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Amici di Beppe Grillo di Roma Message Board › Quale verità?"ZERO - Inchiesta sull'11 settembre"il DVD


Quale verità?
"ZERO - Inchiesta sull'11 settembre"
il DVD

Roberto Di P.
RobertoDP
Roma, RM
Post #: 177
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE!


"ZERO - inchiesta sull'11 settembre" è uno dei rari progetti cinematografici mondiali realizzato grazie ad un azionariato popolare! QUESTO E' STATO L'UNICO MODO PER FAR USCIRE UN FILM SU UN ARGOMENTO TANTO SCOMODO! "ZERO" è un film italiano, che nonostante sia stato visto da almeno 50 milioni di persone (nei passaggi televisivi) nel mondo, non è ancora rientrato dei 500.000 euro spesi per la sua realizzazione, in modo tale da poterli restituire a chi ha finanziato il film.

Ora è possibile scaricarlo a 2,99 euro dal sito www.zerofilm.info­ se avete problemi si può anche scrivere ad una mail di assistenza, oppure sulla homepage è possibile fare una donazione a fondo perduto di qualsiasi importo, il tutto per sostenere questo progetto ed un possibile "ZERO 2".

A distanza di 9 anni da quel tragico giorno siamo ancora lontani, ma molto lontani, dal far emergere in modo palese un qualcosa che assomigli vagamente ad una verità! Sosteniamo l'informazione LIBERA!

http://files.meetup.c...­



mariorossi.net
G.DAngelosante
Roma, RM
Post #: 1,222
11/9: immagini inedite, nove anni dopo

Vanno osservate, le nuove immagini dell'11 settembre 2001. Il grande pubblico non le ha mai viste. ...
sequenza da vicino dell'Edificio 7 del ...
I filmati sono stati rilasciati solo ora dall'agenzia NIST in base a una richiesta legata al Freedom of Information Act ...
le riprese grazie a un collettivo (International Center for 9/11 Studies) che ha messo su YouTube ...

Per quanto sia presto per commentare a fondo le nuove immagini, le proponiamo subito all'attenzione pubblica.

IL WTC7 PRIMA DEL CROLLO (IMMAGINI INEDITE):



Il crollo avvenne più tardi con tempi e caratteristiche che ricalcavano le modalità di una demolizione intenzionale. Le indagini e le conclusioni del NIST sul collasso del WTC7 hanno cercato di dare spiegazioni che hanno sollevato dubbi enormi sulla loro validità (clicca qui per approfondire, e anche qui).

L’Edificio 7 era un grattacielo di 47 piani alto 174 metri, collocato nell’isolato a nord del complesso del World Trade Center. Il suo crollo racchiude uno degli eventi più oscuri dell’11 settembre 2001. Era già un luogo di segreti, e la sua fine non è stata da meno. La dice lunga di come funziona il sistema dell’informazione il fatto che molti - a distanza di nove anni dai mega-attentati - nemmeno si ricordino del crollo di questa “terza torre”. Eppure sarebbe una storia molto interessante, tutta da riscoprire. Tra i più impegnati in questa ricerca ci sono gli architetti e ingegneri civili raccolti dall’architetto Robert Gage intorno al movimento «Architects and Engineers for 9/11 Truth» nonché i promotori della recente campagna di sensibilizzazione Building What? (possibile traduzione: "Edificio ché?").

IL CROLLO DEL WTC7 (IMMAGINI EDITE):



Ritorniamo alle immagini inedite sull'11/9. L'International Center for 9/11 Studies ha pubblicato nel suo canale su YouTube anche due video provenienti dalla banca dati del NIST.

Il primo è senza tagli: si tratta di materiale girato grezzo relativo a un'intervista a caldo con Barry Jennings.

Il secondo è un suggestivo seppur breve videoclip, girato con una telecamera a infrarossi (tecnologia FLIR) puntata sulle porzioni delle Torri Gemelle in preda ad alcuni incendi. Il canale in questione posterà ulteriori video a breve.






Recentemente erano stati rilasciati anche altri video, relativi alle Torri Gemelle. Nel video qui di seguito, al momento 0:59 si può notare un'esplosione ad alta pressione che avviene sotto l'area dell'impatto, mentre l'edificio è ancora in piedi.



Nel rapporto finale sul crollo delle Torri Gemelle emanato dal NIST, si cerca di spiegare questa esplosione suggerendo che possa trattarsi di uno sbuffo di fumo derivante dalla pressione causata dall'eventuale crollo di un muro o di un piano dell'edificio, o dall'apertura improvvisa di una porta (NCSTAR1-5A, p. 52)

Tuttavia non vediamo scagliati solo polvere e fumo. Si vede anche la violentissima fuoriuscita di un oggetto massiccio durante l'esplosione, come da specifico fotogramma.



Altri interessanti video possono essere osservati QUI.

Da tempo, peraltro, è on line un'analisi delle immagini già disponibili, a cura di David Chandler, che punta l'attenzione sul probabile uso di cariche da taglio per colpire la struttura delle Torri. La proponiamo in questa pagina, assieme alle immagini inedite, perché pochi l'hanno potuta vedere, sinora:



Pino Cabras
mariorossi.net
G.DAngelosante
Roma, RM
Post #: 1,234
Pearl Harbor e 11 settembre: due catastrofi provvidenziali


Il rischio di versare sangue innocente non ha mai fermato le mire geopolitiche
ed espansionistiche degli Usa

E’ notizia di questi giorni che il presidente iraniano Ahmadinejad, parlando alle Nazioni Unite, abbia, e non per la prima volta, accusato gli Stati Uniti di essersi “procurati da soli” il disastro dell’11 settembre. Immediata, sdegnata uscita dall’aula dei rappresentanti statunitensi ed europei.
Eppure... eppure non è certamente stato il presidente iraniano il primo ad insinuare tale grave, orribile dubbio: sull’argomento lo scrittore statunitense D. R. Griffin ha scritto un interessantissimo libro che evidenzia le numerose, inoppugnabili incongruenze della tragedia.
Vediamone alcune: innanzitutto la non intercettazione, da parte dell’aviazione militare americana, dei velivoli di linea dirottati: se un volo commerciale non rispetta il piano di volo, scatta immediato l’allarme, ma non basta: il personale di bordo dell’American Airlines 11 tramite radio di bordo era riuscito ad avvertire che era in atto un dirottamento così come erano riusciti a segnalarlo, tramite cellulare, alcuni passeggeri dell’United Airlines 93: come mai la migliore aviazione militare del mondo non è intervenuta?
Ma andiamo avanti: lo schianto degli aerei contro le torri non è simultaneo e, ancora, i tempi tecnici per l’intervento dell’aviazione militare c’erano: ormai lo sapevano anche le pietre che nei cieli americani erano in volo aerei dirottati.
Sul fatto che strutture come le torri gemelle non potessero venir giù come castelli di carte anche se colpite da aeromobili si è ampiamente dibattuto ma, attenzione: alle 10,05 crolla la torre sud e alle 10,28 la torre nord... e allora, come si spiega che alle 17, 20 crolla il World Trade Center 7, non colpito dagli aerei?
Si dice che un quarto aereo abbia colpito il Pentagono ma, a parte i danni veramente esigui e non certamente paragonabili al crollo delle torri, non è stato trovato alcun relitto d’aereo nei pressi dell’edificio, non soltanto ma il segretario alla Difesa Rumsfeld in un’intervista del 12 ottobre 2001 si lasciò sfuggire una frase riguardo al “missile usato dai terroristi per colpire il Pentagono”...
In realtà, le incongruenze, anzi le vere e proprie assurdità nell’intera vicenda sono moltissime e fanno il paio, si può dire, con la fola delle armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein, mai trovate. E’ un fatto, però, che le due cose, 11 settembre e armi di distruzione di massa in mano agli iracheni, costituirono il pretesto per l’invasione dell’Iraq.
A questo punto, viene in mente un altro pretesto... pardon, un altro episodio, assai più lontano nel tempo e nello spazio, verificatosi alle Hawaii nel dicembre 1941 e precisamente a Pearl Harbor.
All’epoca, l’America riforniva il Giappone di petrolio e minerale di ferro ma, dopo l’invasione da parte dell’Impero del Sol Levante di Manciuria e Indocina, gli Stati Uniti, affiancati naturalmente dall’Inghilterra, imposero ai nipponici uno strettissimo embargo (similmente a quanto avvenne in Europa con l’Italia, sempre per la questione coloniale); al riguardo, una semplice considerazione o domanda, che dir si voglia e non è una domanda retorica, vorremmo veramente che qualcuno ci desse chiarimenti in merito: come mai nessuno, né gli Usa né altre potenze all’epoca, alzò mai un dito né disse mai una parola contro la politica coloniale inglese, francese, olandese... una risposta, prego.
Il Giappone tentò in tutti i modi di evitare il confronto con l’America: nell’ottobre ‘41 il principe Konoye propose al presidente Roosvelt un incontro ad Honolulu, presenti anche i responsabili dell’esercito e della marina nipponici ma tale proposta venne rifiutata: è impensabile, a questo punto, che il governo americano potesse nutrire dubbi sull’inevitabilità o quanto meno la possibilità di un conflitto. Occorre inoltre aggiungere che l’attacco a Pearl Harbor non era affatto dato per scontato ma subordinato all’esito delle trattative nippo-americane; nonostante la consegna assoluta dell’ammiraglio Yamamoto al silenzio radio, tale consegna non fu rispettata appieno e messaggi radio nipponici furono captati dagli americani che avevano già decrittato da oltre un anno i cifrari giapponesi; nonostante la rotta più lunga adottata da Yamamoto per evitare di essere avvistati, segnali dell’avvicinamento della flotta giapponese furono captati dagli americani e inspiegabilmente ignorati, nonostante tutte le avvisaglie di possibili ostilità; è assolutamente inconcepibile, alla luce del semplice buonsenso, che una squadra navale come quella agli ordini dell’ammiraglio Yamamoto potesse avvicinarsi a una base come Pearl Harbor senza essere in qualche modo avvistata.
E dunque? Gli americani non avevano alcuna voglia di farsi trascinare nuovamente in una guerra in Europa, il ricordo del Primo Conflitto Mondiale con i suoi massacri era ancora troppo presente nella coscienza popolare e forse, in fin dei conti, Nazismo e Fascismo non costituivano una grande preoccupazione per gli statunitensi, anzi: il Duce non era affatto malvisto in America... ma il Giappone faceva parte del Tripartito e se avesse attaccato gli Stati Uniti, meglio ancora se proditoriamente, sarebbe stato giocoforza dichiarare guerra a Italia e Germania.
Non vogliamo andare oltre, abbiamo già dato sufficienti spunti di riflessione: Roosvelt voleva entrare in guerra, perchè temeva che una vittoria dell’Asse in Europa unita all’espansionismo nipponico avrebbero potuto pregiudicare più o meno gravemente gli interessi dell’America o addirittura una entrata in guerra successiva e magari in condizioni di inferiorità.
Pearl Harbor e 11 settembre: due “catastrofi” alla fine rivelatesi provvidenziali, per l’America, forse troppo, forse in modo sospetto e a chi obietta che tali accadimenti sono costati migliaia di vittime innocenti non possiamo che controbattere che il rischio di versare sangue innocente non ha mai fermato la belva umana, in nessuna epoca.

di: Leonardo Incorvaia

www.rinascita.eu­
Riccardo R.
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Torino, TO
Post #: 4,212
IN GERMANIA SI INCRINA IL MURO DELL’OMERTÀ MEDIATICA SULL’11 SETTEMBRE


DI ROBERTO QUAGLIA
www.edicola.biz

In occasione del nono anniversario dei tragici fatti dell'11 settembre, è apparso sulla stampa tedesca di serie A un articolo davvero rivoluzionario e significativo: "11 Settembre 2001, la sequenza dei fatti". Lo ha pubblicato Focus-Money, una delle più importanti riviste tedesche di economia, a firma di Oliver Janich.

Ovviamente, nel caso del bell'articolo sull'11 settembre, la stampa italiana si è guardata bene dal farne menzione. Non parliamo neppure dell'opzione di tradurlo! Eppure, l'articolo in questione è davvero clamoroso. Ed ignorarlo non è un'opzione. E' uscito a settembre, quindi la scusa delle vacanze non vale. Lo hanno visto, lo hanno letto, fanno finta di niente.

In precedenza, quando la grande stampa si occupava delle versioni "non allineate" dei fatti dell'11 settembre, ad un occhio attento traspariva chiaramente la volontà di disinformare, di confondere le acque nel merito, di annacquare le verità scomode. Questo lavoro si chiama "controllo del danno". Si finge di informare, così da dare agli ignari l'impressione di avere appreso qualcosa in merito ai fatti, così che ogni eventuale interesse all'approfondimento si spenga.

Tutto un altro discorso nell'articolo su Focus-Money. Oliver Janic non ha trascurato nessuno dei fatti più rilevanti, né soprattutto ha cercato di confondere le acque con le solite ciance con cui gli pseudo-giornalisti subdolamente discreditano le notizie che a malavoglia sono costretti a dare. La sua esposizione dei fatti è intensa ed efficace, e nel suo lungo articolo essa tiene perfettamente il passo con lo stato
dell'investigazione collettiva da parte dei ricercatori indipendenti su Internet.

Per esempio leggiamo:

"Trovate tracce di esplosivi. Vi sono prove univoche a riguardo. Più di 1200 architetti ed ingegneri sotto la conduzione di Richard Gage fanno notare come un crollo simmetrico dei tre grattacieli WTC 1, 2 e 7 è stato possibile, nel rispetto delle leggi di Newton, solo se le strutture portanti sono state rimosse in modo mirato e contemporaneo, mediante esplosioni. A tale proposito, il professore di fisica Steven Jones ha trovato nella polvere del World Trade Center tracce di Nanotermite." (…) A Giugno 2009 il rinomato Istituto Britannico di Nanotecnologia ha confermato i risultati delle analisi: Lo studio, dichiara l'Istituto, «fornisce la prova incontrovertibile (indisputable) che nella polvere di tutti e tre gli edifici che l'11 settembre 2001 sono crollati a New York è stato trovato un esplosivo ad alto livello tecnologico, dal nome di nanotermite. Questo esplosivo d'alta tecnologia può venire prodotto solo in laboratori militari specializzati.» Questo dato di fatto toglie sgonfia la tempesta di critiche di cui era oggetto Steven Jones, secondo le quali il professore avrebbe messo in gioco la propria fama fabbricandosi le prove da solo, pur di dimostrare la propria tesi della demolizione controllata."

Con buona pace dei cretini (o delinquenti) che (anche in Italia) se ne erano usciti con l'affermazione che le fotografie delle particelle di termite erano in realtà immagini di pittura antiruggine. E degli stormi di allocchi che se la sono bevuta.

ed ancora:

"Il 10 settembre [Rumsfeld] dichiarò in una conferenza stampa, come riportato da CBS il 29 Gennaio 2002, che dal bilancio del Pentagono erano scomparsi nel nulla 2,3 miliardi di dollari. Il giorno dopo il mondo cambiò, e nessuno mai più chiese di rendere conto di questa incredibile somma. Secondo la "Pittsburg Post Gazette" del 20 dicembre 2001, 34 dei 65 impiegati dell'ufficio risorse dell'esercito morirono quel giorno al Pentagono. La maggior parte dei deceduti in quell'ufficio erano contabili privati, ragionieri ed
analisti di budget."

Non traduco di più, visto che tutte queste cose (e molte altre) ci sono anche nel mio libro sull'11 settembre e mi sento scemo a faticare adesso per tradurle dette da un altro.

Tuttavia scrivo questo pezzo poiché è importante sottolineare l'importanza di questa breccia nel muro di omertà con il quale la libera stampa dei paesi democratici si è in tutto e per tutto resa complice dell'insabbiamento dei fatti dell'11 settembre e di riflesso dei milioni di morti prodotti dalle guerre che ne sono seguite. Non importa che una percentuale in costante rialzo dei cittadini occidentali non creda più alle menzogne ufficiali. Analogamente a Hitler ed il suo entourage negli ultimi giorni dell'assedio di Berlino, i giornalisti asserragliati nel bunker mediatico vivono ormai in un mondo tutto loro. Persistono a vaneggiare di una realtà alla quale nel mondo esterno al bunker sempre più gente non crede più. Ma adesso che è iniziata la defezione di qualcuno di loro, come reagiranno? Prima o poi dovranno consultare degli psicologi che li aiuti a superare lo stress post-traumatico. Psicoanalisi obbligatoria per la classe dei giornalisti, dunque, purché non a carico della mutua!

Di colpo non sono più i cosiddetti "complottisti di internet" a raccontare la vera storia dell'11 settembre, ma la stampa ufficiale. Una parte, una piccola parte, della stampa ufficiale. Ma pur sempre stampa ufficiale, quella per intenderci che si fregia dei crismi della professionalità e della credibilità. Quella che si illudeva di poter stabilire indefinitamente gli standard della realtà condivisa.

I dileggiamenti e sorrisetti di compatimento, quando non espliciti insulti riservati a quelli di noi che già anni fa osarono rifiutarsi di credere alle assurdità della narrazione ufficiale, non colpiscono stavolta il coraggioso Oliver Janic. Gli pseudo-giornalisti stavolta ammutoliscono e come struzzi ficcano il capo più a fondo che mai nel terreno. Dov'è adesso quel loro umorismo insultante e triviale, con il quale sono soliti irridere i blogghisti che fanno il lavoro che sarebbe toccato a loro? Gli pseudo-giornalisti non parlano dell'articolo apparso su Focus-Money, non cercano di smontarlo, non tentano contro di esso i loro abili giochetti delle tre carte, nei quali la verità ti viene mostrata per un attimo al solo scopo di fartela subito dopo sparire alla vista per sempre. No. Il mondo del giornalismo tace intensamente di fronte a questa defezione che implicitamente è un'accusa per tutti loro.

Ma il silenzio non è più un'opzione. Ha funzionato benissimo, ad esempio, per tenere il mio libro nell'ombra – in parecchi anni non ho avuto neppure una recensione negativa, chi voleva affossarlo semplicemente lo ignorava del tutto. Ma adesso che la storia si è intrufolata nei media ufficiali, questi signori si ritrovano con un elefante incazzato nella cristalleria, e nascondere la testa sotto la sabbia non lo farà sparire.

Riccardo R.
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Torino, TO
Post #: 4,213
A dire il vero ci fu un precedente, in Germania. Nel 2003, i giornalisti Gerhard Wisnewski e Willy Brunner realizzarono per la rete pubblica tedesca WDR una seria inchiesta giornalistica sui misteri dell'aereo che l'11 settembre 2001 si schiantò in Pennsylvania, inchiesta che andò in onda e riscosse parecchio successo presso il pubblico. Tuttavia, da lì a poco la rivista Der Spiegel pubblicò una spietata requisitoria contro i "visionari" che vedono cospirazioni nei fatti dell'11 settembre. L'articolo si intitolava "Panoptikum des Absurdum", e delle esemplari tecniche di manipolazione utilizzate in questo articolo mi dilungo in dettaglio nel mio libro Il Mito dell'11 settembre. Come conseguenza, Wisnewski e Brunner furono "epurati" e non fu più loro consentito di lavorare per la televisione tedesca. Secondo Wisnewski, il suo documentario è stato addirittura eliminato dagli archivi della WDR. Tutto questo, nel 2003.
Oggi, nel 2010, dopo l'articolo su Focus-Money, Der Spiegel – così come tutte le altre Zeitungen, i giornali tedeschi - tace. O piuttosto, riecheggia a gran voce il monito di Londra e Washington secondo il quale sarebbe di colpo cresciuto soprattutto in Germania il pericolo di attacchi terroristici. Tutto ciò non è scevro di una certa logica, il cui filo lascio indovinare ai miei lettori.

La verità nuda e cruda pubblicata su un'importante rivista economica tedesca spazza via ogni alibi residuo per gli pseudo-giornalisti, che un domani non potranno un giorno rifugiarsi dietro alla solita scusa "ma noi non sapevamo". I fatti nudi e crudi sono sempre di più sotto gli occhi di tutti. Il presidente dell'Iran Mahmud Ahmadinejad ha ufficialmente chiesto in sede ONU l'istituzione di una inchiesta internazionale sui fatti dell'11 settembre, dicendo che nella stessa America due terzi della popolazione non crede più alla versione governativa, e che molta gente si è convinta che ad organizzare gli attentati siano stati gli americani stessi. Due terzi della popolazione americana mi sembra effettivamente una stima azzardata, ma a New York probabilmente siamo già a più della metà. Sapendo che effettivamente sempre più gente si sta convincendo che l'11 settembre fu un'operazione made in USA, l'abbandono della sala da parte della delegazione americana non è esattamente la cosa più opportuna da fare per convincere i dubbiosi della propria innocenza a riguardo. Se sai di essere innocente rispetto ad una accusa che sempre più gente ti rivolge, non scappi – chiaro sintomo di coda di paglia. Rispondi invece per le rime e smentisci con argomenti solidi alla mano chi ti ha accusato. Soprattutto quando ciò si verifica all'ONU, sede creata al precipuo scopo di permettere alle nazioni di discutere ed ascoltarsi. Quando si inizia a non essere in grado di fare l'uno e l'altro, il problema è evidentemente serio.

Un efficace video in inglese che mette a confronto le parole all'ONU di Ahmadinejad con la infelice replica di Obama

In conclusione, il bell'articolo di Oliver Janic su Focus Money è una vistosa crepa nella diga che tuttora tiene separati i due mondi – quello di chi ha capito, e quello di ancora si fida dei giornali "autorevoli". Qualcosa mi dice che il giorno in cui la diga fatalmente cederà – perché un giorno essa verrà giù, piaccia o non piaccia, e non possono esserci dubbi a riguardo – il nostro mondo si ritroverà sommerso da un autentico tsunami. Di purissima merda.

Roberto Quaglia
www.roberto.info

Un articolo precedente di Focus Money, risalente a Gennaio 2010, nel quale per la prima volta si affrontava in modo critico l'argomento 11 settembre. Il titolo è "NON VI CREDIAMO". Nalla galleria di personaggi raffigurati, spicca anche la foto di Francesco Cossiga, che come è noto dichiarò anni fa al Corriere della Sera che l'11 settembre era stato un inside job. Chissà perché, nessun giornalista italiano volle riprendere o approfondire questa clamorosa notizia.

Originalmente pubblicato su Edicola.biz e Newspapers Online
Qui potete scaricare il PDF della versione cartacea sell'articolo, che si presenta molto meglio della versione online.

articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale

Fonte: http://www.edicola.bi...­.
Link
17.10.2010
Riccardo R.
user 4172360
Torino, TO
Post #: 4,228
IN GERMANIA SI INCRINA IL MURO DELL’OMERTÀ MEDIATICA SULL’11 SETTEMBRE

in Germania.
mariorossi.net
G.DAngelosante
Roma, RM
Post #: 1,246
Noam Chomsky: «Nessuna prova che al-Qa‛ida abbia eseguito gli attentati dell’11/9»

da Press TV & Washington's Blog.

L’eminente intellettuale e attivista liberal Noam Chomsky, pur essendo da decenni un acuto demolitore delle classi dirigenti USA, ha contribuito sinora a sopire e troncare il dibattito sull’11/9.

Una sua recente dichiarazione all’emittente iraniana Press TV sembra invece far affacciare una svolta, con una sua posizione molto critica rispetto alla versione corrente del governo statunitense e dei grandi media.

La riproponiamo in video e con traduzione.



«Il movente esplicito e dichiarato della guerra [in Afghanistan], è stato quello di costringere i taliban a consegnare agli Stati Uniti le persone da questi accusate di essere implicate negli atti terroristici al World Trade Center e al Pentagono. ... I taliban hanno chiesto le prove ... e l'amministrazione Bush si è rifiutata di fornirne alcuna»: l’ottantunenne grande accademico ha fatto queste osservazioni al programma di Press TV “a Simple Question” (“una semplice domanda”, NdT).

«Abbiamo poi scoperto una delle ragioni per cui non hanno portato elementi di prova: non ne avevano nessuno».

L'analista politico ha inoltre detto che la non esistenza di tali prove è stata confermata dall’FBI otto mesi dopo.

«Il capo del FBI, dopo l'inchiesta internazionale più intensa della storia, ha informato la stampa che l'FBI riteneva che la trama potrebbe essere stata originata in Afghanistan, ma fu probabilmente attuata negli Emirati Arabi Uniti e in Germania».

Chomsky ha aggiunto che a tre settimane dall’inizio della guerra, «un ufficiale britannico annunciava che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna avrebbero continuato i bombardamenti, fino a quando il popolo afghano non avesse rovesciato i taliban ... Questa è stata in seguito trasformata nella motivazione ufficiale per la guerra.»

«Tutto questo era totalmente illegale. Anzi, di più, criminale», ha dichiarato Chomsky.


Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.
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G.DAngelosante
Roma, RM
Post #: 1,254
Moving Forward: arriva il grande giorno



Questo Sabato, 15 gennaio 2011, ci sarà un evento storico.

In 17 città italiane e in quasi 300 città in tutto il mondo verrà proiettato il film "Zeitgeist: Moving Forward". Si tratta del più grande evento indipendente della storia del cinema, completamente organizzato da volontari e senza alcun profitto. Il successo raggiunto dal capitolo italiano è semplicemente sbalorditivo: siamo il secondo paese al mondo per numero di proiezioni, al pari del Canada e sopra tutti gli altri paesi. Tenendo conto che abbiamo due grossa barriere: una linguistica e una burocratica, direi che siete stati davvero magnifici.

Informazioni importanti:

* potrai seguire la diretta alle 23:30 di Sabato 15, Daniele Mancinelli e Federico Pistono terranno una sessione di domande e risposte dal Parco per l'Energia Rinnovabile in Umbia. Siete invitati a connettervi e partecipare alla discussione.
http://www.livestream.com/zeitgeistitalia­
* la maggior parte delle proiezioni sono gratuite, quelle a pagamento sono solo per rientrare nei costi di affitto dei locali, non c'è alcun profitto da parte del Movimento. Controlla la mappa per tutti i dettagli sulla proiezione più vicina alla tua città e contatta il responsabile indicato.
* il film verrà rilasciato gratuitamente in tutto il mondo dal 25 gennaio 2011 tramite la rete
* il film è in lingue inglese, sottotitolato in italiano
* documenta l'evento, sia in video che in foto, e carica il materiale in questa dropbox (max 10GB per file, nessun limite sul numero di file caricati).

Ovviamente, la cosa più importante di tutte. Divertitevi! :D

Federico Pistono

www.zeitgeistitalia.o­rg/node/2132
mariorossi.net
G.DAngelosante
Roma, RM
Post #: 1,261


Dal sito AE911Truth, UN'INTERVISTA ESCLUSIVA!
Il Chimico Niels Harrit - Uno degli scienziati che ha ritrovato la Thermite nella polvere del World Trade Center discute di Thermite, Nanotermite, Esplosivi ed Incendiari.
Questa intervista è parte delle prime riprese ad uno dei maggiori esperti apparsi su AE911, che comporranno il sorprendente documentario di prossima uscita chiamato:
"911: Explosive Evidence - Experts speak out"
Leggi L'Open Chemical Physics Journal, 2009, 2, 7-31 - " Active Thermitic Material Discovered in Dust from the 9/11 World Trade Center Catastrophe " di NH ed altri.
Roberto Di P.
RobertoDP
Roma, RM
Post #: 299
Non so come la pensate voi sulla morte di Bin Laden ma io la penso esattamente Giulietto Chiesa come riportato in questo articolo.

Sinceramente ho sempre ritenuto Obama migliore di quello schifo di Bush anche se .... ma la dichiarazione che ha fatto questa notte sulla grandezza dell'America e tutto il resto, perché avrebbe ammazzato Bin Laden, l'ho trovata la più brutta e disgustosa dichiarazione che ha fatto da quando è stato eletto. Come del resto trovo disgustosi i festeggiamenti.

Qualcuno ha deciso che bisognava mettere la parola fine a questa balla colossale dal nome Bin Laden, ma nel mettere una toppa hanno allargato il buco. Dopo tutta sta fatica (si fa per dire) hanno gettato il cadavere in mare ... beato chi ci crede.

Giulietto Chiesa è stato anche l'artefice di un documentario rigoroso sull'11 settembre, "ZERO -inchiesta sull'11 settembre", sempre attuale, dove si evidenziano le balle che sono state raccontate su Bin Laden ... e non solo. Tra l'altro questo film è stato realizzato grazie ad un azionariato popolare. Ora, con una procedura facilissima, è possibile vederlo su un portale (onthedocks.it) di cinema indipendente e documentari da vedere in streaming a 2,90 euro. Per vederlo cliccate qui

Roberto
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