Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 417
sono stati chiusi diversi threads sul gruppo scuola postati oggi da lorenzo, pensavo che li aveste riportati qui, ma non li vedo...

si .... l'idea è quella ......

adesso faccio io.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 418
Lorenzo
Postato il 17-gen-2013 20.57



Salve a tutti, con piacere riapro lo spazio dedicato alla scuola. Il senso di questo spazio va ricercato nell’idea di portare all’attenzione degli eletti tutte le proposte che la collettività riterrà utili al fine di migliorare la scuola. Essendo un argomento molto vasto e che comprende ambiti tra loro anche molto distanti ritengo opportuno in questa sede dividere gli argomenti su diversi post.
Durante la riunione del gruppo scuola di Bologna, tenutasi il 07 Gennaio 2013, sono stati toccati diversi punti importanti riguardo al futuro della scuola. La discussione si è svolta in un clima sereno di confronto e sono emerse idee interessanti che rendiamo pubbliche affinchè ognuno possa offrire il suo contributo. Come sopra anticipato, per facilitare la lettura di questo documento dividerò i post per argomenti qui sul meetup e li posterò anche nella sezione dedicata alla scuola su www.listabeppegrillo.it che è suddivisa in cartelle appositamente per una comprensione più chiara e quindi per andare incontro alle esigenze dei singoli che magari hanno interesse solo per particolari aree che riguardano la scuola.
Una premessa ha trovato tutti d’accordo: mettere in luce problemi e difficoltà (da vari punti di vista come docenti, genitori, cittadini) è utile solo nella misura in cui si propongano soluzioni concrete che poi vanno portate all’attenzione della collettività ed eventualmente votate, altrimenti si rimane sempre nel campo della facile lamentela e dell’utopia.

Per proporre soluzioni realistiche e convincenti occorre avere in mano dati certi e soprattutto aggiornati sia a livello locale che regionale e di conseguenza nazionale, sui diversi ambiti. Senza tali dati ogni proposta risulta “passabile” ma all’atto pratico irrealizzabile. Perciò durante la riunione si è concordato sulla proposta di portare all’attenzione degli eletti la necessità di una raccolta dati aggiornata. Per evitare diatribe la proposta è di affidare questo compito alle università competenti.
Le proposte e la raccolta dati riguardano i seguenti ambiti che troverete nei prossimi post (ogni argomento contiene un ragionamento e le relative proposte che invito tutti a leggere e commentare costruttivamente, nell’idea che molte menti siano di aiuto per trovare soluzioni sempre migliori ed aggiornate alle reali esigenze):
- Edilizia scolastica (efficienza energetica, sicurezza, utilizzo delle strutture scolastiche pubbliche in orario
extrascolastico)
- Finanziamento scuole private
- Nidi e scuola materna (ridefinizione dei criteri/punteggio di accesso, Raccolta dati per una previsione
realistica del fabbisogno nazionale, controlli sulle agevolazioni)
- Scuole elementari (tempo pieno-tempo ridotto, programmi di musica)
- Scuola media, inferiore e superiore (programmi ministeriali, aggiornamento docenti, reclutamento docenti,
trasparenza nell’assegnazione delle supplenze, Valorizzazione delle eccellenze/aiuto di alunni in difficoltà)
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 420
Lorenzo
Postato il 17-gen-2013 21.03


• SCUOLE MEDIE E SUPERIORI
E’ opportuno, per il momento, tenere uniti questi due ordini di scuola (anche se con le opportune differenze) e parlare delle diverse esigenze alle quali si deve venire incontro.

- Programmi ministeriali: la proposta è riaprire il tavolo di discussione sui programmi ministeriali (che negli anni sono stati definiti anche indicazioni nazionali o programmi educativi) che, in Italia, andrebbero rivisti ed aggiornati in funzione dell’evoluzione della società e dei suoi reali bisogni.
- Aggiornamento docenti: in momenti di ristrettezze economiche non è possibile, realisticamente, ottenere un miglioramento della retribuzione (che è tra le più basse d’Europa) perché l’aggravio per l’erario sarebbe enorme. Però è possibile investire sull’aggiornamento dei docenti che in molti casi sono lasciati da soli ed è affidata alla buona volontà del singolo di tenersi aggiornato. La proposta è: rendere obbligatori (e retribuiti nel normale orario di lavoro) i corsi di aggiornamento specifici per ogni materia e più generali riguardo a tematiche sociali. Se è difficile durante il normale orario scolastico si potrebbe pensare di utilizzare le pause estive (a ridosso della fine o dell’inizio dell’anno scolastico). Questo aggiornamento fornirebbe agli utenti docenti sempre aggiornati e sempre più motivati nello svolgimento delle proprie importanti mansioni con benefici sia in termini anche economici: ricordo che c’è una percentuale allarmante di docenti che chiedono l’esonero dall’insegnamento e l’assegnazione a funzioni amministrative a causa di patologie derivanti dallo stress dovuto ad un divario sempre più ampio di età (mandare in pensione un docente a 70 anni significa che fino a 69 si trova a contatto con bambini/ragazzi il cui divario generazionale è difficile da gestire), a condizioni di insegnamento molto difficoltose (classi troppo numerose, mancanza di strutture adeguate etc.), allo stress che provoca, negli anni, avere una responsabilità così grande quale l’educazione di intere generazioni con pochissimi riconoscimenti sia economici che professionali. A questo proposito il dott. Vittorio Lodolo D’Oria (membro del Collegio Medico della ASL milanese preposto al riconoscimento dell'inabilità al lavoro per causa di salute) in un’intervista rilasciata il 22 Ottobre 2012 ha dichiarato:
L'insegnamento comporta un'alta usura psicofisica ed è pertanto ricompreso tra le cosiddette Helping Profession (coloro che esercitano professioni d'aiuto). A Torino e a Milano (studio osservazionale 1992-2003) il 50% di diagnosi in seguito ad accertamento medico è di tipo psichiatrico (psicosi 30%, depressione 70%). Le diagnosi psichiatriche in Collegio Medico di Verifica (CMV) su base annuale superano attualmente il 70%. Si aggiunga che oltre la metà dei pensionamenti anticipati per motivi di salute è conseguente - in Germania, nel Regno Unito e in Italia - a una diagnosi psichiatrica
Agire in questa direzione significa risparmiare soldi aumentando la qualità.


- Revisione del reclutamento docenti: oggi in Italia il reclutamento docenti è davvero terrificante. Le graduatorie stracolme di precari non danno sufficiente garanzia di preparazione e a fronte di una solida preparazione costringono il personale della scuola ad anni (se non tutta la carriera) di precariato con conseguenze sulla motivazione (importantissima per questo lavoro) dei docenti, sulla continuità didattica (moltissime classi infatti cambiano docenti anche 3 o 4 volte all’anno) e quindi infine sulla qualità. Faccio presente che il 30% dei docenti italiani è precario (forse anche di più, occorre verificare con dati aggiornati). La proposta è: rivedere il sistema di reclutamento in modo da valorizzare tutti i docenti ed in questo caso i precari, garantire che il numero di insegnanti formati non superi in maniera abnorme come ora l’effettiva disponibilità di posti. Garantire quindi, a conclusione del percorso di studio e di abilitazione dei docenti un’entrata nel mondo del lavoro seria e non in un girone dantesco. Bandire concorsi pubblici regolari e assumere in tempi celeri chi vince (non come oggi dove si assiste al paradosso di vincitori del concorso del 1999 ancora precari mentre altri passati davanti, seppur meritevoli in egual misura, per leggi e normative sovrapposte negli anni e mai controllate e vagliate). La seconda proposta è: Abbassare progressivamente e obbligatoriamente la percentuale di docenti precari (per esempio, realisticamente un 1-2% all’anno)
- Trasparenza nelle assegnazione delle supplenze: la supplenza è necessaria nella scuola per garantire sostituzioni, maternità, malattie etc. Come queste vengano assegnate è chiaro: si scorrono le graduatorie. Il problema è che controllare autonomamente queste assegnazioni è un’impresa quasi impossibile a patto di non ricevere “soffiate” su certe situazioni poco chiare. La proposta è: pubblicare in tempo reale sui siti delle scuole, il nome del docente che viene assunto (anche per supplenze brevi di pochi giorni). Le scuole già comunicano in tempo reale coi provveditorati per i pagamenti e senza invadere la privacy di nessuno (i nomi sono già online nelle graduatorie e visibili a tutti) si eviterebbero anche moltissimi contenziosi che spesso finiscono in tribunale con aggravio dei costi sia dell’amministrazione che dei docenti e degli “ATA” (personale tecnico-amministrativo-ausiliario). Questo anche nel rispetto delle famiglie che a volte non conoscono nemmeno il nome di alcuni professori dei loro figli.
- Valorizzazione delle eccellenze/aiuto di alunni in difficoltà: negli ultimi anni, per fortuna, è incrementata la consapevolezza che aiutare gli alunni con problemi sia da considerare una risorsa ed un investimento sul futuro. A fronte di questa consapevolezza le risorse destinate a questo fine sono diminuite. A fronte degli alunni con problemi spesso ci si dimentica però delle eccellenze che, in ogni ordine di scuola, emergono ma, considerato la scarsità di risorse, a malincuore si fa fatica a valorizzare. Purtroppo non bisogna pensare che un’eccellenza rimanga tale per sempre e se non valorizzata ma ridotta al silenzio perché “ingestibile” si perde e si massifica. I docenti e le scuole hanno bisogno che alcune risorse vengano destinate anche a questo. La proposta è:
Stabilire una percentuale fissa (realistica) di fondi da dedicare alla valorizzazione delle eccellenze nella scuola pubblica accanto a quella da destinare all’aiuto degli studenti in difficoltà.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 422
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 9.04


• MUSICA NELLE ELEMENTARI:
Mettere in pratica l’attuale legge (che prevede appunto l’insegnamento della musica) è un primo passo e probabilmente mette d’accordo tutti. Capire come realizzarlo è un discorso a parte. Sicuramente l’attuale applicazione della norma che lascia alle istituzioni piena libertà di usare docenti interni con competenze non riconosciute, aggravandoli ulteriormente di un carico di lavoro aggiuntivo e non retribuito, ha provocato malumori. Non si può chiedere ad un insegnante di scuola elementare che è specializzato in materie scientifiche o letterarie di assumersi la responsabilità di mettere in atto programmi di insegnamento musicali per i quelli non è stato preparato. Va compreso che il ruolo dell’insegnante alle elementari è di fondamentale importanza e dire a qualcuno “già che ci sei occupati anche di questo” è un pessimo esempio di qualità a scuola. Le professionalità vanno riconosciute e valorizzate questo sia nei confronti dei docenti sia dei bambini che hanno diritto a persone competenti nel loro campo. Non può passare l’idea che visto che un bambino è piccolo allora tutti possono insegnare tutto perché questo significa buttare al vento decadi di evoluzione didattica. Tanto varrebbe ripristinare le classi uniche.
La proposta è: attivare percorsi musicali (annuali e non di 5 o 10 lezioni) affidandoli a personale qualificato anche esterno (non escludo che alcuni insegnanti elementari abbiano le competenze per poterlo fare, ma non costituiscono certo la maggioranza). Le risorse non saranno sicuramente sufficienti per tutto il territorio nazionale, ma cominciare con un certo numero di scuole consente (considerando anche che i contratti che le scuole stipulano sono quasi sempre a progetto che riduce di molto i costi per l’istituzione) di valutare i benefici che questo tipo di attività può comportare. In caso di esito positivo progressivamente estenderlo a tutti.
L’attivazione di programmi musicali che coinvolgano intere classi è dimostrato che ottenga benefici effetti sia da un punto di vista “sociale” che da un punto di vista del rendimento sulle altre materie. La capacità di diventare adulti dipende non solo dalle competenze e dai contenuti ma anche dalla capacità di relazionarsi con gli altri individui. Percorsi musicali garantiscono questa interazione (e integrazione nel caso di alunni stranieri o diversamente abili). Esistono enti no profit nazionali (riconosciuti anche internazionalmente) che da decenni si occupano di formazione musicale sul territorio italiano a cui fare riferimento per aiutare nella selezione e valutazione del personale.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 423
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 9.03


• SCUOLE ELEMENTARI

Di questo argomento non c’è stato tempo di parlare alla riunione e perciò apro un dibattito che coinvolga docenti e genitori. Capire quali sono le reali necessità delle scuole e delle famiglie è fondamentale per mettere in bilancio alcune spese. Probabilmente il tema più urgente riguarda il tempo pieno/tempo ridotto che ha messo in difficoltà moltissime famiglie. Ogni scuola, a seconda della città e della regione, si è dovuta adattare ai tagli che il ministero ha messo in campo. Verificare la possibilità di migliorare questa situazione (che aiuterebbe le famiglie nella gestione dei bambini) in funzione delle reali necessità degli utenti delle scuole.
Come sempre si accettano proposte e suggerimenti concreti.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 424
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 9.02


• NIDI E SCUOLA MATERNA
Questo argomento ha suscitato un’accesa discussione: siamo tutti consapevoli di quale sia l’aggravio economico per le famiglie che iniziano a mandare i loro figli a scuola considerando i pochi posti a disposizione e le alte rette (non solo dei privati, tra l’altro) che i genitori devono sostenere. Anche qui la razionalizzazione delle spese è fondamentale per migliorare i servizi senza diminuire la qualità degli stessi. Si sono riscontrati alcuni problemi comuni che vanno dalla mensa (costi per bambino, costi di gestione etc.) alle rette agevolate per le famiglie in difficoltà.
Come in premessa, razionalizzare non significa tagliare ma spendere meglio e garantire a tutti pari opportunità. Perciò le proposte da discutere sono le seguenti (ovviamente sempre aperte a nuovi suggerimenti):
• Ridefinizione dei criteri/punteggi per l’accesso. Innanzitutto la dichiarazione dei redditi che le famiglie presentano deve tener conto delle effettive possibilità delle famiglie. La prima cosa a cui pensare è la motivazione per cui alcune famiglie dichiarano una situazione differente dalla realtà: le fasce di reddito che vengono previste sono a dir poco assurde e non tengono conto di tutte le spese che una famiglia deve affrontare. Abbassare le soglie di reddito secondo le quali non si ha più diritto alle agevolazioni (o sono fortemente ridotte) non significa risparmiare ma significa costringere, per sopravvivere, anche chi è onesto a “dimenticarsi” di alcune entrate per rientrare nei criteri fissati. Se questi criteri fossero equi si ridurrebbe notevolmente il sommerso (il che vale anche per le tasse ma non è questo l’ambito di discussione).
Per concludere, la proposta è trovare per prima cosa una giusta soglia di reddito che permetta l’ “aiuto” rispetto alle reali necessità delle persone.
Da questo scaturisce la seconda proposta:
• Una volta stabiliti criteri più equi di accesso alle agevolazioni si può pensare a controlli più serrati e meno all’acqua di rose. Chi chiede aiuto lo deve ottenere ma, se è davvero in difficoltà, non avrà problemi a sottoporsi a controlli aggiuntivi e incrociati con l’agenzia delle entrate, motorizzazione etc.
La proposta è: controlli obbligatori da parte delle varie amministrazioni per chi chiede agevolazioni. Il criterio è sempre lo stesso: sono soldi pubblici e, nel rispetto della privacy e della dignità delle famiglie in difficoltà, occorre comunque sempre sapere dove e come vengono spesi.
• Raccolta dati per una previsione realistica del fabbisogno nazionale: capire quante scuole di questo grado ci sono, quale utenza coprono (quantitativamente), e quali risorse si mettono in campo per gli aiuti è fondamentale per fare una statistica e prevedere un capitolo di spesa apposito.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 425
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 8.59


• FINANZIAMENTO SCUOLE PRIVATE

Qui la raccolta dati è importante per stabilire effettivamente la portata di questo finanziamento diviso per regioni.
La prima proposta riguarda la trasparenza nel controllo di questi finanziamenti che dovrebbero essere pubblicati sul sito del ministero divisi almeno per regioni. Durante la riunione si è concordato che, essendo soldi pubblici, quindi nostri, non sembra troppo chiedere a chi vanno esattamente e parimenti come vengono poi spesi dalle diverse istituzioni.
Eviterei sempre le generalizzazioni che vanno a discapito anche di chi lavora bene ed in maniera onesta ma si trova, diciamo, nel calderone di amministrazioni poco chiare. Quindi userei cautela in frasi quali “abolizione totale dei finanziamenti alle scuole private” perché, pur essendo io d’accordo in linea di principio, occorre fare i conti con la realtà: le scuole (totalmente) pubbliche non garantiscono, ad oggi, una completa copertura delle esigenze nazionali. Nel caso dunque di un’abolizione totale e immediata dei finanziamenti si avrebbe, a fronte di un risparmio (ancora esattamente da quantificare), un numero presumibilmente elevato di bambini/ragazzi che rimarrebbero totalmente esclusi dalla scuola, e questo non può di certo avvenire.
Dunque la proposta è: rendere pubblico l’effettivo finanziamento (nelle sue varie forme) delle scuole private e rendere obbligatoria la trasparenza delle spese, quest’ultimo anche per evitare casi di insegnanti assunti con contratti capestro, sottopagati e a volte senza le qualifiche che una scuola pubblica (nonostante i suoi difetti) offre. La verità è che, allo stato attuale, costa meno finanziare una scuola privata, che si occupa di una parte di utenti, che investire in altre strutture affinchè nessuno rimanga tagliato fuori. Sono certo che con dati aggiornati alla mano si possa razionalizzare la spesa senza diminuire la qualità ed al contempo trovare una soluzione credibile.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 426
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 8.57


• UTILIZZO DELLE STRUTTURE SCOLASTICHE PUBBLICHE FUORI ORARIO SCOLASTICO
Argomento non trattato nella riunione merita una discussione separata anche se non necessariamente lunga. Diverse scuole attivano corsi pomeridiani sfruttando i propri locali però questo è fatto in autonomia (ed è giusto così perché ogni scuola conosce meglio degli altri le esigenze del proprio territorio).
La proposta è permettere a tutte le scuole di aprire i propri locali a tutte quelle associazioni no profit o enti che propongano attività che siano adeguate ad ambienti scolastici: a titolo esemplificativo corsi di italiano per stranieri/corsi di lingue/laboratori di vario genere da quelli musicali a quelli che riguardano le arti a quelli di informatica etc. I proventi derivanti dall’affitto rimangono alle istituzioni e sono vincolati a fornire servizi agli studenti.
Giampi
unovaleuno
Ozzano dell'Emilia, BO
Post #: 427
Lorenzo
Postato il 16-gen-2013 8.56


• EDILIZIA SCOLASTICA

Quanti edifici scolastici esistono nelle varie regioni? In che stato versano (anno di costruzione)? Senza tale dato è impossibile fare un piano economico di interventi a lungo termine con il risultato che si va ad operare sempre “in emergenza” ma mai con un’idea ad ampio spettro. A questo proposito il Politecnico di Bari ha già avviato una ricerca interessantissima e molto dettagliata sulla situazione della loro zona di competenza.
La proposta è estendere queste ricerche a livello nazionale.
Contemporaneamente alla raccolta dati si può proporre progetti pilota di ristrutturazione ecosostenibile di poche strutture: coibentazione termica, pannelli solari etc.
La proposta è testare su alcuni edifici scolastici (quindi con un investimento minimo) di che portata può essere il risparmio energetico su una singola istituzione e calcolare il rapporto beneficio-investimento. L’idea che può sembrare (ora) utopica è immaginare che le strutture scolastiche tra 20 anni possano essere autosufficienti (se non addirittura produrre energia) e quindi diminuire notevolmente i costi di gestione.
L’utilità è evidente: con i soldi risparmiati si investe sulle future ristrutturazioni che porteranno sempre a un maggior risparmio. Il denaro così recuperato potrà essere destinato a tutte quelle attività scolastiche che oggi versano in grave stato di abbandono, migliorare la qualità dei servizi, ridurre il carico delle famiglie etc. Tutto questo semplicemente per rispettare, anche in momenti di crisi, il diritto ad un’istruzione di qualità che sia davvero gratuita (o che almeno ci si avvicini veramente) per tutti.
A questo proposito ci stiamo muovendo per avere il contributo di professionisti che possano aiutare a dare dei contorni precisi in termini di investimento e di tempistiche credibili per un piano che solo in apparenza sembra fantascienza. Ogni contributo in tal seno è ben accetto.
Romano D.
user 50920102
Palermo, PA
Post #: 196
biggrin
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