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rosa r.
user 11515642
Cento, FE
Post #: 517
Ambito Istruzione pubblica: confusedsono oltre due anni che prima Tremonti e ora Monti con la spending revue vogliono transitare noi Docenti Bibliotecari su posti ATA, licenziando cosi' i precari che da anni svolgono quel lavoro, e levando diritti a noi con problematiche serie di salute, attaccando le Biblioteche scolastiche,li Laboratori, luogo in primis di accoglienza, lotta alla dispersione, potenziamento ed apertura culturale-
Lottiamo in ogni modo, con presidi sotto al Parlamento, sciopero dei farmaci, della fame e proteste che vanno avanti da molti mesi.
I Sindacati confederali sono molto tiepidi, e alle manifestazoni non si fanno vedere, solo i Cobas stanno da sempre con noi. L'attacco alla Scuola pubblica, coi vergognosi tagli che ancora continuano e rendono impraticabili i Progetti, il blocco degli stipendi, gli oneri burocratici sempre maggiori e che distraggono dalla Didattica, le prove invalsi, i concorsi decimazione, sono tutte stratgie che non ho paura a definire antidemocratiche e finalizzate ad una barbarie che puo' solo convenire a chi impone i diktat della finanza e di un progetto europeo scellerato.

A former member
Post #: 1,526
Campagna referendaria al via. Sabato crescentone colorato per la scuola pubblica

21 mar. – Entra nel vivo la campagna del referendum che deciderà della sorte dei finanziamenti alle scuole private d’infanzia a Bologna. I promotori della consultazione saranno in piazza sabato pomeriggio, 23 marzo, con una festa: per dire che il referendum si farà veramente e sarà il 26 maggio. La parola d’ordine della campagna referendaria sarà “fare rete“: sul web come nel passaparola, per portare più gente a votare e a votare l’opzione A, quella che chiede che il milione di euro usato oggi come finanziamento alle paritarie sia destinato alla scuola pubblica. A è la lettera in grassetto nello slogan ufficiale del comitato: “votiAmo scuolA pubblicA“. (grazie a davide zannoni per il manifesto e lo slogan)

In piazza saranno presenti i musicisti di Noa, la banda Roncati, i bimbi del coro R’esistente e, pennelli alla mano anche fumettisti e illustratori pronti a dipingere sul crescentone che sarà ricoperto di carta da imbrattare.

Tra le autorevoli figure che stanno appoggiando il referendum è stato scelto Stefano Rodotà come presidente onorario del comitato Articolo 33. Tra i sostenitori della richiesta di abolizione di finanziamenti comunali alle private c’è anche Ivano Marescotti.

I prossimi appuntamenti in programma sono un’iniziativa della Fiom a inizio del prossimo mese, la presenza al festival della Zuppa, con la zuppa del referendum e poi nelle scuole, grazie al comitato dei genitori.

La preoccupazione dei referendari resta la mancanza di informazioni tecniche sullo svolgimento della consultazione. Non si conosce ancora la spesa che comporterà il referendum, né il numero di sezioni che verranno aperte. Informazioni che potrebbero essere comunicate all’incontro del 3 aprile tra l’assessore Lepore e il comitato Articolo Trentatrè. Nel frattempo i referendari avvertono: “Con le previste 200 sezioni di seggio, molte persone potrebbero non riuscire o rinunciare a votare”, i referendari chiedono che siano aperti le 450 sezioni delle elezioni politiche.
http://radio.rcdc.it/...­
rosa r.
user 11515642
Cento, FE
Post #: 523
Sono molto dispiaciuta di non partecipare fisicamente agli incontri, purtroppo la distanza kilometrica e la condizione negatva di salute mi precludono molti passi e passaggi di scambio e crescita. Va cosi' ragazzi....confused
A former member
Post #: 1,560
la cosa buffa è che la discussione "gruppo scuola" senza i miei post era lunga "solo" 65 pagine, anzichè le attuali 86....si nota molto che mi interessa l'argomento? biggrin

l'appello che il Comitato referendario Art.33 diffonderà in tutto il Paese

Le sottoscrizioni sono già possibili al seguente indirizzo:http://referendum.art...­

Segue l'elenco dei primi firmatari.

Bologna - 26 Maggio 2013

Referendum comunale sui finanziamenti pubblici alle scuole private

BOLOGNA RIGUARDA L'ITALIA


A chi è disposto a battersi per la scuola pubblica.

A chi ritiene che le politiche di tagli alla scuola pubblica e finanziamento a quella privata tradiscano l'articolo 33 della Costituzione nel suo spirito autentico, là dove stabilisce che: “La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

A chi ritiene che solo una scuola aperta a tutti, laica, gratuita, inclusiva, moderna e di qualità possa impegnarsi a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3).

A chi pensa che fra i banchi della scuola pubblica si gettino le basi per una cittadinanza consapevole e per il futuro del nostro paese.

Il 26 maggio a Bologna si terrà un referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private, grazie alla raccolta di tredicimila firme di cittadini e cittadine che hanno chiesto di potersi esprimere su questo tema.

La cittadinanza dovrà dare un voto di indirizzo per l'amministrazione su cosa sia meglio per garantire il diritto all'istruzione dei bambini e delle bambine: continuare a erogare un milione di euro annui alle scuole paritarie private, come avviene ora, oppure utilizzare quelle risorse per le scuole comunali e statali.

La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E' l'occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla scuola pubblica e l'aumento dei fondi alle scuole paritarie private.

In Italia c'è urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubblica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei imparano la convivenza nella diversità.

Da Bologna può ripartire un movimento di cittadini che impegni le amministrazioni locali e il prossimo governo a restituire alla scuola pubblica la dignità e la qualità che le spettano.

L'alternativa è una lenta rovina fino alla fine della scuola pubblica per come l'abbiamo conosciuta.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO FERMARE L'OFFENSIVA CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO DARE L'ESEMPIO A TANTI ALTRI E INSIEME INIZIARE A IMMAGINARE UN AVVENIRE DIVERSO PER NOI, PER I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE.
--------------------------------------­-----------

i primi firmatari:

Stefano Rodotà, presidente d’onore del Comitato referendario Art.33

Andrea Camilleri, scrittore

Margherita Hack, astrofisica e scrittrice

Salvatore Settis, Scuola Normale di Pisa, archeologo e saggista

Nadia Urbinati, Columbia University, New York, politologa, saggista ed
editorialista de “La Repubblica”

Angelo Guglielmi, scrittore e giornalista, già direttore di RAI3, già
assessore alla Cultura del Comune di Bologna

Carlo Flamigni, Comitato Nazionale di Bioetica

Wu Ming-scrittori

Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL

Alberto Lucarelli, Diritto costituzionale, Università di Napoli.

Romano Luperini, Università di Siena e Università di Toronto.

Luciano Gallino, Università di Torino

Lella Costa, attrice

Domenico Pantaleo, segretario generale FLC-CGIL

Lea Melandri, saggista Università delle donne Milano

Goffredo Fofi, saggista, giornalista, critico

Antonio Genovese, Università di Bologna

Sabina Guzzanti, attrice

Ivano Marescotti, attore

Piero Bevilacqua, La Sapienza, Roma

Vittorio Capecchi, Università di Bologna

Maurizio Fabbri, Università di Bologna

Nicola Tranfaglia, Università di Torino

Francesco Sylos Labini, Isituto Enrico Fermi, Roma

Maurizio Tiriticco, ispettore MIUR, Roma

Angelo Mastrandrea, giornalista

Loredana Lipperini giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica

Nicola Colaianni Università di Bari

Carlo Formenti, giornalista e saggista

Ifigenia Kanarà. comunicazione e marketing per la cultura

Moni Ovadia, musicista, scrittore

Sandra Soster, già segretaria provinciale della FLC-CGIL Bologna

Francesco Margiotta Broglio, Università di Firenze

Marco Revelli, Università del Piemonte Orientale

Carlo Bernardini, La Sapienza, Roma

Marco Bersani, Attac e Forum dell'acqua

Pasquale Colella, direttore de "il Tetto"

Paolo Flores d'Arcais, giornalista e politologo, direttore di
MicroMega

Domenico Gallo, magistrato Roma

Francesco Garibaldo, sociologo e saggista, già direttore dell’Istituto
per il Lavoro della RegioneEmilia-Romagna

Elena Gianini Belotti, scrittrice

Marina Boscaino, giornalista

Luisa La Malfa, insegnante e saggista

Sergio Lariccia, La Sapienza, e Luiss, Roma

Dànilo Mainardi, etologo

Guido Viale, saggista

Maurizio Maggiani, scrittore

Valerio Mastandrea, attore

Motel Connection, gruppo musicale

Mauro Palma, Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura

Livio Pepino, magistrato e saggista

Valerio Pòcar, già presidente della Consulta di Bioetica, presidente
onorario dello UAAR

Isabella Ragonese, attrice

Enzo Scandurra, La Sapienza, Roma

Maurizio Sgarzi, associazione Percorsi di pace

Franco Tinarelli, INAF, Bologna

Samuel Umberto Romano, Subsonica

Giuliano Volpe, rettore Università di Foggia

Nazarena Zorzella, avvocato cassazionista, Bologna
A former member
Post #: 1,562
questa discussione fino a ieri era spillata in alto in bacheca.
è un momento difficile per la scuola, soprattutto per la scuola bolognese con un importante referendum in arrivo, sostenuto e voluto anche dal movimento 5 stelle, ridiamo visibilità ai nostri problemi?
Ele8a
Ele8a
Reggio nell'Emilia, RE
Post #: 367
Anche io lavoro nella scuola da oltre 12 anni e ho cercato di seguire l'andamento di questa discussione molto lunga, attraverso i suoi snodi e i vari 3D accorpati, e scorporati biggrin anche se non è facile.

Il principio dell'Art.33 è sacrosanto e io sono la prima che vorrebbe che la scuola pubblica davvero fosse il perno della nostra società, perchè è rimasto l'unico luogo dove davvero tutti i cittadini si possono incontrare e confrontare.

Resta il fatto che nelle condizioni attuali l'amministrazione pubblica non è in grado di soddisfare determinate esigenze ( per motivi che dipendono dall'organizzazione generale della società e da una serie di scelte politiche) e questo ha come effetto di escludere i bambini dagli asili, mettere in difficoltà le famiglie e creare numerosi problemi simili.

Quindi da tutta questa discussione ho ricavato l'idea che la questione sia più complessa di quella che sembra e non riesco a convincermi davvero di quale sia la posizione più utile (non più "giusta", ma più utile) nel concreto.
Difendiamo un principio costituzionale che in teoria è sacrosanto, ma in pratica produce problemi alle persone, o cerchiamo una soluzione negoziale che aiuti le persone anche se contraddice il principio ?
Io ancora una risposta non ce l'ho... qualcuno di voi saprebbe dirmi di più ?

A former member
Post #: 1,573
venerdì scorso ho partecipato all'assemblea delle scuole di bologna, che prevede la partecipazione libera di insegnanti e genitori. sono emerse tante piccole bugie che fanno apparire tante, apparenti, grosse verità.
di seguito ne riporto qualcuna:

B come Bugie

La Curia, la Fism, il PD, il PdL, la Lega Nord, dicono che…

Dicono che il sistema integrato pubblico/privato per la scuola dell’infanzia è efficiente ed economico tanto da garantire un posto a tutti i bambini.

È FALSO. A giugno del 2012 le famiglie di 423 bambini che avevano chiesto l’iscrizione a una scuola pubblica risultavano senza posto, mentre nelle scuole private rimanevano liberi 140 posti. E’ il risultato del processo di privatizzazione della scuola pubblica: posti liberi nelle scuole private e liste di attesa nella scuola pubblica. Il fallimento del sistema integrato pubblico/privato è sotto gli occhi di tutti.

Dicono che senza il contributo di un milione e 200mila euro annuali erogati dal Comune, le scuole paritarie private chiuderebbero e i 1.736 bambini che le frequentano resterebbero per strada.

È FALSO. Nessuna scuola privata ha mai chiuso i battenti neppure prima che iniziassero a essere finanziate con risorse pubbliche (1995). Anzi, prima di allora la percentuale di iscritti era perfino superiore a quella di oggi: il 24% contro il 22%. Evidentemente le famiglie che iscrivono i propri figli a scuole private non lo fanno in base ai contributi pubblici, ma per convinzione religiosa o di status sociale. Per altro, 25 dei 27 istituti privati che ricevono i finanziamenti comunali sono di ispirazione cattolica, quindi per reperire gli stessi fondi potrebbero rivolgersi alla Curia bolognese, la quale possiede un patrimonio di oltre 1.200 immobili in città e riceve già un finanziamento comunale per l’edilizia di culto, che in media ammonta a circa mezzo milione di euro l’anno.

Dicono che un bambino costa 6.900 euro all’anno in una scuola comunale e solo 600 in una scuola privata.

È FALSO. I 600 euro non corrispondono al costo di un bambino nella scuola privata, ma al contributo annuale – soldi di tutti noi – che il Comune eroga mediamente a ogni alunno che frequenta una delle 27 scuole private convenzionate, al fine di abbassarne la retta mensile. In questo modo con i fondi pubblici si garantisce il privilegio di una scuola esclusiva a chi può permettersela.

Dicono che le scuole paritarie private offrono un servizio pubblico e quindi aperto a tutti.

È FALSO. Offrono un servizio a chi può pagare una retta mensile che va dai 200 ai 1000 euro al mese e a chi è disposto a sottoscrivere il progetto educativo che, in 25 scuole su 27, è d’ispirazione cattolica. Quanto poco le scuole paritarie siano aperte a chi è in difficoltà, alle minoranze, e ai non cattolici lo dimostrano le cifre: gli alunni stranieri nelle scuole paritarie private bolognesi ammontano al 1,8% contro il 17,3% nella scuola pubblica; gli alunni “certificati” nelle scuole paritarie private ammontano allo 0,8% contro il 2,1% della scuola pubblica.

La scuola pubblica, viceversa, non è un servizio a richiesta individuale ma un diritto sancito dalla nostra Costituzione (art. 33 e 34) e in quanto tale esigibile sempre da chiunque, senza distinzioni di censo, di abilità, o di religione.

Dicono che si vogliono cancellare le scuole private.

È FALSO. Nessuno sostiene che enti o privati non possano istituire scuole private ma, come dice la Costituzione, devono farlo senza pesare sulle spalle di tutti noi, e più che mai in un momento in cui si allungano le liste di attesa delle scuole pubbliche comunali e statali.

Dicono che non si vuole riconoscere la libertà educativa.

È FALSO: quella che viene presentata come libertà educativa è spesso il desiderio di far crescere i propri figli in un mondo a parte, un mondo protetto, dove non ci sono stranieri e non ci sono casi sociali. La scuola del privilegio e non la scuola della Costituzione.
http://www.assembleas...­
A former member
Post #: 1,575
Merola sulle materne private. “Porterò avanti questo sistema”

12 apr.- Per il sindaco Virginio Merola il risultato del referendum del 26 maggio non cambierà nulla del sistema integrato perchè “non è un referendum abrogativo, pensarlo è un grave errore”. La procedura prevede che sull’esito del risultato referendario si esprima il consiglio comunale. Quello in vigore è “il modello giusto per Bologna, siamo di fronte ad un referendum consultivo in cui si parla genericamente di scuola pubblica ma qui stiamo parlando di scuola dell’infanzia che è un’altra cosa”. E sulla questione “marziani”, la formula utilizzata dall’assessore Matteo Lepore per definire gli intellettuali che hanno firmato l’appello pro referendum, Merola aggiunge: “Ancora una volta si usa Bologna per creare un caso nazionale sulla pelle dei bolognesi. Mi dispiace che si usi Bologna peruna battaglia nazionale perchè siamo la città che fa di più sui servizi per l’infanzia”.

Il sindaco ha anche rivelato che il referendum costerà al Comune 350mila euro.

Di fronte alle parole del sindaco il comitato Articolo33 ha risposto: “E’ evidente che i governanti non sono vincolati al parere espresso dai cittadini ma certo annunciarne preventivamente l’inutilità equivale ad affermare che il parere popolare conta zero”.

Prosegue anche il botta e risposta tra il collettivo di scrittori Wu Ming e il Pd. Raffaele Persiano, responsabile organizzazione del partito, aveva detto che sicuramente i Wu Ming sono dei bravi scrittori ma non conoscono i regolamenti visto che accusavano il sindaco di essere arbitro e giocatore nella vicenda referendaria. Oggi il collettivo ha detto che il Pd si dovrebbe chiedere perchè questo referendum interessa tanto fuori dalle mura di Bologna “invece di nascondersi dietro i bambini”. Veloce la replica di Persiano su Facebook, in un post dove sostanzialmente scrive che il partito non si nasconde, il collettivo di scrittori sì.
http://radio.rcdc.it/...­

Gli spazi del sindaco al comitato per il B

12 apr.- Nell’incontro con l’assessore Matteo Lepore per parlare della questione seggi e delle affissioni pubbliche per il referendum del 26 maggio sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private il comitato Articolo33 è stato messo a conoscenza del fatto che il sindaco ha deciso di cedere i propri spazi di affissione (un terzo del totale) al comitato per il B, quello che sostiene l’opzione confermativa dei fondi. Una decisione che ha fatto infuriare i referendari: “L’arbitro ha insomma ufficialmente messo in panchina il suo fischietto, anzi ha ceduto la sua maglietta a una squadra, e per quello che riguarda le affissioni ha pure decretato che una squadra potrà scendere in campo con molti più giocatori”. E’ infatti previsto che il comitato promotore abbia un terzo dei seggi, il sindaco un altro e i gruppi politici l’ultimo terzo. Ma la maggioranza dei partiti è schierata con la conferma dei fondi.
http://radio.rcdc.it/...­
A former member
Post #: 216
Se interessa, stasera al Centro Civico Borgatti in Via Marco Polo, Merola & friends spiegano le ragioni del votare B.
Può essere una buona occasione per fare domande specifiche e magari scomode...

http://www.referendum...­
A former member
Post #: 1,584
Se interessa, stasera al Centro Civico Borgatti in Via Marco Polo, Merola & friends spiegano le ragioni del votare B.
Può essere una buona occasione per fare domande specifiche e magari scomode...

http://www.referendum...­

ciao francesco, tu c'eri? hai voglia di raccontarci come è andata?
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