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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Cosa vuol dire pari opportunità?

Cosa vuol dire pari opportunità?

A former member
Post #: 185
:-) biggrinsmilebiggrinsmile
mitica Antonia!
Non ti preoccupare, ci hai dato talmente tanto materiale che ora che ci mettiamo in pari fai anche in tempo a fare un cinno!!
Febbraio arriva prestissimo, e non è che dobbiamo fare tutto tutto domani!!!!!!!!
a presto
giusy

PS: non mi hai commossa, ma mi hai fatto schiantar dal rider!
A former member
Post #: 117
Chissà perché mi aspettavo a questo risultato ...
Risposta a scelta:
A. - ottengo sempre questa reazione.
B. - puntavo a quello.
Prometto di essere anche seria ogni tanto - a tradimento, così non capite più quando scherzo!

Un abbraccio!
A former member
Post #: 118
Ripensandoci ho scritto una bozza sul Forum Attivi , al punto dedicato al programma.
A former member
Post #: 122
Noi che posizione prendiamo?

Cécile Kyenge Kashetu 31 gennaio alle ore 16.15 Rispondi • Segnala
Comitato Primo Marzo – Bologna
“Una giornata senza di noi. Sciopero degli "stranieri"

Stranieri non dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

Primo marzo 2011

Appello per una giornata di sciopero e di lotta dei/con i migranti:
insieme contro il razzismo, contro i ricatti, per i diritti di tutte e tutti
Il primo marzo 2010 in tutta Italia migliaia di lavoratori e lavoratrici, migranti e italiani, hanno scioperato contro la legge Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza, i CIE e il razzismo. Insieme a loro decine di migliaia di persone hanno manifestato in diverse città italiane. In quelle piazze si è espresso il rifiuto di un ricatto che oggi coinvolge tutti, attaccando diritti che si credevano acquisiti e imponendo la precarietà come unico orizzonte di vita.

I migranti vivono in questo paese una situazione di attacco permanente: truffati dallo Stato con la sanatoria del 2010, con il decreto Flussi del 2011 ancora una volta saranno chiesti soldi per tentare di emergere dalla clandestinità. Contro l'ipocrisia dei decreti flussi, sappiamo che il problema non è quante persone dovrebbero entrare o uscire, ma quali diritti sono riconosciuti a chi qui vive e lavora, a partire dal diritto di restare.

Nella crisi economica i migranti sono ancora una volta i più colpiti: in migliaia rischiano di perdere il permesso di soggiorno, in migliaia che il permesso non lo hanno vengono indicati come criminali e condannati al lavoro nero gestito dai caporali. Mentre le ragazze e i ragazzi cresciuti e nati in Italia, una volta compiuti i 18 anni dovranno sottostare ad una legge che non riconosce loro alcun diritto né cittadinanza. E' sempre più chiaro a tutti che la legge Bossi-Fini produce clandestinità non per espellere, ma per rendere tutti più ricattabili.

I migranti però sono una forza: non solo producono ormai una parte consistente del PIL (11%), si fanno carico con il lavoro delle donne della crisi di un welfare sempre più ridotto, ci sono sempre di più i loro figli nelle scuole e negli asili e le città sia grandi che piccole sono ormai multi-etniche. Sono una forza per costruire una società diversa: la presa di parola dei migranti con la “giornata senza di noi” ha saputo porre con forza la questione dello sfruttamento del lavoro, migrante e non, contro il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro, dell'espulsione, della clandestinità e della detenzione amministrativa nei CIE.

Dopo la rivolta dei migranti a Rosarno il primo marzo del 2010 ha aperto una stagione di mobilitazione generale di rifiuto dei ricatti e dello sfruttamento, passata da Pomigliano a Mirafiori, dalla lotta della gru contro la sanatoria truffa a Brescia, alla torre di Milano, alle mobilitazioni degli studenti e lo sciopero dei metalmeccanici. A Bologna, il 13 novembre una grande manifestazione ha visto sfilare migliaia di persone da tutta l’Emilia Romagna.

Sappiamo che sono molti i lavoratori per cui scioperare è ancora più difficile: da chi lavora in nero nei cantieri alle case, da chi è senza il permesso di soggiorno a chi è in attesa di un rinnovo. Dopo il primo marzo dello scorso anno, sappiamo però anche che con i migranti è possibile reagire ai ricatti e alla precarietà per difendere i diritti e conquistarne di nuovi. Per questo, dopo la manifestazione del 13 novembre che ha visto insieme coordinamenti, collettivi, sindacati, associazioni, lavoratori e studenti, lanciamo un appello per costruire il prossimo primo marzo una nuova grande giornata di sciopero e di lotta dei migranti e con i migranti contro la legge Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza, i CIE e il razzismo.

Una giornata che veda insieme migranti, precari e operai, lavoratori e studenti perché il razzismo istituzionale colpisce i migranti per rendere tutti più ricattabili. Chiediamo a tutti di essere protagonisti e di sostenere le mobilitazioni dei migranti il prossimo primo marzo. Ai sindacati chiediamo di attivarsi per sostenere concretamente i lavoratori, migranti e italiani insieme, che decideranno di astenersi dal lavoro nelle fabbriche, nelle cooperative e in tutti i luoghi di lavoro più o meno formali. A tutti questi è indirizzata questa giornata, per rendere effettivo il diritto di sciopero,per i diritti di tutte e tutti, per costruire insieme una società diversa e multiculturale rifiutando ogni complicità con provvedimenti normativi che legalizzano sfruttamento, razzismo, pregiudizio e paura.
PER ADESIONI:
Comitato Primo Marzo - Bologna:
Facebook : http://www.facebook.c...­
Web : http://primomarzo2010...­
Email: primomarzo2010bologna@gmail.com
A former member
Post #: 1,077
IDEM!

Anche l'anno scorso abbiamo partecipato!
In pochi, ma c'eravamo!
Ho ancora i nastri di stoffa gialla che portavamo!

PARI DIRITTI; PARI OPPORTUNITA'!!!
A former member
Post #: 123
Io propongo di parlare all'assemblea puntando a partecipare come MoVimento.
Principale argomento pro: alla manifestazione di 13 novembre non c'era nessuna bandiera di partito, solo di organizzazioni sindacali, associazioni ecc. Hanno guadagnato la mia fiducia!
Cosa ne dite invece di 13 febbraio, giornata di mobilitazione delle donne?
trovate detagli ai 2 link sotto

pagina facebook

blog 13 febbraio 2011

Ho trovato questo su Bologna:

L’Associazione “Orlando” aderisce alla mobilitazione
Inse non ora quando su 1 febbraio 2011 a 15:20

L’associazione “Orlando” il 13 febbraio 2011 parteciperà alla giornata nazionale di mobilitazione “Se non ora, quando”, contribuendo da subito alla sua costruzione e alla sua riuscita.
Noi stesse nel corso di un affollato incontro con Susanna Camusso presso il Centro delle donne di Bologna, il 20 gennaio, abbiamo proposto un’iniziativa nazionale di donne, grande e forte, che rimettesse la nostra voce e i nostri corpi al centro della scena pubblica.Un’iniziativa capace, al tempo stesso, di richiamare gli uomini riflessivi a prendere parola contro l’intreccio sesso/denaro/potere che oggi domina la scena pubblica nel nostro Paese.
Da più di anno con donne di Bologna e in Italia abbiamo promosso riflessione e iniziative attorno alla dignità delle donne. Attorno e tramite il corpo delle donne e la sessualità in genere, il suo controllo e mercificazione, si è strutturato un sistema che modifica la politica. È una trasformazione complessa, che non possiamo rinchiudere in analisi semplicistiche, tanto meno se ricondotte a privati casi di malcostume.
Tali fenomeni s’intrecciano e aggravano gli attacchi a Costituzione, Parlamento e Legge e la crisi del sistema rappresentativo. E s’intrecciano alla crisi economica che ha portato al 49% di inoccupazione femminile, al quasi 50% di disoccupazione tra le giovani donne e alle accresciute precarizzazione e cassa integrazione. C’è un legame tra svalutazione simbolica delle donne, la loro marginalizzazione ed esclusione nel mercato del lavoro, la loro riconduzione a ruoli sempre più pesanti di cura nella decostruzione del welfare.
Non tutte ci riconosciamo in ogni parola del documento che invita trasversalmente alla mobilitazione. Le diverse soggettività e la forza femminile sono il nostro punto di partenza; non vorremmo davvero scivolare in una contrapposizione tra donne per bene e per male.
Ma ne condividiamo l’intento, lo spirito e l’opportuno tempismo. Vogliamo quindi essere in piazza a Bologna il 13 febbraio, unendo la nostra indignazione a quelle di altre e di altri e portando le nostre parole e visioni.
Invitiamo chi vuole continuare a prendere parola e agire contro questo stato di cose ad un incontro pubblico lunedì 7 febbraio alle ore 20,30 al Centro delle donne (Palazzina, via del Piombo 7), per organizzare la mobilitazione, discutendone le forme e i contenuti.

Associazione “Orlando”
Bologna, 31.1.2011

A former member
Post #: 747
Immigrazione e integrazione: online il report sulle politiche regionali

È disponibile online il report che fa il punto sulle politiche regionali per l'integrazione dei cittadini stranieri, documento significativo che attraverso l’analisi dettagliata dei Piani Sociali di Zona e dei Piani Provinciali riprende, restituendone una sorta di mappa virtuale, le azioni che sono state realizzate in questo campo nell'anno 2009. Il report, realizzato nel settembre del 2010, è a cura del Servizio regionale Politiche per l’accoglienza e l'integrazione sociale della regione Emilia-Romagna.

La lettura getta un fascio di luce sulla presenza dei cittadini stranieri sul nostro territorio, ma ancor più incisivamente disegna il volto della nostra società di accoglienza dicendoci quanto efficace, flessibile e vicino alle esigenze di tutti, e forse dei più deboli, è il nostro welfare, quanto ha saputo cambiare per adattarsi ad una popolazione in costante e rapido mutamento, dinamica e vitale, ma anche sempre più complessa. Un welfare efficiente che non discrimini e rimetta al centro quelli che per molti bolognesi sono ancora "altri" costituisce l'indispensabile collante per le società di oggi e di domani.

Il programma 2009-2011 per l'integrazione sociale messo a punto dalla Regione tocca tutti i punti nevralgici delle politiche pubbliche (casa, lavoro, scuola, formazione, sanità) individuando tre obiettivi strategici: la promozione dell'apprendimento della lingua italiana, competenza indispensabile per una piena cittadinanza sociale e politica, l'aumento della coesione sociale attraverso processi di conoscenza e mediazione, l'attività di contrasto al razzismo e alle discriminazioni.

Nel corso degli anni, l'attenzione al territorio ha guidato l'evoluzione degli strumenti di programmazione, per cui negli anni 2008-2009 si è costituito un Fondo Sociale Locale che ha scalzato la logica dei progetti finalizzati per garantire percentuali minime di spesa nei vari settori- fra cui l'integrazione degli immigrati – su scala distrettuale. Accanto è stato altresì mantenuto uno specifico piano di programmazione provinciale per l'integrazione dei cittadini stranieri. Nel 2009 il 13% delle risorse del Fondo Sociale Locale, per un ammontare di 2.483.000 euro sono state destinate all'integrazione (Dgr 166/2009).

La spesa complessiva programmata nel 2009 per l'integrazione dei cittadini stranieri attraverso il Fondo Sociale ammonta a 6 milioni di euro, di cui 3 milioni derivanti da risorse regionali e 3 milioni cofinanziati da Comuni, Ausl, soggetti privati e del Terzo Settore. Accanto a questa somma una serie di progettazioni totalmente a carico degli Enti Locali, fa sì che la spesa programmata superi i 10 milioni di euro.
Alfabetizzazione, mediazione, informazione e progetti antidiscriminazione costituiscono oltre il 70% della spesa programmata, l'ossatura di una rete di interventi a cui vanno ad aggiungersi il supporto dato ai Centri Interculturali e alla formazione degli operatori, all'Associazionismo migrante e alla partecipazione alla vita pubblica attraverso Consulte e Forum. Non mancano gli interventi rivolti a target specifici: richiedenti asilo e rifugiati, giovani di origine straniera, vittime della tratta, minori non accompagnati, donne in condizione di isolamento sociale.


La tenuta della società, la sua crescita dinamica e libera da pregiudizi, aperta alla partecipazione degli immigrati e non costretta a subirne la presenza è l’obiettivo del Programma della Regione, che non nasconde il contributo degli immigrati al lavoro e alla ricchezza regionale (11,7 del PIL nel 2007) ma anche del loro crescente apporto al gettito contributivo e fiscale. Nel 2008, dall’occupazione straniera, sono venuti 733 milioni di euro e 358 milioni di gettito fiscale: un gettito che il welfare italiano, utilizzato in gran parte per garantire pensioni e assistenza sociosanitaria agli anziani, restituisce in minima parte ad una popolazione giovane.
http://www.bandieragi...­

Il Report >> http://www.emiliaroma...­

A former member
Post #: 125


Cosa ne dite invece di 13 febbraio, giornata di mobilitazione delle donne?
Questa dovrebbe essere parecchio politicizzata, ma io ci vorrei andare.
Bisogna capire come. Pensiamoci.

Sul sito promettono di non volere nessuna bandiera di partito o sindacale. Non so se questo è riferito solo a Roma, spero di no. Potremmo capirlo andando all'incontro pubblico lunedì 7 febbraio alle ore 20,30 al Centro delle donne (Palazzina, via del Piombo 7).
Adesso scrivo sul loro blog (già fatto su Facebook) un appunto sull'espressione "donne italiane". Come, nemmeno nella protesta ci contano - noi, povere straniere, e gli uomini che stanno dalla nostra?
A former member
Post #: 130
Comincio con tre grazie:
Grazie, Federica, per l'articolo sulle politiche regionali su immigrazione e integrazione. Il sito dell’assessorato, Emilia-Romagna Sociale, come l'assessorato stesso, mi sembra il meno toccato da autoreferenzialità e autocelebrazione tra tutti, molto meglio anche di quello locale.
Grazie due volte a Pasquale.
1. Cameron si è svegliato! Hurrah! Dopo tanti anni che gli specialisti nazionali e internazionali, come gli stessi abitanti del suo paese, lamentano che il modello britannico porta un unico nome, "ghetto", lo ammette pubblicamente. Ci vuole molta umiltà e onesta per farlo. Ci vuole anche una mannaia come il terrorismo per capire che la giustapposizione di persone, o di comunità, non può essere chiamato società, ma indifferenza, che fa rima con mancanza di reale interesse per i propri cittadini, cioè una miccia accesa!
L'articolo chiama in causa il modello americano, senza però sottolineare i suoi difetti: prendi tutto quello che ti arriva - lo butti nella mischia - e per miracolo viene fuori un americano, bello integrato, omologato, uniformato. Cioè con differenze solo apparenti, sotto sotto sono tutti uguali. Brr, mi sembra di vedere il video dei Pink Floyd, Another brick in the wall. Parliamo di esseri umani, o di mattoncini Lego?
Che modelli antropologici superati!
Quando capiranno tutti che nella vita (come nel nostro MU) uno vale sempre uno? Che ciascuno è differente, è se stesso e non la triste copia di un modello deciso arbitrariamente da qualcuno?
Il futuro - che è già presente - è l'intercultura. Abbiamo molte cose in comune, e di buon grado prendiamo in prestito e facciamo nostri elementi culturali più disparati, solo perché ci vanno a genio. Lo facciamo da sempre, senza accorgerci, creando così una cultura nuova, condivisa. Mangio turco e greco, bevo romeno, compro russo, viaggio tedesco, vesto italiano, parlo inglese, leggo francese, adoro le stampe cinesi, vedo film americano, ascolto italiano e internazionale, sogno svedese e finlandese ... ricordo irlandese ... perché inscatolarmi nel discorso romena/italiana? E' impossibile!
2. In Italia, come dappertutto nel mondo, se paghi puoi corrompere un medico che copre l'intervento - su femminucce o maschietti - con un'inventata emergenza sanitaria - che ne so? un’infezione? e zac! E poi, com'era anni fa per l'aborto (e c'è ancora adesso in certe realtà italiane), c'è sempre un approfittatore o un fanatico non medico pronto a convincerti che ciò che fai è giusto e lui e lì per aiutarti - sotto gli occhi della comunità compiaciuta, che così può esercitare il suo controllo!
Hai voglia a dire che spesso si tratta di anziane della stessa comunità a praticare l'intervento - ascoltate le loro giustificazioni: chi non è tagliata non troverà mai marito, non sarà accettata nella società ... diventerà schiava del piacere, praticamente una zoccola ... Sento sempre lo stesso concetto: la donna non vale un fico se non fa di tutto per piacere ad un uomo, e avere un buon marito.
Trattandosi di un problema così delicato l'attacco diretto non serve a niente, perché crea martiri e resistenze, nasce una situazione "uomo/donna bianca insegna te povera sprovveduta come vivere meglio" . La strada è l'informazione sanitaria dettagliata, ma soprattutto un atteggiamento di aiuto fraterno, lontano mille miglia da un neocolonialismo mascherato. E' l'emancipazione di queste donne perché scelgano loro. Non la loro comunità, e non noi.
Facevo accenno anche alla circoncisione. E' un problema diverso, ma altrettanto sensibile. Non scrivo niente in merito per non uscire off topic.
A former member
Post #: 132
Ho aperto una nuova discussione sulla partecipazione alla manifestazione del 13 febbraio qui:
http://www.meetup.com/grillibologna/messages/boards/thread/10408909­
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