Laboratorio welfare e sociale

INTRODUZIONE ALLA SEZIONE WELFARE DEL PROGRAMMA ELETTORALE MOVIMENTO 5 STELLE BRESCIA

Oggi, data la complessità della società odierna e l’esistenza di molteplici attori sociali, che concorrono sul territorio, è difficile poter ragionare o definire il modello di Welfare attuale.

In Italia dagli anni 70 in poi si sono venuti a creare una pluralità di Welfare, che purtroppo in molte occasioni, sono entrati in collisione creando confusione nel cittadino e sperpero di risorse.
Possiamo parlare di un Welfare nazionale, che si è via via ridotto nel corso del tempo, con il potenziamento delle autonomie locali, rimanendo oggi principalmente in ambito scolastico.
Tale modello è rimasto ancorato ai principi del cosiddetto “ Welfare state” con lo stato decisiore ed organizzatore di servizi utilizzando il modello standardizzato, come strumento ai problemi del cittadino.
Dal 2001 ad oggi, con la riforma del titolo V della Costituzione si sono venuti a creare ulteriori modelli di Welfare di ordine regionale, principalmente in ambito sanitario.
La regione Lombardia ha scelto da tempo la strada della cosiddetta liberalizzazione/ mercantilizzazione dei servizi socio sanitari con il meccanismo degli accreditamenti e dei vaucher che dall’alto degli organi decisori hanno condizionato/plasmato il mercato degli erogatori del servizio.
Per quanto riguarda i comuni a loro spetta l’organizzazione delle politiche sociali.
Poter affermare con chiarezza a quale modello di Welfare il comune di Brescia nel corso del tempo si sia ispirato è molto difficile poiché si sono verificate una sovrapposizione di idee e di culture, che hanno modificato le linee guida, senza riuscire a tracciare un percorso ragionato di lungo periodo.

Come movimento 5 stelle: vogliamo creare un Welfare che sia in grado di stimolare ed ampliare il Capitale Sociale della cittadinanza.
Ovvero il patrimonio che ciascuno di noi può mettere in campo per risolvere i problemi, riuscendo ad andare oltre il puro agire per denaro.
Sviluppare una politica sociale che veda nell’ assessorato e negli operatori sociali agenti che facilitano i progetti e le risorse che il territorio è in grado di offrire, non condizionandoli dall’alto , ma facilitandone la cooperazione al fine di creare una rete di fronteggiamento del problema attento
ai bisogni della persona.
Attuando cosi un accurata gestione delle risorse pubbliche per la realizzazione di un vero modello di Welfare comunitario.

PROGRAMMA SCUOLA

L’istruzione oggi a Brescia sta soffrendo una situazione di vera emergenza.
Nel corso degli anni i finanziamenti per la scuola pubblica ha visto dei tagli continui ed esponenziali che non solo ne stanno compromettendo la qualità,ma ne mettono addirittura a rischio la sopravvivenza stessa.

Il comune gestisce oggi in modo diretto 21 scuole dell’Infanzia e 12 Asili Nido. E' responsabile della messa in sicurezza degli edifici degli istituti scolastici statali, ai quali elargisce anche finanziamenti integrativi. Finanziamenti che hanno permesso a tutte le scuole di poter effettuare importanti progetti che hanno reso le scuole bresciane di qualità.
Negli anni questi finanziamenti hanno subito continui pesanti tagli ed alcuni progetti sono stati notevolmente ridimensionati o eliminati.

Anche le scuole dell’infanzia e gli asili nidi comunali hanno visto negli ultimi anni un calo continuo dei finanziamenti, costringendo talvolta le scuole a rivedere la propria organizzazione didattica.
Provvedimenti come la sostituzione di insegnanti ad orario dimezzato, la copertura ad orario ridotto dei bambini disabili e delle sostituzioni di lungo periodo e, in previsione l’aumento di bambini per sezione, stanno mettendo a rischio l’alta qualità del servizio offerto, che invece ha da sempre contraddistinto le scuole comunali bresciane nei suoi 130 anni di storia.

INSERIMENTO LINK SULLA STORIA DELLE SCUOLE COMUNALI

OBBIETTIVO E PROPOSTE

Il movimento 5 stelle mette al centro del proprio programma il Bambino, il suo DIRITTO ad un istruzione di qualità qualsiasi la sua nazionalità, etnia ed estrazione sociale. A tutti i bambini va garantita l’opportunità di una crescita educativa e relazionale di qualità. Vanno dunque garantiti i finanziamenti e gli strumenti necessari affinchè ciò si possa realizzare. Solo investendo sui nostri bambini, sui nostri ragazzi, possiamo pensare di costruire una società migliore.

Il Mov5Stelle si impegna dunque a ripristinare i finanziamenti integrativi alle scuole statali che hanno da sempre permesso la realizzazione di progetti importanti.
Riteniamo prioritario garantire i finanziamenti per il diritto allo studio ed
il progetto alfabetizzazione per i bambini stranieri, molto importanti vista la numerosa presenza dei bambini stranieri in tutte le scuole della città.

Per quanto riguarda le scuole dell’Infanzia comunali, il Mov5Stelle si impegna a non aumentare il numero di bambini per sezione.
Il ripristino delle sostituzioni a tempo pieno per tutte le supplenze e gli incarichi sul sostegno.
Si impegna a garantire la massima efficienza del servizio, eliminando le eventuali situazioni di sprechi e garantendo gli investimenti adeguati.

Verrà attivato un sistema di raccolta del livello di gradimento degli utenti e di eventuali suggerimenti.
Si impegnerà a non chiudere nessuna sezione se non la dove non si dovesse eventualmente raggiungere il numero minimo di bambini iscritti, esaurite le liste d’attesa dei residenti più vicini e non.

Si impegnerà a fare un censimento di tutte le strutture scolastiche e valutare le priorità di eventuali interventi per la loro messa in sicurezza.

Si impegnerà a revisionare il contratto stipulato con le scuole dell’infanzia private e convenzionate che ricevono finanziamenti. Tale contratto risulta in scadenza nel 2015.

Si impegnerà ad incentivare all'interno delle scuole interessate, progetti verdi o sulla separazione e raccolta dei rifiuti.


PROGRAMMA SFRATTI

A causa della crisi economica e della perdita del lavoro da parte di migliaia di persone oggi il diritto ad avere un abitazione e l'unita' della famiglia sono messe in seria discussione.
Sono oggi circa 2000 le famiglie nel solo bresciano che risultano sotto sfratto esecutivo per morosità, dovuto quasi nella totalità dei casi ad una completa mancanza di reddito.

PROPOSTE

Il Movimento 5 Stelle come primo impegno forte di fronte ad una tale emergenza sociale programma di avviare una trattativa con le autorità statali competenti per ottenere una moratoria sugli sfratti e contemporaneamente un blocco del pagamento dell’IMU per i proprietari degli appartamenti coinvolti.

Verrà inoltre fatto un censimento di tutti gli immobili comunali e non, che sono sfitti e abbandonati in città. Laddove verranno individuati immobili di proprietà privata idonei ad un uso abitativo, si avvieranno delle trattative con i proprietari per ottenere un affitto degli immobili a canone agevolato.
Per gli immobili che comunque rimarrebbero sfitti e non utilizzati si potrebbe prevedere il pagamento dell'aliquota massima dell'IMU.

Il Movimento 5 Stelle si impegnerà ad aumentare il fondo a sostegno delle famiglie sotto sfratto e a rischio che dimostrino non avere nessun reddito.
L'erogazione del sostegno economico verrebbe concordato individualmente con le famiglie sotto sfratto, individuando, a secondo dei casi, dei piani di restituzione del sostegno economico mediante attività lavorativa (come ad esempio lavori socialmente utili).
Mentre il ricorso alla separazione delle famiglie, con figli o mamma con figli che vengono affidate alle comunità di accoglienza e seguiti dai servizi sociali, verrà presa in considerazione solo nei casi in cui tale provvedimento vada a tutela dei bambini e della mamma. Ciò per una questione di forte rispetto e tutela dell’unione familiare e dei bambini, ma anche per una migliore gestione economica del problema in quanto l’accoglienza in comunità comporta un notevole costo per il comune.

Programma GIOVANI
Cosa fare a Brescia
I N T R O D U Z I O N E
Giovani:
il movimento 5 stelle mette al centro del proprio programma i giovani. La vera emergenza di ogni Città deve ricominciare ad investire sul proprio futuro. Da troppo tempo lo sguardo della politica ha smesso di puntare avanti, schiacciando le nostre Città sul presente e sul passato, togliendogli slancio e prospettiva. È urgente invertire questa tendenza, occuparsi del presente pensando al tempo prossimo e a dove vogliamo che la nostra Città sia tra cinque, dieci anni. Mossi da questa convinzione abbiamo elaborato la campagna che presentiamo in queste pagine, una campagna corredata da una serie ampia di proposte che offriamo al dibattito pubblico e politico. Il tema dei giovani non è un dettaglio ma il cuore di un grande Città e del Paese. Pensiamo che l’allarmante, a volte tragica, situazione economica vissuta dalla maggioranza dei giovani sia la vera urgenza nazionale-locale e il frutto più chiaro del fallimento della politica degli ultimi quindici anni. Concentrarsi sul tema dei giovani significa, dunque, occuparsi di molte cose: della parte più fresca e creativa del paese, del futuro di tutti noi e di una politica che torni a mettere al centro della discussione il bene comune. Il bene comune non è una ricetta preconfezionata ma frutto dell’elaborazione, dell’approfondimento e della discussione pubblica. E questo significa che – a meno di un intervento tempestivo – la prospettiva è ancora più difficile della situazione di oggi, perché la stagnazione economica sta indebolendo socialmente ed economicamente la spina dorsale dell’Italia del futuro prossimo. Tornare a investire sul futuro, invertire la spirale del declino e tornare a trovare le ragioni dell’orgoglio della nostra Città e nazionale anche per quello che facciamo, oltre che per quello che siamo. Eppure, in un contesto difficile, con risorse economiche sempre più ridotte, con opportunità negate, nonostante grandi ostacoli, i giovani delle nostre Città sono protagonisti di grandi sforzi e di un lavoro silenzioso ma fondamentale che ha aiutato la nostra Città a non declinare ulteriormente, a non trasformare le enormi difficoltà in una resa. Il nostro punto di partenza è netto: il tema giovanile è la vera emergenza locale-nazionale e, come ogni questione complessa, va affrontata con strumenti adeguati e multiformi-multiculturali, parte dei quali è individuata nelle pagine che seguono. Come sempre, offriamo le nostre analisi al dibattito, lanciando una campagna di discussione che coinvolgerà migliaia di Cittadini di tutte le età e di ogni cultura, convinti che sia ora di voltare pagina.

Dove e come ci si può incontrare a Brescia?
La mia prima domanda: Cosa fare a Brescia lo pubblicate anche in altre lingue oltre all’Italiano? La versione in Inglese, Spagnolo , francese, e tedesco e altre lingue sarebbe gradita ai tanti nuovi Cittadini giovani stranieri che ci sono in Brescia e provincia. Insomma, ci auguriamo che Brescia possa essere una sorta di libretto d’istruzioni per la città giovane, da tenere sempre a portata di mano - o di click - e che, anche grazie alle opportunità che già ci sono, anche tu possa partecipare attivamente per viverla a pieno e renderla sempre più a misura di giovane! Questa potesi di creare la pubblicazione è innovativa rispetto ai precedenti quaderni curati dall’URP-Sportello Informativo Giovani. Noi crediamo al Multiente perché deve interagire da un intenso lavoro di collaborazione e partecipazione con diverse realtà del terzo settore e dell’amministrazione pubblica. La sinergia tra soggetti che lavorano con i giovani, alcuni uffici pubblici e il gli Oratori deve dare vita a una guida sintetica che vuole essere di aiuto ai/alle giovani presenti sul territorio. Gli argomenti trattati vanno dalla formazione al volontariato, dal tempo libero alla salute e cercano di orientare a facilitare l’accesso ai servizi presenti sul territorio. La guida dovrà essere più che mai un quaderno utile e speriamo possa esserlo in modo particolare per i giovani cittadini e cittadine di ogni cultura.

SOMMARIO

FORMAZIONE, LAVORO, ABITARE, CONSUMI CRITICO, VOLONTARIATO E CITTADINANZA ATTIVA, SALUTE E BENESSERE, TEMPO LIBERO E CREATIVITA’, VIAGGI, CITTADINANZA ATTIVA, CONSULTA degli STUDENTI,
Forum Giovani Brescia, Area giovani della Regione Lombardia, Diventare volontario/a (BANCA DEL TEMPO).
Nella sezione Abitare perché non considerare anche quanto è diffuso all’estero cioè la “casa/famiglia”intesa come la famiglia italiana che ospita un giovane che studia o lavora , giovane non necessariamente straniero ma semplicemente distante da casa sua, risparmiandogli il viaggio andata e ritorno, una parte di affitto.
Il giovane ospitato,specialmente se studente ,potrebbe pagare un piccolo contributo alla famiglia che lo ospita , sicuramente inferiore a quello di un affitto magari dando in cambio un aiuto nello studio ai figli della famiglia stessa!il classico “dare ripetizioni”, sostenere, nella sua casa, il ragazzo che ha bisogno dell’insegnante di sostegno!.
La consulta Provinciale degli studenti potrebbe essere il contatto fra Comune e provincia e gli insegnanti-tutor delle scuole professionali perché gli studenti possano fare il loro stage presso il comune-provincia stessi impiegati nei lavori:
 distribuzione volantini e informativa comunale come è già stato fatto per i cassa-integrati.
 occuparsi del verde pubblico, porto l’esempio degli istituti agrari che potrebbero mandare i loro studenti a curare le aiuole comunali-provinciali,i parchi pubblici etc ora gestiti da ditte esterne un tempo curate dallo “stradino”.
 imparare a seguire un acquedotto e la rete di distribuzione,
 la raccolta differenziata nelle innumerevoli Isole ecologiche,
 l’illuminazione pubblica dalla sua progettazione alla realizzazione e gestione e possibilità di fare sperimentazione per idee nuove.
 il servizio mensa agli anziani con l’aiuto alla distribuzione, negli asili comunali :vedo bene in questo ambito le scuole alberghiere!
 servizio di custodia, apertura e chiusura dei locali
 Biblioteche comunali per i prestiti, i solleciti alla restituzione, la catalogazione,l’appoggio agli utenti x la ricerca e consultazione dei testi e magari un aiuto x la realizzazione dei compiti scolastici se prevedono l’approfondimento e/o la ricerca: vedo bene le scuole umanistiche impegnate con i loro studenti in questo servizio ai più piccoli.
La Polizia locale potrebbe prendersi carico di uno studente in ciascun comando e dargli la possibilità di “fare un periodo formativo sul campo “ previa periodo di formazione minima teorica con verifica finale.
Sarebbe interessante che lo studente veda le attività dei suoi coetanei dal lato della polizia locale;anche sul lato della moderazione della velocità ,dell’alcool e la guida sarebbe interessante un periodo di affiancamento dei giovani alla “tanto odiata polizia locale”!!
Pensionati , “adulti-disoccupati-licenziati “e giovani.
Ora si avvia il processo di licenziamento degli adulti non ancora “idonei”alla pensione, oltre al fuggi-fuggi di chi ha i requisiti minimi x la pensione ma è anagraficamente ancora giovane,oltre ancora agli anziani in pensione ma ancora intellettualmente attivi.
Questi adulti potrebbero “prendersi cura di un giovane “per trasmettergli “l’arte del mestiere” che lui stesso faceva,sia per i mestieri che impiegano il fisico sia per quelli che occupano la mente es il ragioniere, il segretario, il cassiere ,l’ingegnere,etc.
L’ente pubblico o privato deve offrire al giovane un riconoscimento formativo spendibile in futuro nella ricerca del “lavoro della vita” cioè quel lavoro che poi ti permetterà di sostenere i bisogni della vita sia da singolo individuo che da componente una famiglia.Il beneficio è x entrambi.l’ente conosce il potenziale lavoratore e il lavoratore già conosce cosa gli si chiede.

SENZA FISSA DIMORA

Premessa
Oggi il numero dei senza fissa dimora a Brescia non fa più rumore: le case di accoglienza cittadine sono sempre piene, ma la pressione alle loro porte è calata rispetto ad una volta. Non si rileva quindi la necessità di aumentare il numero di posti letto nei “dormitori” o di costruirne di nuovi.
Si evidenza invece un aumento del numero dei “penultimi”, i nuovi poveri, non più degli “ultimi” della società.
Aumentano le richieste di aiuto da parte dei cittadini italiani rispetto a quelli immigrati, con un’inversione di tendenza rispetto al passato.
I problemi maggiori riguardano soprattutto le spese straordinarie, come ad esempio le spese di riattivazione dei servizi tipo elettricità, gas, ecc. o le caparre per avere in affitto un appartamento e mettono maggiormente in difficoltà le famiglie e gli anziani.
Il problema dei “furbi” ha purtroppo portato a tagli generalizzati, che non sono però la risposta adeguata.
purtroppo si riscontra come sia in atto, un comportamento poco virtuoso, dei Servizi territoriali sparsi nei vari Ambiti provinciali.
Poichè presi dalle difficoltà del caso, oltre che da quelle economiche, preferiscono inviare la persona presso un servizio maggiormente strutturato, che spesso risiede nel comune capoluogo, provocando inevitabilmente un suo intasamento.

Obiettivo

L’obiettivo generale è quello che privato sociale e pubblico lavorino insieme per risolvere il problema sociale. L’attenzione alla presa in carico della persona e dei diritti fondamentali deve essere prioritaria per l’amministrazione, ma anche e soprattutto per la società tutta. La sicurezza sociale non la si ottiene con la creazione di ronde o l’aumento dei vigili di quartiere, ma creando maggior coalizione sociale.
La risposta alle richieste di aiuto che giungono dalle famiglie sul territorio non deve essere solo di tipo materiale, ma deve portare ad un reinserimento reale nella società.
La soluzione al problema dei “furbi” non deve essere data dai tagli indiscriminati, ma da investimenti volti a scovarli e far loro restituire quanto avuto “ingiustamente”.

Proposta

• Creazione di una rete di collaborazione tra le associazioni (“terzo e quarto settore”), coordinata dai servizi sociali del Comune.
• Valutazione della possibilità di progetti di co-housing (coabitazione), che permettano alle persone in difficoltà di essere supportate in una vita più autonoma e diversa da quella che conducono “appoggiandosi” sulle case di accoglienza cittadine.
• Progetti volti al recupero della rete sociale e di solidarietà, con una collaborazione con le banche del tempo cittadine e le varie realtà associazionistiche



PROGRAMMA IMMIGRAZIONE

Premessa:

L’immigrazione è un grande problema politico di livello nazionale che inevitabilmente si riflette anche a livello amministrativo.
Nel comune di Brescia la popolazione straniera ricopre circa il 18,7% della popolazione totale (dati statistici 2011 del comune di BS) , cioè costituisce una parte considervole della società, che tuttavia non risulta ancora,per molti aspetti,integrata. I principali ostacoli all’integrazione possono essere ricondotti :
. alla mancanza di un’abitazione;
. all’essere in una situazione di clandestinità ( che porta ad emarginazione e sfruttamento);
. al rallentamento a cui va incontro il percorso di studi,o formativo, dello straniero ( a causa della lingua o della diversità di culture );
. ad aspetti sanitari.

Obiettivo:

Il Movimento 5 stelle, avendo come primo riferimento la Costituzione, considera centrale il principio della Dignità della persona. La stragrande maggioranza degli stranieri che vivono sul territorio non pretendono, ai fini della loro integrazione sociale, altro che i mezzi necessari per il raggiungimento di una dignità effettiva, che sono costituiti dal Lavoro e dalla Casa. Per realizzare questo diritto si rende preziosa la collaborazione con le varie realtà di volontariato e associative esistenti ed attive da tempo sul territorio. In che cosa consistono le loro attività? Agendo per puri fini solidarstici, gruppi di persone organizzano corsi d’insegnamento della lingua italiana e/o corsi di formazione professionale, danno supporto a chi versa in condizioni di bisogno ( mancanza di lavoro e di un abitazione) etc....
Ma nello svolgere le loro attività, queste associazioni risentono molto della mancanza di un appoggio istituzionale:Comune darebbe quel “Quid” necessario in più perchè, da sole le associazioni non bastano, e nel rapporto con la questura verrebbe sicuramente ascoltato maggiomente ( il rapporto con la questura è necessario per esempio per il problema dei permessi di soggiorno, dei ricongiungimenti, del lavoro...).

Proposte:

Come primo punto il Movimento 5 stelle punta ad incentivare l’insegnamento ( della lingua, cultura, dell’educazione civica ) e la formazione tecnico-professionale della persona.
Per garantire un legame stretto fra amministrazione e società civile, istituire una organo ad hoc,formato da forze dell’ordine,associazioni laiche e della chiesa, rappresentanti del mondo dei migranti, in modo tale da avere un nucleo di supporto.....
(probblema delle abitazioni da risolvere!!!)


INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE

La finalità del presente progetto è quella di favorire l’occupazione di categorie svantaggiate e/o disagiate mediante incentivi ai lavoratori che mirino a garantirne la formazione di base, sgravando così le imprese, eventuali datrici di lavoro, da oneri fissi che necessariamente dovrebbero sostenere.
L’idea motrice è quindi quella di garantire la corretta gestione e la buona resa del finanziamento.
Ciò avverrebbe centrando l’aiuto sulla figura “debole” del rapporto: il Lavoratore appunto.
A seguito della sottoscrizione di un accordo/convenzione con una società accreditata presso il Ministero per l’erogazione di formazione continua, il Comune si impegna a stanziare un fondo che permetta a categorie disagiate o deboli:
- disoccupati over 45
- laureati under 30
- donne non più nel mercato del lavoro entro un anno dal termine della gravidanza facoltativa
- disabili fino al 50% come percentuale di disabilità
di venire formati nell’ambito della Sicurezza ed Igiene sul Lavoro - D.Lgs. 81/2008 – in quelle che sono disciplinate come figure obbligatorie e nella fattispecie:
- formazione per Addetto Primo soccorso,
- formazione per Addetto Antincendio,
- formazione per RLS e
- formazione per RSPP non datore di lavoro.
A seguito di un’analisi condotta sulla realtà lavorativa del Comune di Brescia, si rileva che il tessuto aziendale sia costituito principalmente da piccole/medie imprese; si considera quindi che il risparmio annuo per un’azienda che assuma lavoratori formati in questo modo possa arrivare a 3.000 € per ogni assunto.

Un ulteriore progetto riguarda la formazione professionale obbligatoria nell’Apprendistato.
Si ritiene che il Comune potrebbe stanziare risorse da erogarsi come contributo a Fondo Perduto, a quelle imprese che si impegneranno ad assumere nuovo personale Apprendista a fronte del monte ore di formazione obbligatoria, pari a 120 ore annue, che questo dipendente sarà tenuto a svolgere.
Il contributo potrebbe essere conteggiato in percentuale (ad esempio il 20%) sul totale annuo della contribuzione sostenuta dall’impresa per il neoassunto.

Incentivi al telelavoro: il Comune si ritiene possa stanziare un fondo per l’acquisto dell’attrezzatura necessaria, come il modem e la predisposizione telematica, per favorire l’utilizzo del telelavoro da parte delle aziende. Questo significherebbe un notevole risparmio sia per l’azienda che per il lavoratore, non più costretto a pagare per la tratta casa-lavoro / lavoro-casa e per l’eventuale vitto giornaliero se non riconosciuto dal datore.


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