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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Cosa vuol dire pari opportunità?

Cosa vuol dire pari opportunità?

Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 435
Sempre riguardo al fenomeno della violenza famigliare ed in particolare quella sulle donne, per fare nuovamente un po' di chiarezza, uscire dalla retorica ed iniziare a vedere i problemi di violenza come spesso problemi della famiglia allego un interessante editoriale di Marcello Mazzola, editorialista del Fatto Quotidiano.

PARTE PRIMA

FEMMINICIDIO, OMI-CIDIO, FEMMINISMO, MASCHILISMO, MISANDRIA, MISOGINIA: IL MIO PENSIERO CHIARO E SENZA DISTORSIONI (solo per chi è interessato al tema...)
Lo esprimo qua, al di là de Il Fatto Quotidiano, il quale ha manifestato inequivocabilmente di avere un’altra linea editoriale contrapponendo ai miei post una raffica di articoli di segno opposto. Che non definirei mai isterici, violenti, off
ensivi, trogloditi, fondamentalisti, falsi. Anche se molti lo hanno scritto, in modo chiaro.
Lo scrivo qua, anche perché varie amiche mi hanno contrapposto artigli, compulsioni sdegnate, rabbia schiumosa. Ed allora, se ne hanno voglia, che leggano e rileggano quanto ho da scrivere. E se la rabbia, nonostante tutto, permarrà, son libere di cancellare l’amicizia. Sopravviverò alla loro schiuma.
Ho affrontato il tema del femminicidio cercando di offrire una prospettiva che si nega ma che ben esiste. Ossia quella che – dati ufficiali alla mano, mica elucubrazioni maschiliste – svela che non c’è alcun allarme (ergo, numeri al di fuori dell’ordinario) di violenza sulle donne ma c’è un problema, questo si, di violenza in famiglia. Che va affrontato e risolto. Senza distinzione di generi. Senza fondamentalismi, con serietà. Per il bene di tutti, poiché la società è fondata sulla famiglia. E se si sgretola, crolla l’intera società. Così come pare stia avvenendo.
La famiglia tuttavia non è solo fondata sul rispetto e sull’educazione. Ma direi anche sulla verità. Perché la verità è un valore.
Per fare ciò (indicare una diversa prospettiva) ho riportato dati ufficiali ONU che attestano in Italia un numero di morti femminili ben al di sotto della media europea, allineati con quelli degli Stati Uniti. Mi è stato risposto che si vabbè ma occorre analizzarli nel dettaglio: quanti di questi avvengono per mano maschile ed in famiglia? Ho risposto: si, giusto, facciamolo. Nessuno ad oggi però mi ha fornito questo esame, né numeri ufficiali al riguardo.
A dati ufficiali si risponde solo con le critiche vacue.
Ho criticato che il numero di 100 (o 120) donne uccise in famiglia nel 2012 sparato dai giornali era un numero sparato a vanvera perché non esisteva (e non esiste) alcuna fonte ufficiale. Una mistificazione immaginifica. Un esempio di gravissima distorsione del pensiero, di pessimo giornalismo, di carburante per il fondamentalismo ove non nasca addirittura da esso. Da deprecare, censurare, avversare.
Giornalismo spazzatura teso ad alimentare un dibattito, il quale poi distorce i comportamenti e diviene un dogma. Il dogma produce effetti devastanti perché alimenta i comportamenti: la prassi dei tribunali contra legem (il falso affidamento condiviso su tutti); l’atteggiamento degli avvocati, degli assistenti sociali, degli psicologi, dei consulenti, soprattutto se mediocri e disonesti.
L’opinione pubblica alimenta un pensiero dominante: si tuteli sempre la donna (a prescindere), si comprimano i diritti degli uomini (in quanto cattivi, a prescindere), si sacrifichino i diritti dei minori nella formula ipocrita peraltro di segno opposto (nell’interesse dei minori). Nel fare ciò: si sacrifichino i diritti degli uomini, si esaltino i doveri, si annichiliscano le sue libertà patrimoniali. Tutto ciò con la veste ipocrita (e violenta, perché profondamente ingiusta) di invocare la parità dei diritti per il genere femminile, salvo voler sacrificare quasi integralmente i pari diritti degli uomini.
Questo dibattito, imposto con prepotenza, alimenta violenza, diseguaglianze e produce vittime. Di qualunque sesso, peraltro. Mica solo uomini. Ci sono i figli degli uomini, ci sono le nuove compagne degli uomini, ci sono le madri e le sorelle degli uomini. Uomini e donne, nel tritacarne del fondamentalismo inoculato sottopelle. Questo è quello che definisco femminismo virulento e violento. Ossia, esattamente speculare all’altro fondamentalismo: il maschilismo che a lungo ha relegato la donna ad un ruolo gretto, di incubatrice e di oggetto sessuale.
Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 436
PARTE SECONDA

Solo a trattare tali temi si è bollati come eretici, scomunicati e condannati all’oblio. Sono temi incandescenti, d’accordo. Chiedo solo di confrontare il proprio pensiero. Non certo di adottare il mio.
Mi sono attirato il livore delle femministe radicali, quelle che “la donna va tutelata sempre e comunque”, a prescindere, perché la donna è brava, santa e vergine e come tale incapace di fare del male a chiunque ed anzi vittima di violenze inaudite. Si vuole far credere che viviamo in un mondo (quello italiano, in primis) composto da maschi cavernicoli, potenziali stupratori e violenti, che detengono il potere e che impediscono l’accesso alle donne, che sfruttano le donne, le sottopagano, ne violano costantemente i diritti, le strumentalizzano, mercificandone il corpo. Mentre loro subiscono tutto ciò. Si vuole far credere che viviamo in un mondo dove domina la disparità di diritti e che siamo simili al Pakistan. Mi oppongo a tali distorsioni e a tali paranoie di pensiero. Con la forza della mia libertà. Incomprimibile, anche con l’inaudita violenza (di critica che è sfociata anche nella diffamazione) che mi ha investito in queste settimane.
C’è chi correttamente mi ha fatto notare che l’Italia è arretrata poiché, visto dall’America, è un Paese in cui domina la cultura berlusconiana, quella maschilista becera, quella gretta imposta dai mass media. Ho riflettuto ed ho replicato che, se è vero che la cultura dominante apparente sia quella maschilista (ma per vero, quella gallista, concetto che ritengo differente, poiché più pregno di vanità e poco accompagnato dalla sostanza), è pur vero che non ritengo corretto dipingere (sempre e comunque) la donna come vittima e l’uomo come il suo carnefice. Chi ha costretto centinaia di donne a fare la fila per offrirsi come amazzoni a Gheddafi quando qualche anno fa si è presentato con le sue tende? Chi costringe le donne, a migliaia, a fare la fila per diventare velina e mercificare così la propria immagine? Chi costringe le donne in Italia a rifarsi dal chirurgo plastico per raggiungere posizioni che altrimenti non raggiungerebbero? Chi impone alle donne di andare a sculettare e a mostrare scollature in TV ogni giorno, invece che a rappresentare la forza delle loro idee? Chi usa sempre e comunque l’arma della seduzione per condizionare le scelte degli uomini? Ma gli uomini per dinci! si obietta. A me invece pare che sia una libera scelta delle donne. Una comoda scelta delle donne. Certo, non di tutte. Conosco tante donne intelligenti che non lo farebbero mai.
Chi nega che vi siano morti e violenze orrende nei confronti delle donne? Non io. Nego solo che vi sia un numero allarmante tale da denunciare un’emergenza.
Chi nega che la violenza fisica sia di dominio dell’uomo in danno della donna? Non io. Che però nego come la donna non sia altrettanto capace di provocare violenza fisica all’uomo (come dimostrano i numerosi casi che lentamente affiorano e che vengono gravemente sottaciuti o nascosti nelle pieghe dei giornali; o come dimostra l’aumento vertiginoso del bullismo al femminile) e soprattutto ribadisco come, per certi versi, la violenza psicologica possa essere ancor più devastante di quella femminile (chi può sostenere che l’alienazione di un figlio per il padre, per anni o per tutta la vita, non sia altrettanto devastante di una gravissima lesione o addirittura della morte?).
Chi nega che vi sia un aumento della violenza in famiglia? Non io. Nego solo che ciò coinvolga esclusivamente le donne come vittime. I dati che ho esaminato (e riportato in questi giorni) dimostrano con studi scientifici e studi seri che c’è, al contrario, un aumento della violenza femminile. Ne vogliamo parlare o la vogliamo ignorare? Non è un atteggiamento ipocrita questo?
Chi continua a negare che il problema sia generale e si sofferma solo su un problema di genere è come chi si limita a guardare il dito di chi indica la luna. Non vede la luna. E chi non vede la luna non vede il mondo intero.
Con i miei scritti voglio solo denunciare un pensiero fondamentalista che si sta affermando pericolosamente, inoculando un livore di genere, e imponendo (condizionando il dibattito) scelte pericolose per tutti. Non può esservi alcuna uguaglianza, libertà ed armonia se continuiamo ad ignorare tutto ciò.
Ecco perché (e non è solo una provocazione) suggerirei di passare dalla “Giornata della violenza sulle donne” (che pur se istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per il 25 novembre, come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne) alla “Giornata della violenza in famiglia”. Ma son sicuro che anche questa proposta provocherà l’orticaria a qualcheduna. Ecco, speriamo che qualche “duna” lasci spazio a nuove ventate di pensiero. Più libere.

A former member
Post #: 1,293
"No alla violenza sulle donne"

Domani si svolgerà un'interessante iniziativa antiviolenza nei nidi del quartiere S.Donato. Al Vestri, Alpi, Negri, Primavera, S. Donato, dalle 7.30 alle 17, i bimbi parteciperanno all'evento "A noi non piace il gioco del silenzio: non lo facciamo", iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza fisica e simbolica su donne e bambine e bambini. Attraverso scarpe rosse e impronte di donne che non ci sono più, un messaggio che parte dagli asili per dire a tutte le donne di non sentirsi sole di fronte alla violenza.

Il 25 novembre si svolgerà la Giornata nazionale contro la violenza sulle donne. L'Ordine regionale degli psicologi invita a ricordare e sostenere anche le vittime straniere che vivono nel nostro Paese. "Donne di cui non ci si può dimenticare quando si affronta il grave problema della violenza, quando si parla di cultura maschilista e patriarcale – spiega Manuela Colombari, presidente
dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna –. Le cittadine immigrate o figlie di immigrati subiscono un tipo di violenza nuovo. In qualche modo, doppio: nelle loro vite si incrociano e accumulano le tensioni culturali legate al proprio paese e quelle del paese di accoglienza”.
http://bologna.repubb...­
A former member
Post #: 296
Leggo il post di Federica e si presenta da sola la risposta ai post di Matteo: la violenza lo esercita chi è più forte su chi è più debole. La natura ha dato più forza fisica agli uomini adulti rispetto alle donne e ai bambini, e la società con punte di maschilismo - non ho le statistiche sotto mano, ma sono citate nei post di qualche mese fa - da più potere agli uomini che alle donne.
I numeri sono, non dimentichiamo, solo di chi denuncia. Quanti casi rimangono sconosciuti, nel silenzio delle abitazioni o nella vergogna?
Non si può negare che ci sono uomini vittime di violenza, e che lo stesso aggressore è anche una vittima, bisognosa di aiuto.
Le femministe sono aggressive nel loro linguaggio, nelle rivendicazioni? Non sarà che lo fanno perché i problemi urlano al cielo, dando loro una specie di legittimazione?
A former member
Post #: 1,305
ciao antonia, sono d'accordo con te.

vorrei sapere da qualcuno, visto che non ho ancora avuto risposta, se il movimento ha discusso dell'adesione alla campagna contro la violenza sulle donne "noi no" e, in caso affermativo, se alla fine l'adesione è stata data. grazie.

Violenza contro le donne
Aumentano le emergenze
I dati raccolti dalla Regione nei centri di sostegno: 2500 le persone assistite nei primi dieci mesi del 2012, 15 i femicidi. Nell'80% dei casi l'aggressore è il partner. L'assessore Marzocchi: "Non abbassare la guardia". Le iniziative in vista del 25 novembre


Quasi 2500 le donne che hanno chiesto aiuto nei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna nei primi dieci mesi del 2012: sono 240 in più dello stesso periodo del 2011, quando a fine anno se ne contarono 1692. Sono i dati raccolti dalla Regione a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza alle donne, un momento di denuncia, di riflessione ma anche di valutazione della domanda e della risposta di servizi e assistenza. Un altro dato è in crescita rispetto all'anno scorso: quello delle richieste di soggiorno in case rifugio per sottrarsi a situazioni di particolare pericolo: 86 donne e 68 bambini nel 2011, 121 e 124 rispettivamente nel 2012.

I femicidi, che furono 17 in tutto l'anno scorso, sono quest'anno a quota 15.

Cifre impressionanti, per dimensione e per gravità, che se da un lato raccontano la maggiore tendenza a chiedere aiuto di fronte a episodi o condizioni di vita intollerabili - spesso a bussare alle porte dei centri antiviolenza sono donne fra i 30 e i 49 anni, con figli piccoli - , dall'altro evidenziano come il fenomeno della violenza alle donne non sia ancora stato fermato. E nell'80% dei casi l'aggressore è il partner.

"E' un problema drammatico, di fronte al quale non possiamo abbassare la guardia - commenta l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – dobbiamo lavorare su come stanno le donne, su come sta la famiglia, su come sta la nostra collettività e dobbiamo farlo rafforzando sempre di più l’integrazione tra istituzioni, privato sociale, servizi sul territorio. Una scelta questa che da sempre contraddistingue il nostro welfare di comunità, ma che ora diventa ancora più strategica per capitalizzare al meglio le poche risorse a disposizione per il sociale”.

Gli appuntamenti in vista del 25 novembre. Il 22 novembre a Bologna ( sala Polivalente della Regione, viale Aldo Moro 50) un convegno farà il punto sull’attività di “Liberiamoci dalla violenza”, il centro modenese gestito dall’Azienda Usl di Modena che rappresenta l’unica struttura pubblica che si occupa di recuperare uomini autori di maltrattamenti nei confronti delle donne (attualmente sono 18 gli uomini seguiti).
“La violenza contro le donne non è più un punto di vista” è invece l’iniziativa in programma il 23 novembre (sempre a Bologna presso la sala Polivalente) promossa dalla Commissione regionale per la parità, che proporrà una riflessione allargata ai tanti attori che sono coinvolti nel problema della violenza alle donne.
http://bologna.repubb...­
Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 437
Evidentemente non avete proprio compreso quello che ho detto o non avete letto attentamente quanto ho postato. Le chiacchiere stanno a zero e c'è tanta retorica femminista da 4 lire in giro.

Il fenomeno della violenza sulle donne è molto più limitato nei dati ufficiali di quanto di viene affermato dalle associazioni di femministe. E questo è un fatto.

Poi dire che tanti casi non vengono denunciati può anche essere vero, ma non è molto verosimile. Oggi come oggi pure le nigeriane costrette a prostituirsi a cui fanno il voo doo e tengono in ostaggio la famiglia nel paese di orgine si rivolgono ai servizi sociali territoriali. Per verificare quello che dico basta fare una telefonata ai servizi sociali e verificare quante nigeriane stanno seguendo. Dubito fortemente quindi che le italiane che sono belle scafate oggi come oggi stiano zitte a subire violenza.
Certo potrà accadere ma non sono sicuramente moltissimi casi.

Ripeto quanto ho già detto che evidentemente non comprendete o fate finta di non capire. Nessuno toglie nulla alla profonda e totale condanna e lotta alla violenza contro le donne .. ma direi contro ogni individuo in una condizione di debolezza rispetto ad un altro.

Ma è necessario iniziare a parlare dei tantissimi casi di VIOLENZA DELLE DONNE ... di cui guarda caso, voi donne fate fatica a parlare. Le associazioni femministe ad esempio, più volte interpellate si rifiutano di parlare di questi casi. Come mai??

Anche qua le chiacchiere stanno a zero e sono i numeri che parlano:

- quasi 100 suicidi all'anno di papa separati
- enorme quantità di casi giudiziari di persecuzioni post separative, psicologiche ed economiche
- i figli usati dalle donne come strumenti di ricatto
- circa il 90% delle accuse di violenza fatte dalle donne in sede separativa vengono archiviate e cioè usate per ottenere maggiori assegni di mantenimento e l'affidamento esclusivo dei bambini
- i padri separati che negli ultimi 3 anni rientrano nei censimenti della caritas come i nuovi poveri che
vengono alle loro mense e nei loro alloggi.

Potrei andare avanti per ore .... ma credo che per farvi aprire gli occhi forse bastino anche solo pochi video ...
Vi sengnalo in particolare il primo ... parla una donna un magistrato che lavora da anni a questi casi ... sentite bene cosa dice .... e poi ne riparliamo








giorgio f.
user 5272613
Bologna, BO
Post #: 605
Matteo...non vi è nessuna contrapposizione tra blocchi......le donne che subiscono violenza sono le prime a percepire le
la tristissima situazione dei padri separati proprio perchè accomunati dal medesimo tristissimo destino di persone ferite nel più profondo delle loro anime.

Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 439
Matteo...non vi è nessuna contrapposizione tra blocchi......le donne che subiscono violenza sono le prime a percepire le
la tristissima situazione dei padri separati proprio perchè accomunati dal medesimo tristissimo destino di persone ferite nel più profondo delle loro anime.


Caro Giorgio .... non potevi dire cosa più condivisibile ... complimenti smile
A former member
Post #: 333
Matteo...non vi è nessuna contrapposizione tra blocchi......le donne che subiscono violenza sono le prime a percepire le
la tristissima situazione dei padri separati proprio perchè accomunati dal medesimo tristissimo destino di persone ferite nel più profondo delle loro anime.


Condivido anch'io.
A former member
Post #: 1,310
Evidentemente non avete proprio compreso quello che ho detto o non avete letto attentamente quanto ho postato. Le chiacchiere stanno a zero e c'è tanta retorica femminista da 4 lire in giro.

la violenza lo esercita chi è più forte su chi è più debole. La natura ha dato più forza fisica agli uomini adulti rispetto alle donne e ai bambini, e la società con punte di maschilismo da più potere agli uomini che alle donne.
I numeri sono, non dimentichiamo, solo di chi denuncia. Quanti casi rimangono sconosciuti, nel silenzio delle abitazioni o nella vergogna?

Non si può negare che ci sono uomini vittime di violenza, e che lo stesso aggressore è anche una vittima, bisognosa di aiuto.


cosa c'è che non va in ciò che ha scritto sopra antonia?
prima di parlare di "retorica femminista da 4 lire" rifletterei un pò di più.


Poi dire che tanti casi non vengono denunciati può anche essere vero, ma non è molto verosimile. Oggi come oggi pure le nigeriane costrette a prostituirsi a cui fanno il voo doo e tengono in ostaggio la famiglia nel paese di orgine si rivolgono ai servizi sociali territoriali. Per verificare quello che dico basta fare una telefonata ai servizi sociali e verificare quante nigeriane stanno seguendo. Dubito fortemente quindi che le italiane che sono belle scafate oggi come oggi stiano zitte a subire violenza.
Certo potrà accadere ma non sono sicuramente moltissimi casi.

non credi che la violenza fisica vada di pari passo con quella psicologica? non credi che ci sono persone, quali gli immigrati senza permesso, facilmente ricattabili e condizionabili? non credi che anche chi arriva a denunciare non lo fa immediatamente, ma spesso dopo anni di passività? non importa quante persone alla fine si ribellano e decidono di raccontare tutto ai servizi sociali e alla polizia, saranno sempre troppe quelle che ancora non sappiamo cosa stanno subendo.
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