo, le manifestazioni dei liceali. Ad osservare bene, poi, si nota come la maggior parte degli studenti non sia consapevole in pieno delle conseguenze di questa riforma, contrariamente a quando si legge su alcuni giornali.

La protesta sembra più un grido di protesta per una società che sta andando in malora che uno specifico atto contro una delle tante riforme sbagliate.

Le manifestazioni alcuni anni fa partivano dal lancio di sacchetti di vernice contro le auto delle forze dell’ordine, per arrivare poi alle pietre raccolte dai binari da loro bloccati. Anche quelle verso la polizia in tenuta anti-sommossa. Il tutto condito da urla contro i giornalisti o da chi esprime un qualche dissenso: “servi del potere, fascisti”, e cori da stadio.
È triste passeggiare per le manifestazioni chiedendo conto ai giovani dei licei il motivo per cui si trovino lì. “La Germini (sic) ci taglia i fondi”. La Gelmini non resterà nelle storia come paladina della meritocrazia. La sua abilitazione ad avvocato a Catanzaro, l’”esamificio” sottoposto a scandalo e relativa inchiesta ne sono la prova. Ma è proprio lei la causa della riforma? Alberto Stanchi, dell’Osservatorio per il diritto allo studio universitario di Torino, ha sottolineato che “chi protesta contro i tagli non lo fa contro questo disegno di legge”, perchè questo ddl non taglia nulla. Quello spetta ad altri. E lì si può discutere. C’è un po’ di confusione su questa riforma. Giusta o sbagliata che sia.
Ma quali sono i punti centrali della riforma dell’Università?
Aumenteranno i membri esterni nel Cda. Il ruolo del senato accademico e il consiglio di amministrazione sarà modificato, quindi. Si vuole introdurre una distinzione tra i due, che oggi non c’è. Il senato accademico si occuperò solo di didattica, mentre il Cda gestirà le spese, le assunzioni, i costi. I membri esterni, già presenti col 10% di unità, diventeranno il 30% come soglia minima. E qui in molti contestano per il timore di privatizzare gli atenei pubblici, anche se sarà il senato accademico a scegliere i membri esterni del cda.
Un’altra norma riguarda il rettore, eletto da tutti i docenti, che avrà una durata in carica di massimo sei anni, il primo di tre, rinnovabile solo una volta, e potrà essere destituito.
Ma gli aspetti che più vengono contestati dai giovani sono i contratti per i ricercatori. Innanzitutto saranno ammessi alle selezioni per i ricercatori locali solo gli abilitati alla lista nazionale. Verranno poi introdotti i contratti “tenure track”. Di due tipi. Triennali prorogabili per soli due anni, con valutazione delle attività e ricerche svolte. E contratti triennali non rinnovabili. Per questi ultimi però, al termine, se il ricercatore sarà ritenuto all’altezza dall’ateneo, e quindi valido, potrà essere confermato a tempo indeterminato come associato, sempre se abbia ricevuto l’abilitazione per il suo ruolo. In caso contrario si troverà per strada. Questo punto viene criticato poiché rinforza la “precarizzazione della figura del ricercatore” già precaria.
Altra norma riguarda le ore di insegnamento dei professori. Con il uovo Ddl infatti, dovranno tenere 1500 ore annue di didattica, di cui 350 al servizio degli studenti. E anche i ricercatori a tempo pieno dovranno usare 350 annue per insegnamento integrativo.
Verrà poi istituito un fondo per gli studenti più bravi. Un fondo per il merito, per promuovere l’eccellenza. Non verrano prese in considerazione, però, le condizioni economiche dei richiedenti per l’assegnazione dei benefici. Anche questo punto viene fortemente criticato in quanto “non assicura il diritto allo studio a tutti”.
I professori poi andranno in pensione a 70 anni anziché a 72. Senza possibilità di prorogare l’età pensionabile. Come già detto poi non ci sarà alcun taglio all’università, poiché la riduzione de fondi non è decisa dal ministero dell’istruzione.
Anche se, la maggior parte della protesta, sembra incentrarsi proprio su quest’ultimo punto, che non va nel merito della riforma.
Già con la riforma Gentiloni ci furono le stesse polemiche, prima ancora per quella Moratti, e via via per ciascun governo. E con le stesse argomentazioni e critiche.
Qui non si vuole né difendere, né criticare la riforma del Ministro Gelmini. Si vuole solo sottolineare l’improduttività di una protesta che va avanti da anni con gli stessi soggetti, le stesse modalità, le stesse forme, così consumate da far allontanare chi veramente vuole e può fare qualcosa di positivo per trasformare l’Università.
Carla Z.
user 9058340
Bologna, BO
Post #: 166
La posto unicamente come testimonianza di un ragazzo universitario .

Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 87
Un pensiero,una riflessione, mentre guardo.....leggo.......mi informo......sui perché.......per come........
da cosa......... da chi.........!

Gli studenti (ma quali, quanti sugli iscritti) protestano contro la Riforma universitaria. Puntuale come un raffreddore, ma in forme sempre più cupe e basse (e banali) arriva la protesta novembrina nelle università. E' dal ‘68 che va così.
Solo che nelle università dove il ‘68 lo hanno inventato hanno poi smesso di protestare e fatto riforme dure e portato quelle università al livello di eccellenza. Le nostre invece, protestano ogni anno, non si riformano mai e peggiorano. Poi Bersani e soci completano l'opera,e comunque se non vanno sui tetti chi li guarda più?
Più che solidarietà......... è visibilità......per la sinistra.
A former member
Post #: 26

INCONTRO STUDENTI - MOVIMENTO 5 STELLE


A proposito della ragioni della Protesta Studentesca
oggi 3 Dicembre 2010 alle ore 17:00 presso il Liceo Righi di Bologna
avverrà l'incontro fra gli studenti e i consiglieri regionali
del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia e Andrea De Franceschi.



A former member
Post #: 737
Gli studenti (ma quali, quanti sugli iscritti) protestano contro la Riforma universitaria.

questa frase me ne ricorda una simile pronunciata dal nostro attuale presidente del consiglio...
dopo uno sciopero generale con un milione di persone in piazza a manifestare, replicò così:
"sì, ma ce ne sono 56 milioni rimaste a casa!"
...e si commenta da sè.

a proposito di informazione sulla riforma universitaria della gelmini, qui un'analisi pubblicata su l'espresso:
http://files.meetup.c...­


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