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Conferenza di Susan George a Ginevra (18/11/2013)

Maurizio M.
user 9064911
Lausanne, CH
Post #: 772
Per la prima volta ho assistito ad una conferenza a Ginevra su temi "rivoluzionari" a cui hanno partecipato più di 10 persone :)

In effetti eravamo circa 200 (l'auditorium dell'HETS di Ginevra era pieno) ad ascoltare le parole di Susan George, 78enne con il cervello di una 30enne.
Quello che più mi ha impressionato è stata la sua capacità di sintesi e analisi di una situazione odierna così complicata. Cercherò di riassumere i punti da lei toccati.

Stiamo vivendo un periodo in cui per la prima volta i cittadini non hanno più chiaro chi li stia governando e dove vengano prese le decisioni in realtà. A livello europeo questo è ancora più evidente che a livello nazionale. Sono le lobby o i parlamentari a scrivere le leggi?

Se per "democrazia" intendiamo quella forma di potere caratterizzata da "elezioni", "separazione dei poteri" e "carta costituzionale", possiamo considerare le multinazionali organismi degni di esistere in una democrazia?

La guerra dei ricchi contro i poveri è oramai per escluderli completamente. Un senatore del Tea Party è arrivato a dire poco tempo fa "Quelli che non lavorano non hanno il diritto di mangiare".
I neoliberisti pensano che solo il capitale e gli imprenditori generino ricchezza, non il lavoro, i lavoratori e la natura stessa.
La divisione è oramai tra chi guadagna (o, in questo momento di crisi, potrebbe guadagnare) dal lavoro e chi dalla rendita.

Anche in questo periodo di crisi mondiale c'è stato chi ha guadagnato.
Secondo Krugman, negli Stati Uniti l'85% di questo guadagno è andato all'1% della popolazione mentre il 60% di questo 85% (quindi il 51% del totale) è andato allo 0.1%.

Le multinazionali hanno ora il potere di scrivere direttamente le leggi, non solo di "aiutare" a scriverle.
C'è un'enorme disparità tra i poteri dei lobbisti e quelli dei cittadini. In Europa i lobbisti non hanno nemmeno un registro obbligatorio. (Si è creato un gruppo che spingeva verso la creazione di un registro obbligatorio, ma la presidenza del gruppo è stata data ad un lobbista...)

Le multinazionali ora fondano Istituti, Fondazioni, Associazioni, "Grassroot groups" con l'aura "democratica" ma creati per difendere ideologicamente i loro prodotti attraverso ricerche pseudo-scientifiche senza, ad esempio, risultare direttamente tra i finanziatori delle ricerche stesse.
Hanno scoperto che è sufficiente creare il dubbio nei consumatori su alcune argomentazioni degli scienziati (es. riscaldamento climatico, fumo che uccide, radiazioni dei cellulari) per continuare a vendere prodotti anche nocivi.
Altro utilizzo sistematico da parte delle multinazionali è quello dell'instillare paure.

Parlando di finanza: dall'inizio della crisi nessun nuovo regolamento che possa evitare il ripetersi della crisi.
Anzi, l'utilizzo dei prodotti derivati è ancora cresciuto.
E sono prodotti che non contribuiscono in alcun modo all'economia mondiale.

Uno studio del politecnico di Zurigo ha stabilito che 147 organismi controllano il 40% della ricchezza generata da 43000 multinazionali.
La colpa della crisi è anche dovuta a questa concentrazione e interconnessione.
Dei 50 organismi più ricchi, 48 sono banche. Nelle prime 10, 2 sono banche svizzere.

Manca un organismo sovrannazionale dalla parte dei cittadini.
Ad esempio, un organismo preposto alla regolamentazione dei sistemi di tassazione, l'International Accounting Standards Board, suggerisce esso stesso alle multinazionali quali siano i metodi per evadere le tasse (ad es. registrare utili alle Cayman e le perdite in Svizzera)

Susan George è una sostenitrice dell'accounting "country by country" per il quale ogni multinazionale dovrebbe redigere rapporti sui guadagni generati in ciascun paese dove è presente una sua sede.

Infine si è discusso dell'accordo transatlantico sul commercio (che di commerciale non ha niente dato che oramai già tutto il commercio mondiale è deregolamentato e poco costoso, tranne il commercio di automobili e l'agricoltura).
Secondo questo accordo gli Stati Nazionali non potranno più impedire l'utilizzo di OGM o gli additivi alimentari tossici, né regolamentare la finanza o la protezione dei dati su internet.
Ogni stato dovrà semplicemente fare in modo di mettersi in conformità a quanto scritto in questo trattato internazionale.
Sarà più semplice per le multinazionali citare in giudizio Stati che, ad esempio, hanno scelto di interrompere il programma nucleare, o che ritirano i permessi per lo shale gas (in italiano "gas da argille"...), o che innalzano i salari minimi.

Si è poi accennato alla manifestazione del 3 Dicembre alle 18 all'Esplanade du Mont Blanc (luogo da confermare) a Ginevra

Infine la mia impressione generale è che Susan George non sia così ottimista sul futuro del mondo.
L'unica soluzione che intravede è che sempre più persone siano informate su questi argomenti.

Voi che ne pensate? Basterà?

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