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MoVimento Siena 5 Stelle Message Board › COMUNICATO STAMPA - Cani da pastore liberi nelle nostre campagne

COMUNICATO STAMPA - Cani da pastore liberi nelle nostre campagne

Michele P.
o-zone
Siena, SI
Post #: 4,543
Il video pubblicato da alcuni podisti e subito riportato da alcuni quotidiani in merito a cani da pastore liberi nelle nostre campagne ha diviso l’opinione pubblica: tra chi reclama maggiori controlli e chi, invece, chiede rispetto per chi lavora. Il MoVimento Siena 5 Stelle entra nel merito della questione.

“Da podista ed amante della campagna” -dichiara il consigliere comunale del MoVimento Siena 5 Stelle, Michele Pinassi- “mi è capitato di incappare in cani da pastore. Animali anche di 50-60 kg che ti corrono incontro, magari abbaiando e ringhiando, che rischiano di farti passare un brutto quarto d’ora o, peggio ancora, di dover ricorrere a cure mediche e profilassi in caso di aggressione”.

“Credo che il rispetto per chi lavora, sacrosanto” -prosegue Pinassi- “non debba comunque ledere il diritto dei cittadini di percorrere, anche a piedi, in bicicletta o correndo, strade pubbliche o zone demaniali, e di poterlo fare in sicurezza senza temere per la propria incolumità”.

“Quello che viene chiesto da chi ama frequentare la campagna” -continua il consigliere- “è un maggior controllo degli animali da lavoro e che le greggi che sono chiamati a presidiare siano in zone recintate o comunque interdette al transito. Niente di strano: norme previste dall'art. 2052 del codice civile, che già si applicano a tutti i detentori di cani, soprattutto da guardia, che hanno l’obbligo e la responsabilità di vigilare sul loro comportamento. In campagna, però, tale problema si acuisce perché è difficile anche difendersi da aggressioni di questo tipo: riteniamo giusto chiedere una maggiore responsabilizzazione da parte dei pastori e di chi lavora con questi animali.”

“Non dimentichiamoci inoltre” -conclude Pinassi- “che c’è chi con il trekking e con le attività all’aria aperta ci lavora, soprattutto nel settore turistico. Non è certo una bella cartolina per i turisti che desiderano visitare, a piedi, le nostre bellissime zone rischiare di essere aggrediti -come è accaduto- da grossi cani in libertà”.

MoVimento Siena 5 Stelle

mauro a.
mauroaurigi
Siena, SI
Post #: 1,478
Sono assolutamente contrario a questo comunicato. Michele, come li vorresti i cani da pastore, alla catena e con la museruola? Quei cani stanno lì per un problema serio, serissimo: sono l'unica difesa del gregge dall'attacco dei lupi. I pastori hanno sempre dormito con i loro greggi, a causa di ladri anche a due zampe. In Toscana hanno trovato la pace perché nessuno gli ruba le pecore: per la prima volta nella storia potevano dormire la notte nei loro letti. Poi sono arrivati i lupi e loro hanno adottato i cani che non facevano fino ad allora parte della loro cultura.

Rimane un fatto: quello delle crete è il territorio della pastorizia: per correre e passeggiare si va da un'altra parte. Che si fa, si perde questa attività millenaria? Ha dato perfino il nome alla (ex) nostra banca e, a parte l'aspetto culturale, è economicamente ancora valida: vogliamo importare anche il pecorino? Gente saggia i Senesi del Trecento: oltre alla cinta senese hanno fatto affrescare al Lorenzetti negli effetti del Buongoverno anche un gregge con tanto di cane da guardia, perfettamente uguale a quelli di oggi, collare a spunzoni ferro incluso. Tanto era ritenuta in considerazione quell’attività.

La pastorizia copre una parte minoritaria del nostro territorio (pensate a quanto invece sono vasti quelli dedicati a vigneti e oliveti). Senza la pastorizia quella parte del territorio (crete) non potrebbe produrre che grano con scarse rese per unità di superficie. Sarebbe destinato alla desertificazione. Ma via, è ridicolo anche solo ipotizzare che centinaia di famiglie debbano abbandonare quell'attività (e dopo che fanno, la fame?) per le corsettine dei pasciuti cittadini o, peggio perché disturba il turismo. Mi pare che in Africa i buoni borghesi ci vadano proprio perché ci sono i leoni o no? Cosa sarebbe l’Africa senza leoni, leopardi, ghepardi e coccodrilli? E noi dovremmo abbandonare l'ovinocoltura, non per colpa di qualche branco di lupi spelacchiati (il lupo non attacca l'uomo, lo sente da 6 km e ne sta alla larga) ma per il turismo! Ma se non esiste al mondo dal '700 in poi un solo episodio documentato di aggressione dei lupi all'uomo!

Hai mai letto di quanti allevatori stanno abbandonando la professione per colpa dei selvatici, o dei rinselvatichiti (molto più pericolosi perché si muovono in grossi branchi e, essendo cani abbandonati, non temono l'uomo)? Quella della pastorizia è una delle attività più importanti della storia del genere umano (latte, lana e carne) da quando circa 10.000 anni fa è cominciata la Storia. E da quella data è cominciata la selezione di quel cane fino ai giorni nostri. Oggi quel cane è presente dai Pirenei fino alla Manciuria, ovunque si pratichi la pastorizia nomade o transumante. Ed ha attitudini, frutto della plurimillenaria selezione, che non preciso perché ci vorrebbe troppo spazio e tempo, che nessun altro cane ha.

Ci sono voluti gli Americani per “scoprirle”. Loro, nonostante la loro grande cultura pastorale (gli anglosassoni - si pensi all’Australia e alla nuova Zelanda – sono i più grandi allevatori di pecore del mondo) non conoscevano questo cane da guardia (usano solo cani da guida del gregge). In America le greggi erano decimate dai predatori, compresi i branchi di cani inselvatichiti (si perdeva esattamente il 10% della produzione). E’ intervenuto il Governo perché si era arrivati (e parlo degli anni ’80 dello scorso secolo) a conflitti a fuoco tra ambientalisti a allevatori che stavano praticando la sistematica eliminazione (veleno e pallottole) dei predatori. Così sono stati destinati fondi ingenti per la ricerca. Mentre tutti, università comprese, si erano rivolti all’alta tecnologia per trovare la soluzione, Raymond Coppinger della School of Natural Science, Hampshire College, Amherst, Massachusetts, (cercatelo su Google) che aveva sentito dire che in Italia (ma anche in Yugoslavia o in Turchia) il cane non era, come invece è in America, il problema ma la sua soluzione, decise di ricorrere alla “bassa tecnologia” e se ne venne qua con i suoi studenti accampato per mesi nelle nostre montagne per studiare il nostro cane. L’ho incontrato, erano gli anni '80, su quelle montagne proprio mentre da solo stavo tentando di fare quello che faceva lui con la straordinaria capacità, anche e soprattutto economica, che hanno gli Yankee di studiare e risolvere i problemi. Io invece facevo un safari fotografico per corredare i miei articoli sul cane da pastore abruzzese.

Lo incontrai di nuovo, lui e il suo gruppo con tutta la documentazione della loro ricerca fatta anche con l'ausilio del computer, l’anno successivo ad un convegno all’Aquila. Gli portai una grande riproduzione dell’affresco del Buongoverno del Lorenzetti dove quel cane (non ci credeva! disse che grande cultura avete voi Italiani! il meschino si intendeva molto di cani ma poco di Italiani) assolutamente identico a quelli di oggi, era raffigurato al seguito di un gregge transumante nel bel mezzo della Città (l’ultimo gregge transumante che, io sappia, ha attraversato Siena negli anni ’40: passò di notte, ma mi ricordo bene quanti escrementi tipici quel gregge aveva lasciato in Piazza della Lizza e in Piazza della Posta). Mi ricordo che a quel convegno, dopo il vanaglorioso intervento dell'assessore regionale all'agricoltura, così fiero di avere come illustri ospiti quegli americani, mi alzai e dissi: ma qui nessuno si domanda per quale misteriosa ragione oggi non sono gli Abruzzesi che vanno in America a illustrare il loro cane, ma invece sono gli Americani che vengono in Abruzzo a spiegarvi quanto strordinario quel vostro cane sia? L'assessore diventò paonazzo.

Pensare che questo cane è apparso su Life e sul New York Times, ma in Italia niente (a parte il Lorenzetti, ma non se n’era accorto nessuno dei moderni nostrali). Anzi è più facile che appaiano articoli denigratori come sarebbe quello postato da Michele.

Insomma quel cane fa parte della nostra storia, perché e inscindibile dalla transumanza. La transumanza verso i pascoli demaniali della Repubblica in Maremma ha lasciato segni indelebili nella toponomastica di Siena più che in ogni altra località della Penisola, e più che qualsiasi altra attività senese: (una bella porta, una maestosa fonte, una via e una piazza hanno come aggettivo il termine “ovile”, più iI termine “paschi” nella ragione sociale della nostra banca. Era una grande fonte di ricchezza. L’attività bancaria, così importante per la Repubblica, ha lasciato segni minori: due vie, Banchi di Sopra e Banchi di Sotto.

Cominciamo a guardare anche questa cosa con gli occhi della cultura se vogliamo apparire credibili quando affermiamo a chiacchiere il suo primato sulla politica.

Senza contare che è uno dei cani più belli del mondo.

Questo quanto alla sostanza. Quanto al modo, Michele, avrei qualcosa da dire, ma mi fermo qui, sennò questa minestra, già lunghissima, rischia di diventare indigeribile.

Maria D.
user 147704252
Trequanda, SI
Post #: 34
Sono molto d'accordo con Mauro, non si può sacrificare la storica economia pastorale delle crete senesi alla ginnastica podistica. ..ogni ambiente ha le proprie priorità.
Miriam M.
Miriam.Mechelli
Siena, SI
Post #: 129
Il comunicato non mira a vietare i cani da pastore, ma a sensibilizzare rispetto al fatto che il cane va educato. Non può correre incontro e ringhiare (quando non attaccare) persone che passano anche a decine di metri da un gregge!
Inoltre molto spesso anche a Uopini il maremmano se ne va in giro per la strada, senza pecore, e più di una volta ha saltato la recinzione del campo facendo prendere un bello spavento alle persone ed essendo un bel rischio per i ciclisti/motociclisti che se lo vedono zompare all'improvviso di lato.
E ripeto, il campo è recintato, nessuno può avvicinarsi alle pecore. È il cane che salta la rete.
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