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A former member
Post #: 1
Sono d'accordo con Giorgio. Per quanto da madre e da essere umano e da educatrice, non posso che comprendere e condividere le difficoltà insite nel resoconto di Federica, sento di dover allertare sul pericolo di farsi prendere da logiche e affetti particolari, tralasciando il quadro generale. Ci sarà modo di scendere nello specifico e ci sono mille modi per impedire che avvengano cose di questo genere, ma senza penalizzare nessuna delle parti in causa: neppure gli insegnanti ed i loro diritti di base (maternità, cura, ecc.). Del resto, sono certa che Federica non intendesse questo. So cosa significa faticare per guadagnarsi un posto in graduatoria, e so cosa vuol dire perderlo (a me succede ogni tre anni circa, poichè questo è il tempo che dura una graduatoria a tempo determinato. Faccio notare che sono anche per esami, non solo per titoli). Con questo ribadisco la mia vicinanza emotiva e, non solo,a tutti i bambini e genitori che vivono cose simili.
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,759
Si Giusy, il mio disappunto è legato al fatto che il sistema odierno delle graduatorie non tiene in considerazione nè la continuità didattica, nè l'aspetto psico-pedagogico. Io credo che si debba riformare questo sistema per garantire giuste opportunità di lavoro agli insegnati (io mi chiedo quel poveretto che tra qualche giorno dovrà partire dalla Sicillia per venire a Bologna ad insegnare a mio figlio come farà, dovrà trovarsi un alloggio, magari lascia a casa una famiglia, come farà ad andarla a trovare) e un insegnamento di qualità per i bambini.
A former member
Post #: 2
Grazie, Pasquale... spero di riuscire ad intercettare, stavolta, l'invito :-) Intanto auguri a tutti di un buon anno di lavoro e di felicità... non dimentichiamoci la salute
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 1,767
Posto questa lettera che ho scritto:

LA SCUOLA PRIMARIA E IL TRISTE “BALLETTO” DELLE MAESTRE



Voglio raccontare una storia, una storia che sta accadendo in questi giorni.

Sono mamma di tre bambini, questa estate è morta improvvisamente la loro nonna. E’ stato un duro colpo per tutta la famiglia.
Un mese dopo, a settembre inizia la scuola. Dopo pochi giorni la maestra di mio figlio piccolo, che ha sette anni e frequenta la seconda elementare, si ammala. Verremo informati poco dopo che è malata terminale e le rimane poco da vivere. La classe intraprende un percorso attraverso associazioni e psicologi per accompagnare i bambini in questo triste momento e aiutarli ad affrontare questo abbandono. Nel frattempo viene designata una supplente. I bambini all’inizio fanno fatica ad accettarla, accettando lei dicono implicitamente addio alla loro maestra. Finalmente i bambini apprezzano la nuova insegnante. A fine novembre intanto muore la maestra. Nonostante il dolore ed il dispiacere per il lutto, bambini e genitori sono comunque contenti per la supplente, è in gamba, è preparata e ci sa fare con gli scolaretti. Purtroppo l’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze di Natale, arriva un’altra dolorosa notizia. La supplente non può rimanere. Alcuni bambini scoppiano a piangere, altri si comportano come dei veri e propri monelli. Per loro è un altro abbandono, è come se fosse un altro lutto da affrontare. La maestra ci spiega che a gennaio arriverà un nuovo insegnate dalla Sicilia. La legge italiana, nel momento in cui un insegnante muore, considera quel posto vacante e la graduatoria di assegnazione (che è nazionale) di quel posto non è la stessa che assegna le supplenze. Oltretutto l’incarico per la copertura di un posto vacante è annuale, questo significa che a settembre 2011 i bambini avranno un altro insegnante diverso.
Come possono bambini di 7 anni affrontare tutto questo? Come possono affrontare serenamente la scuola se temono continui e improvvisi abbandoni? La continuità didattica che fine fa?

Come può la legge italiana consentire simili crudeltà?

Federica Salsi


Lunedì è iniziata la scuola, mio figlio ha già cambiato due supplenti perchè il maestro che doveva arrivare dalla sicilia non è mai arrivato .... si è rotto un braccio. Ma che sfortunata coincidenza!
A former member
Post #: 745
Addio al tempo pieno nelle scuole
alle medie resiste una classe su cinque
Crollo dopo i tagli della Gelmini: in due anni la scuola media ha perso 14mila cattedre anche se cio sono 33mila alunni in più. E i genitori protestano. Lazio, Marche ed Emilia-Romagna le Regioni più colpite. Al top Basilicata, Sardegna e Calabria

di SALVO INTRAVAIA

ROMA - Crolla il tempo prolungato alla scuola media. In meno di cinque anni, le classi che offrono mensa e lezioni pomeridiane ai ragazzini della secondaria di primo grado sono diminuite drasticamente. E addirittura quelle che offrono 37/40 ore settimanali si sono più che dimezzate. Del resto, il calo del tempo-scuola alla media era nell'aria. E adesso i dati lo confermano. "Il ministro Gelmini non ha abolito ufficialmente il tempo prolungato - spiega Angela Nava, del Coordinamento genitori democratici - ma con una serie di provvedimenti l'ha reso nei fatti sempre più faticoso. Dal 2008, non è possibile ampliare il numero totale delle classi a tempo prolungato - continua - e per attivarlo occorre formare un corso completo: prima, seconda e terza. La scuola, inoltre, deve essere in possesso di tutte le strutture adeguate: come la mensa. Quest'ultima condizione, con le pecche degli edifici scolastici italiani è quella più condizionante". E le famiglie? "Le famiglie continuano a chiedere il servizio scolastico pomeridiano che le scuole spesso possono offrire soltanto a pagamento. Negli ultimi anni - conclude Nava - si è registrato un fiorire di cooperative che all'interno delle stesse mura scolastiche offrono servizi scolastici pomeridiani a pagamento per le famiglie".
Bastava leggere attentamente il regolamento di riforma della scuola media per intuire come sarebbero andate le cose. "Le classi a tempo prolungato - recita infatti il decreto - sono autorizzate nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia (...) per un orario settimanale di 36 ore. In via eccezionale, può essere autorizzato un orario settimanale fino a 40 ore solo in presenza di una richiesta maggioritaria delle famiglie". E qualche passo dopo, precisa: "Le classi funzionanti a tempo prolungato sono ricondotte all'orario normale in mancanza di servizi e strutture idonei a consentire lo svolgimento obbligatorio di attività in fasce orarie pomeridiane e nella impossibilità di garantire il funzionamenti di un corso intero a tempo prolungato".
Un mix di vincoli quasi insormontabile per i presidi. Anche perché, in appena due anni scolastici (dal 2008/2009 al 2010/2011), nonostante il numero di alunni si sia incrementato di 33 mila unità, la scuola media è stata colpita da un taglio di quasi 14 mila cattedre. Operazione possibile soltanto alleggerendo i curricula e la permanenza a scuola degli studenti. Nel 2006/2007, quando a viale Trastevere sedeva Giuseppe Fioroni, le classi con orario pomeridiano sfioravano il 29 per cento. Ma già due anni dopo, con in sella Mariastella Gelmini, la percentuale scendeva di tre punti abbondanti per attestarsi ad un 21 per cento scarso quest'anno. A fare il pieno, tre regioni meridionali: Basilicata, Sardegna e Calabria (le più colpite sono invece Lazio, Marche ed Emilia). Ma in appena due bienni, la consistenza del Tempo prolungato si è contratta di 8 punti percentuali e 6.227 classi: oltre un quarto del totale.
A chiarire come andavano le cose qualche anno fa alla media ci pensa una pubblicazione del ministero. Nel 2006/2007, oltre metà delle classi (il 51 e mezzo per cento) rimaneva a scuola per un numero di ore variabile tra 31 e 33. Il 13 per cento delle classi fruiva di 34/36 ore di lezione a settimana e 6 classi su 100 rimanevano a scuola da 37 a 40 ore settimanali. Senza troppe ristrettezze agli organici, l'autonomia scolastica consentiva infatti alle scuole di declinare il tempo-scuola in relazione alle esigenze di studenti e famiglie. Nell'era Gelmini non è possibile spaziare troppo: due soli moduli-orario di 30 o 36 ore settimanali. E solo eccezionalmente 40.
http://www.repubblica...­
Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 98
Alla luce degli ultimi avvenimenti credo che un gruppo scuola come questo, debba cambiare nome!
Ero abituato dal modo di agire del movimento, che il metodo di azione era:
- Studio dei dati reperiti in rete e ovunque fosse possibile reperirne senza discriminazione sulla loro fonte.(purché di certa provenienza neutrale alle ideologie)
- Discussione e confronto,per portare a conoscenza tutti sul problema.Poi commenti sui vari punti di vista e confronto delle proposte sorte con eventuale decisione in assemblea.
Questo gruppo non agisce così, non ha mai pensato di agire così, e dubito che pensi di arrivare ad agire così.Lo dimostra il fatto che il lavoro svolto da Alberto, e altri attivi, sia stato letto si e no da 3 o 4 persone!
Questa è un sunto di mie idee, e proposte, le ultime che scrivo, tanto la maggior parte non le leggerà nemmeno!
Premesso che la condivisione della riforma Gelmini, possa o meno essere condivisa, questa non è altro che la messa in pratica di una disanima fatta e proposta dalla sinistra sulla scuola e sulle sue neccessita per tornare ad essere funzionante . Detto questo le mie idee e il mio modo di vedere le cose è questo.
La scuola deve avere come principio fondante, il bene e l’ interesse degli alunni, basando questo beneficio con i seguenti punti:
1) Il principio di continuità didattica degli insegnanti, andando se necessario a ritrattare i principi attuali sulla composizione delle graduatorie ( cosi come vengono formate oggi non sono idonee).
2) Gli istituti devono avere maggiore autonomia di gestione per creare aule conformi al benessere degli insegnanti e degli alunni.(quindi non aule “pollaio”quindi debbono avere la possibilità di chiudere il numero!). La libertà di scelta degli insegnanti che ritengono più idonei per l’istituto basandosi su una valutazione di merito ottenuta da una serie di test di valutazione. Soprattutto quando vi è la necessità di supplenze. E soprattutto la possibilità di “ pretendere” contrattualmente l’impegno quinquennale da parte dell’ insegnante che altrimenti, così come è strutturato il “sistema” oggi, può fare quello che gli pare alla faccia degli alunni e delle famiglie!
3) Il quartiere(inteso come istituzione) deve avere la possibilità di coadiuvare il dirigente di istituto per offrire la massima disponibilità di orari per le esigenze delle famiglie.
4) Un comitato composto da Insegnanti e genitori che vigili sull’ impiego dei fondi disponibili,con possibilità di “sfiduciare” il dirigente che non sia all’ altezza di tale compito.Con la nomina di un collegio giudicante dove vi sia la possibilità di documentare e motivare la sfiducia, e la possibilità di difesa e motivazione il proprio operato da parte dello sfiduciato.
5) La formulazione di una serie di test valutativi, che servano per la valutazione degli insegnanti, con l’ausilio di un comitato di genitori che vigili sulla onestà di svolgimento di tali test(visto che sono boicottati). Questi test dovrebbero essere effettuati anche per una valutazione del personale ata dell’ istituto per avere anche la valutazione dell’ istituto stesso.(questo lo dovrebbero fare le famiglie, e la giunta di quartiere)
6) Il comune dovrebbe non sperperare denari pubblici senza raziocinio, ma elargire un assegno scuola per ogni figlio. Sarà la famiglia a scegliere dove spendere questo assegno. (così facendo si lascia la libertà alle famiglie di scelta, dove mandare a scuola i propri figli, così da rispettare la libertà di tutti, senza che vi siano pregiudizi di alcuni contro altri)
7) L’ istituzione obbligatoria di un bilancio di istituto trasparente e accessibile al comitato di vigilanza dei genitori e degli insegnanti, in sintonia con il quartiere. In questo modo si potrà arrivare ad avere un confronto di costi così da chiarire come mai ci sono scuole che funzionano e costano meno, e scuole che funzionano meno bene e costano di più.Se poi si decentra la spesa di manutenzione degli istituti,ai quartieri, si potrà anche avere una certezza di controllo da parte dei cittadini che vivono il quartiere e la scuola.Così da essere in piena sintonia con i principi del movimento che vuole trasparenza a meritocrazia!
8) Con la possibilità di mantenere l’insegnante per la durata del ciclo scolastico si eliminerebbero anche tutti i problemi relativi alla scelta e all’ utilizzo dei libri di testo.Perché non vi sarebbe più il fatto di dover cambiare un insegnante, e quindi non si andrebbe contro la libertà dell’ insegnante che subentra, di adottare un metodo di insegnamento non scelto.Ma al massimo si chiederà un po’ di spirito di adattamento ad un supplente.Il fatto stesso di dare massima autonomia agli istituti, renderebbe molto più libera anche la possibilità di scelta ,sul come effettuare il servizio mensa.Problema che esce sempre più spesso è avere la possibilità di utilizzare posate e piatte riutilizzabili.(qui il comune può fare tanto se vuole,ora ad esempio sta facendo scelte che sono all’opposto delle richieste dei genitori,perché al comune interessa di più qualche altro obbiettivo)

Considerazioni personali.
Con l’istituzione di un assegno scuola per le famiglie, si eliminerebbero tutti quegli attriti e lo scontro fra poveri che si è generato fra scuola statale e paritaria parificata.Raggiungendo un livello di libertà e di rispetto totale della costituzione altissimo. Perché nessuno è più obbligato a frequentare una scuola non gradita, e nessuno è più costretto a pagare la scuola due volte! Come avviene nella sanità ad esempio.
Credo che sia prioritario per il movimento individuare il perché dell’attuale differenza di costi che c’è fra i vari sistemi scolastici, con equidistanza e neutralità ideologiche. Perché è inconcepibile che vi siano differenze così esasperate fra un sistema statale e uno parificato. Perché non esisterebbe più un problema di lasciare o togliere i simboli di culto dalle pareti in nome di una laicità (definibile ateismo) a discapito di quelli che invece vogliono mantenerli, e sono anch’ essi tutelati dalla costituzione.Perché così facendo si ridarebbe maggior dignità a quegli insegnanti che esercitano in nome di una “ vocazione all’insegnamento", che oggi è mortificata e appiattita da un sistema che è condizionato non dal merito, ma dal qualunquismo sindacale. Mentre anche solo con il fatto di essere valutati e giudicati, ricondurrebbe ad un maggiore senso di responsabilità che lascerebbe meno spazio a pregiudizi e ideologie! E darebbe allo stesso tempo la possibilità di lottare per un miglioramento economico ad oggi impossibile da ottenere, alla luce dell’impossibilità di valutare e giudicare.
Se poi si arrivasse alla libera professione degli insegnanti, sempre con il controllo statale di tariffe e diritti, credo che si scremerebbe parecchio marciume dall’ attuale sistema. Con la possibilità di collaborazioni vincolate da entrambe le parti, cioè istituti/insegnanti, così che entrambi hanno da una parte la garanzia della continuità didattica (cosa fondamentale) e dall’altra una tranquillità psicologica di poter pianificare la propria vita, basandosi sulle proprie capacità e certezze! Dico questo perché sono convinto che in Italia sia ancora possibile avere delle certezze se sei uno che merita!
Saluti
Marco M.
user 9856980
Bologna, BO
Post #: 100
A completamento di quanto proposto,e quanto in momenti passati passasse come tanto attesa la possibilità di poter dimostrare coi fatti(coi test) da parte degli in segnanti, la legittimità di tanta ostilità alla Gelmini, prima come persona e poi come riforma, riporto l'esito della nuova prospettiva che si presenta nel panorama scolastico!

Anche gli insegnanti milanesi, dopo quelli di Napoli, Torino e Cagliari, si stanno esprimendo massicciamente contro la sperimentazione sul merito lanciata dal ministro Gelmini.
Il termine per aderire alla sperimentazione è stato prorogato al 7 febbraio ma intanto tutte le scuole che si sono riunite nei giorni scorsi a Milano per valutare l’adesione al progetto si sono dichiarate indisponibili.
In totale si tratta finora di 36 istituti di tutti i livelli. Il primo a dire no è stato una scuola primaria, seguita da istituti secondari prestigiosi come il liceo classico Manzoni e l’Itis Feltrinelli.
Per la realizzazione del progetto, che riguarda i singoli docenti disposti ad aderire volontariamente alla valutazione della loro capacità professionale, dovrebbe essere costituito in ogni scuola dei territori interessati un nucleo di valutazione composto dal preside, da due professori eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di istituto (in qualità di osservatore). La valutazione dovrebbe considerare il curriculum vitae, il documento di valutazione redatto dal nucleo di valutazione, il giudizio sui docenti espresso dai genitori. Ma molti collegi a quanto risulta sono orientati a boicottare il nucleo rifiutando di eleggere i due colleghi che dovrebbero farne parte.
Le motivazioni? A quanto trapela dalle scarne informazioni che provengono dalle scuole, gli insegnanti percepirebbero come umiliante soprattutto il fatto di essere giudicati dai propri colleghi, e condizionante per la loro libertà di insegnamento la presenza di diritto del dirigente scolastico nel nucleo di valutazione, e anche l’acquisizione del giudizio dei genitori. Insomma è proprio l’idea di essere giudicati a non essere accolta dagli insegnanti. Neanche in cambio di una quattordicesima mensilità…
Spero di non aver leso la dignità di nessuno, ma ritenevo giusto a completezza di un quadro generale sulla scuola, mettere a conoscenza dei meno informati quanto sta avvenendo nella penombra . Perché tanti giornali (se si possono definire così) non riportano, o per convenienza o perché ora il loro proprietario è "distratto" da altre faccende!
A former member
Post #: 752
aldilà delle considerazioni personali che ho letto qui, mi piacerebbe sapere cosa è stato detto e se è stato deciso qualcosa all'ultima riunione del gruppo scuola.
una volta c'erano sempre dei volenterosi che si prendevano la briga di scrivere un resoconto della riunione (in generale, non solo del gruppo scuola) smile che fine hanno fatto?
A former member
Post #: 759
Cinque asili a rischio chiusura
Il sindacato scende in piazza
Al centro della polemica le strutture Marsili, De Giovanni, Coccheri, Vestri e via Tovaglie. Il Comune: "Nessun allarme, manterremo il livello dell'offerta"

Cinque asili al centro della polemica sollevata dalle Rdb contro il Comune. Quest'ultimo ha detto che hanno solo bisogno di ristrutturazione, ma le Rdb-Usb continuano a lanciare l'allarme perchè, "nei diversi incontri che l'amministrazione sta tenendo con gli operatori dei nidi sulla riorganizzazione, i dirigenti dei quartieri stanno annunciando la chiusura". Gli asili Marsili, De Giovanni, Coccheri, Vestri oltre al nido di via Tovaglie "verrebbero ristrutturati e riaprirebbero a gestione privata", secondo il sindacato di base. Il nido De Giovanni, in particolare, "chiuderebbe per una controversia tra il comune e inpdap, proprietario dell'immobile". Ed è proprio da questo asilo che le Rdb intendono avviare un insieme di manifestazioni, l'appuntamento è per dopodomani in viale Filopanti 6, ore 16.

"L'affidamento dei nidi ristrutturati ai privati, determinerebbe una riduzione dei posti pubblici a favore di quelli privati", scrive il sindacato di base in una nota. Questa trasformazione "per le famiglie rappresenterebbe una riduzione dell'offerta di un modello educativo che da anni rappresenta motivo di orgoglio per la città e soddisfazione per i genitori".

Il Comune replica che "al momento opportuno sarà nostra cura coinvolgere genitori ed operatori dei servizi. Ancora una volta in questi giorni circolano informazioni sui nidi d'infanzia che danno per scontate e assunte decisioni che nella maggior parte dei casi sono solo propedeutiche all'assunzione di decisioni", afferma il Comune che aggiunge: "obiettivo prioritario è mantenere il livello dell'offerta complessiva, nonostante le note difficoltà finanziarie che anche il Comune di Bologna sta attraversando nel 2011". L'obiettivo è dunque non rinunciare alla copertura di posti garantita dai cinque nidi.
http://bologna.repubb...­

A former member
Post #: 34
Fate un intervallo, come a scuola, una pausa per leggere una lettera di un ragazzo di 18 anni
Spero che non la prendiate come OT, a me ha dato una bella sensazione che spero anche voi possiate provare.

LETTERA DI UN RAGAZZO DI 18 ANNI SACCENTE, DISATTENTO E UN PO’ PAZZO
di PAOLO FRANCESCHETTI - paolofranceschetti.blogspot.com
Data: Venerdì, 18 febbraio @ 23:31:26 CST
Pubblico una lettera di un ragazzo di 18 anni che mi è arrivata qualche settimana fa.
Lo faccio perché normalmente pubblichiamo - e di questo veniamo spesso accusati - articoli scoraggianti, deprimenti, senza speranza. In realtà, anche se ritengo che il NWO sia ormai inarrestabile e il mondo peggiorerà molto e in modo sempre più rapido nei prossimi mesi, la situazione non è senza speranza.
La speranza ovviamente non è nella politica, troppo corrotta oramai perché ci sia un minimo barlume di ripresa, ma nell'umanità.
Sono tanti i giovani che a 18 anni hanno una consapevolezza che io ho avuto solo dopo i 35 anni. Mi trovo talvolta ad ascoltare quindicenni che parlano di massoneria, di NWO, di spiritualità.
E quando parlo con alcuni ragazzi mi sembra che in fondo, in un futuro non troppo vicino, ci sia speranza.
Questa è la lettera di uno di loro.


Ciao,
mi presento, il mio nome è Fabrizio, ho 18 anni. Sono il genere di ragazzo etichettato come troppo saccente, disattento o addirittura pazzo dagli insegnanti. Saccente quando espongo la mia visione delle cose, disattento quando non riesco ad assorbire le balle che loro sono riusciti ad assorbire e pazzo perchè evidentemente sono ad un livello di coscienza diverso dal loro: i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni non riescono ad essere decodificate e perciò appaio loro come "strano". Sto incominciando a farci l'abitudine e a considerare l'aggettivo pazzo come una lusinga.

Sono pochi i ragazzi della mia età che riescono ad avvicinarsi seriamente a certe questioni come il sistema del potere attuale, la manipolazione mediatica o comunque tutte le "teorie del complotto", come vengono spacciate. Devo dirti che mi sono avvicinato alla verità dopo un periodo difficile della mia vita, un lungo tempo in cui sono stato depresso e succube di un tipo di medicina che mi voleva tenere artificialmente malato a vita. Ho scoperto un mondo di interiorità grandioso, ho sentito il bisogno di avvicinarmi a questo desiderio di "spiritualità" e attraverso di essa ne sono uscito. Poi mi sono fatto altre domande: perchè sono le persone più intelligenti e sensibili che si ritrovano sempre in questo vuoto, ci sono delle cause nella società? Quanto è reale e non immaginaria, dovuta ad una psicosi, la sensazione di soffocamento che si ha ogni mattina al risveglio! Quello è stato l'inizio, ed ho fatto molti passi da quei giorni, passi nelle più svariate discipline, dalla fisica quantistica, la spiritualità, la medicina "alternativa", le scoperte scientifiche occultate, il sistema bancario a riserva frazionaria, libri sulla società degli illuminati, dei rosacroce, e devo dire che mi sono fatto anche una bella cultura! Una delle mie falla? La storia di questo paese, vorrei veramente una mano da una persona illuminata, nel senso buono del termine, a mettere insieme la storia di questo paese, una mano intesa come un piccolo consiglio in fatto di letture, studi, pagine internet.

Sto lottando con le persone che mi stanno attorno per difendere la mia decisione di non frequentare più la scuola, prendere il diploma in maniera privata per poter accedere alla facoltà di fisica che preferisco. Mi sto già facendo una violenza studiando ciò in cui non credo, buttando il mio tempo studiando la falsa storia della prima e la seconda guerra mondiale, Darwin, "il grandioso impero romano", e così via. Spesso mi viene il vomito. Mi viene il vomito anche pensando che c'è gente indottrinata per bene che agisce in buona fede inculcando questa spazzatura nella mente dei giovani.

Mi è stato detto "devi stare nel sistema per cambiarlo", "hai paura di confrontarti con idee diverse dalle tue". A questo ho risposto, ma il messaggio non è stato recepito, come fa uno studente singolo a cambiare il sistema scolastico dall'interno? I libri di testo scritti da eminenti personaggi, la spazzatura ben confezionata, la retorica di gente che ha passato più di vent'anni su quelle argomentazioni? No, il cambiamento non deve venire da una lotta interna ma dal rifiuto di supportare il sistema. Non sto ammazzando la mia cultura standomene a casa, la sto salvando, e la gente mi crede pazzo. Non ho mai avuto tanto entusiasmo e chiarezza nei miei studi, sto incominciando a mettere insieme tutti i pezzi e non smetterò proprio ora. Se il sistema tirannico vuole che io abbia un diploma per andare a studiare dove voglio, bene, lo prenderò, ma lo prenderò nel modo in cui dico io, e prima avendo salvato la mia mente.

Soffro del modo in cui viene dipinta la mia generazione, decerebrati ipnotizzati davanti allo schermo televisivo, vittime della moda o di qualsiasi altra cosa futile. Gente come me ce n'è, eccome, ma viene soffocata, non viene riportata la loro esistenza. Il resto è la vittima del sistema, non sono così per loro scelta, ma perchè è stata appaltata una struttura che li tiene in quello stato. Quelli invece dipinti come "bravi", quelli che studiano, che non contestano, che mirano al lavoro, al successo, al denaro, di quelli ci dobbiamo preoccupare, sono i futuri sciacalli.

Ciò che vedo è che sono gli "adulti" quelli più assoggettati allo status quo, ne hanno paura, lo temono, pensano sia permanente, o lo adorano, ne sono persino affezionati, se glielo attacchi è come se avessi attaccato un loro parente, il loro cane, la loro casa o la loro religione. C'è chi non vuole vedere, chi non vuole sentire o meglio chi vede o sente solo ciò che vuole o che gli è stato ordinato di percepire. Abbiamo una comunità "adulta" che si comporta da bambina, che chiede il permesso per pensare, che cerca il consenso ovunque e che trasmette questo alle generazioni future.

Io aborro la violenza, e trovo che le manifestazioni di qualche giorno fa a Roma avrebbero dovuto svolgersi in altro modo, non per il bene dei poliziotti, ma per il bene degli studenti e delle loro idee. La violenza chiama altra violenza, è una legge universale. Però, capisco, la rabbia che sta permeando ogni singolo atomo della nazione. Capisco che sta venendo strumentalizzata, è stata addirittura chiamata. E certa gente nelle alte sfere avrà addirittura esultato vedendo lo scontro.
Ciò che sto facendo io è diverso, capisco questi meccanismi e quindi ne esco. Non voglio che la mia vita venga strumentalizzata. Non voglio che per le azioni di persone disperate, confuse e incazzate nere, le mie idee vengano definite violente, perchè non lo sono. Questo sistema deve cadere ma deve farlo attraverso il risveglio collettivo, l'energia della conoscenza che permea tutto e tutti, l'amore, tutte parole che la popolazione crede essere banali, ma invece sono entità e simboli potentissimi in grado di cambiare le cose. Hanno cambiato la mia vita e cambieranno anche questo pianeta.

Il finale della lettera lo trovate aquesto link: http://paolofrancesch...­
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