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Inceneritori Termovalorizzatori

intro
Interviste del blog beppegrillo.it: Maurizio Pallante





gennaio 2008
dal blog di Beppe Grillo
[...]
nessuno costruisce più i termovalorizzatori in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le alternative. Scaricate il pdf e diffondetelo.

Inceneritori, perché no.

1 - L?incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 - L?incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 - Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l?incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 - Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall?incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 - Le patologie derivanti dall?inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 - Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell?Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell?ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 - In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all?aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 - I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell?incenerimento dei rifiuti

Cosa fare con i rifiuti.

1 - Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 - Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 - Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 - Quanto rimane di rifiuti dopo l?attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 - In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell?energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 - La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l?incenerimento sarebbe superato.




12 gennaio 2008
Vedi Brescia e poi muori




http://alex321.splind...
Brescia è il luogo santo dei piazzisti degli inceneritori. Vi si recano in pellegrinaggio per respirare l'aria salubre direttamente dal camino. Bevono il latte locale e fanno un giro in bicicletta nei dintorni. E' la vittoria della scienza contro le tenebre.
Per saperne di più su questo miracolo dell'innovazione ho deciso di aprire una piccola inchiesta. Oggi pubblico la prima parte del viaggio nell'inceneritore. Tenetevi forte.

"A Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania: nel latte di aziende dei dintorni della città si è recentemente scoperta una presenza di diossine fuori norma; si nota inoltre un?elevatissima incidenza di tumori al fegato.
Ma il Registro tumori dell?Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all'eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l'ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell?Asl, di cui è anche finanziatore.
Si sostiene che vengono risparmiate 470 mila tonnellate l?anno di emissioni di CO2. ma non si dice che il confronto viene fatto con la discarica e non con il riciclaggio, che consente risparmi di emissioni di CO2 tre volte superiori (AEA Technology. Waste management options and climate change, European Commission, 2001).
A Brescia si finge di fare la raccolta differenziata. Ma questa viene annullata dal continuo aumento dell produzione dei rifiuti, assimilando gli speciali. In 10 anni, da quando funziona l?inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire è sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, esattamente come la Campania, 5-6 volte superiore a quello indifferenziato dove si fa la RD ?porta a porta? con tariffa puntuale (es. Consorzio Priula Treviso). L?inceneritore del resto ha bisogno di rifiuti ed Asm è riuscita a compiere il ?miracolo? di mantenere le stesse quantità in 10 anni!
Per gonfiare i risultati Asm dà i numeri in chilowattora ( 570 milioni ), facendo finta di non sapere che l?unità di misura, fuori dal domicilio privato, è il gigawattora (milioni di KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). In verità il megaimpianto di Brescia ( 800.000 tonnellate/anno ) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas; il costo impiantistico per MW installato è 5-6 volte quello di una centrale turbogas; la resa è di circa 20% del potere calorifico presente nei rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; la poca energia ricavata è annullata dallo spreco di altri materiali preziosi ( 5-6 mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; centinaia di tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di Brescia ). Insomma nell?inceneritorista Lombardia, con 13 impianti, il contributo di questi alla produzione di energia elettrica è pari al 2%!
E? una macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli scandalosi contributi Cip6 ( leggi il post) - per l?inceneritore di Brescia, oltre 60 milioni di euro l?anno, per 8 anni, il doppio dell?investimento impiantistico!.
Nel 2006 l'inceneritore Asm è proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Award". Sennonché l'Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm." Marino Ruzzenenti, www.ambientebrescia.it








Un semplice vademecum per difendersi dagli amici inceneritoristi
(Piero Angela, Margherita Hack, Gian Antonio Stella and many more!)

Tratto da un articolo del 15 Giugno 2006 realizzato dal prof. Paul Connett e da Antonio Roano.
Testo integrale.

Un deciso 'NO' al termovalorizzatore.

Lo ha dichiarato il prof. Connett, uno dei massimi esperti mondiali del trattamento dei rifiuti, in un convegno promosso da Antonio Roano. Pregevole nota tecnica del leader dei Verdi.
[...]

Bugia: dalla combustione dei rifiuti, con i termovalorizzatori, si recupera energia sotto forma di energia elettrica e teleriscaldamento a basso costo che altrimenti andrebbe persa.
Smentita: i costi di produzione di energia con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti pubblici. In ultima analisi sono i cittadini a pagare l'impianto e le ditte gestrici a beneficiare dei guadagni. Per far tacere le opposizioni locali si regala acqua calda ed energia elettrica a tariffe agevolate: tanto i costi di impianto sono stati pagati da altri cittadini.

Bugia: è necessario che ogni cittadino si faccia carico del problema dei rifiuti anche accettando i termovalorizzatori, senza delegare ad altri il problema alimentando altre discariche.
Smentita: con i termovalorizzatori,la maggior parte dei rifiuti continua ad essere posta, invece che in una discarica di solidi, in una enorme discarica a cielo aperto: i rifiuti vengono immessi in atmosfera sotto forma di gas. Le ceneri della combustione continuano ad essere poste in discarica dopo essere state inertizzate. Il cittadino non si fa carico del problema ma lo delega ad altri perché,in discarica o in un inceneritore,lo mette sempre a casa di altri. A questa sindrome è stato dato il nome 'Not in my courtyard', cioè 'sì,ma non nel mio cortile'.

Bugia (molto grave): i termovalorizzatori, a differenza delle discariche, non nuociono alla salute. Solo in passato gli inceneritori per il loro basso contenuto tecnologico potevano rappresentare un potenziale pericolo, ma adesso, con i termovalorizzatori di ultima generazione i potenziali pericoli sono minimizzati se non eliminati del tutto.
Smentita: è la principale menzogna che viene detta da cinquanta anni a questa parte quando si vuole costruire un inceneritore proponendolo come una novità tecnologica. Nessun dottore, nessuna pubblicazione biomedica solleva il cittadino dalle apprensioni che derivano dall'avere nelle vicinanze, o una discarica o un inceneritore. Quest'ultimo,nelle complesse e spesso sconosciute reazioni chimiche di combustione,trasforma materiali leggermente tossici in altamente tossici, come la Diossina. I materiali solidi prodotti necessitano di un costante sorveglianza in quanto tossici e nocivi, quelli gassosi vengono dispersi nel vento. Una raccolta di dozzine di pubblicazioni, i cui titoli sono stati inviati da noi ai Ministri dell'Ambiente e della Sanità, smentisce la più grossa e pericolosa bugia: quella che i termovalorizzatori sicuramente non fanno male. Problemi di respirazione, asma e cancro non sono certo resi minimi con la presenza di termovalorizzatori. Questa bibliografia è a disposizione di tutti, sanitari, cittadini e politici.

Bugia: L'incenerimento dei rifiuti è il più economico dei sistemi di smaltimento.
Smentita: se è economico in fatto di tassa rifiuti (il prezzo al chilogrammo scende) è perché gli impianti sono finanziati pubblicamente, il costo sostenuto dalla collettività è ancora più alto di quello attuale. Il procedimento di inertizzazione di cui al punto sopra prevede altissimi costi accessori.

Bugia: siamo in una emergenza: se non si costruiscono termovalorizzatori le discariche si esauriranno nel giro di poco tempo; anzi alcune sono già esaurite.
Smentita: se emergenza c'è, è stata creata dagli stessi che adesso vogliono i termovalorizzatori, che hanno visto e continuano a vedere nei rifiuti occasione di guadagno o di carriera: quindi più rifiuti da smaltire più guadagno. Siamo ancora in tempo a diminuire drasticamente la produzione alla fonte di beni deperibili che diventeranno rifiuti. Alleggeriremo il carico dei rifiuti da smaltire ( e con questi il guadagno e la carriera di certa gente ).

Bugia: l'unica alternativa all'incenerimento è la raccolta differenziata; se raggiungiamo almeno il 50 % di raccolta differenziata allora possiamo costruire i termovalorizzatori, perché saranno molto piccoli e gestibili.
Smentita: la raccolta differenziata non diminuisce la mole dei termovalorizzatori ma serve a isolare potenziali veleni e a porre in atto il successivo riciclaggio; le discariche sono sature di prodotti nocivi miscelati a materiali che non sono velenosi e che potrebbero essere riutilizzati in armonia con l'ambiente. Chi mette il limite del 50% di raccolta differenziata prima di costruire i termovalorizzatori omette di dire che se il volume di rifiuti aumenta a questo ritmo, anche il 50% di raccolta differenziata metterebbe in condizioni di costruire enormi termovalorizzatori ingestibili. L'alternativa principale all'incenerimento e alle discariche è il drastico aumento della produzione, alla fonte, di beni durevoli.

Bugia: non è possibile produrre solamente beni durevoli; qualcosa continuerà ad essere gettato via e a costituire un rifiuto che non sempre è riciclabile; con l'incenerimento di questa parte si ovvia alla maggior parte dei problemi, compreso quello del recupero energetico.
Smentita: l'attività umana produce una miscela di beni durevoli ed altri no, soltanto che oggi una certa industria, per vivere senza problemi, vuole che l'ago della bilancia sia spostato sui beni altamente deperibili. Il patto fra l'industria che produce rifiuti e quella che li smaltisce è rafforzato dal fatto che l'una ha bisogno dell'altra per poter sopravvivere. La ricerca può dare un nuovo impulso alle industrie che possono essere riconvertite in produttrici dei beni durevoli ad alto contenuto tecnologico, recuperando l'energia sprecata nella produzione di futuri rifiuti.

Bugia: il piano di smaltimento di rifiuti con l'anello dell'incenerimento è al momento il più moderno e certo; altre strade come quella della ricerca di metodi di produzione di beni non deperibili, se saranno praticabili, lo saranno in un futuro remoto ed incerto.
Smentita: il piano rifiuti ben proposto dalla Comunità Economica Europea e basato su ragionevoli studi di fattibilità prevede, come punto basilare al quale ogni altra cosa deve essere subordinata, il fatto di produrre beni durevoli. Dopo aver attuato quanto sopra vengono la raccolta differenziata, ed il riciclaggio. Soltanto dopo aver attuato questo, interviene il recupero energetico e lo smaltimento residuo in discarica.

Bugia: molto si sta facendo per il problema dei rifiuti, anche in termini di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, anche al fine di minimizzare la quantità dei rifiuti e le dimensioni degli impianti di incenerimento.
Smentita: il danaro pubblico viene stanziato per piani in cui la spesa più grossa è quella destinata all'incenerimento, una minore (spesa) alle complesse tecniche di riciclaggio, ed una assolutamente nulla nelle tecniche di informazione (etichettatura dei prodotti) e di produzione di beni durevoli, considerate primarie dalla CEE. Le cifre della bugia: su oltre 800 miliardi di lire stanziati in una Regione ( Es. Piemonte), 500-700 miliardi sono destinati ai termovalorizzatori e solo per questo danaro viene chiesta con insistenza la disponibilità necessaria alla costruzione immediata, adducendo il pretesto dell'emergenza. Solo il resto, considerato invece obiettivo primario della CEE, è destinato alle tecniche di riduzione dei rifiuti da smaltire. Nulla è destinato alla ricerca medica in questo settore. Nulla è destinato ai piani di monitoraggio della salute dei cittadini posti nelle vicinanze dei termovalorizzatori. Nulla è destinato all'istituzione di un fondo per le spese mediche eventualmente sostenute dai cittadini.

Bugia: i termovalorizzatori di ultima generazione sono talmente sofisticati da non emettere sostanze tossiche.Infatti il monitoraggio all'uscita dal camino con le apparecchiature più sofisticate disponibili non rivela tali sostanze.
Smentita: gli apparecchi di misurazione non sono abbastanza sofisticati e sensibili da rivelare la presenza di sostanze tossiche all'uscita dai camini poiché sono diluite in enormi quantità di gas; se invece mettete apparecchi altrettanto sofisticati a controllare l'accumulo di sostanze tossiche nelle vicinanze dei termovalorizzatori ne potrete misurare la presenza. Ciò è risaputo da chi dovrebbe tutelare la salute della popolazione e che sino ad oggi sistematicamente si oppone alla misura delle sostanze accumulate nei pressi ( 7 km ) dai termovalorizzatori operanti, forse per evitare di conoscere.

Bugia: i comitati ambientalisti terrorizzano i cittadini sulla questione de i termovalorizzatori.
Smentita: i comitati ecologisti reputano di dover supplire a quanto non viene fatto dalle istituzioni per contrastare le informazioni inesatte e ambigue, se non mendaci, che riguardano i termovalorizzatori e su cui poggia l'incastellatura politica ed economica che sostiene la loro costruzione.

Bugia: la realtà è che studiosi autorevoli sono di opinione ben diversa dagli ambientalisti e mettono a disposizione le proprie conoscenze scientifiche che sono alla base della loro opinione, spesso senza trarne alcun vantaggio; amministratori responsabili sono all'opera per risolvere i problemi dell'ambiente, che, solo fra le altre cose, prevedono l'installazione di impianti di incenerimento in siti tali da non danneggiare né l'ambiente né i cittadini. Tutto ciò è effettuato in rispetto delle norme europee, italiane e regionali in modo completamente trasparente per i cittadini, i quali possono contare su criteri di correttezza e trasparenza in tutte le procedure.
Smentita: attualmente gli studiosi favorevoli all'incenerimento traggono il vantaggio di occupare le posizioni di prestigio nei consigli di amministrazione degli enti ed istituzioni che si occupano e controllano l'ambiente; per contro, chi è contrario senza ambiguità, non e' presente in modo significativo in queste posizioni. I siti su cui costruire i termovalorizzatori sono i più dannosi per la salute.Infatti l'iter burocratico legato alle leggi attuali italiane identifica i siti in aree senza interesse agro-silvo-pastorale, dove siano già presenti servizi ( acqua,luce,gas,etc. ) e viabilità, in zone industriali dismesse. Ciò corrisponde, nella maggior parte dei casi, nelle periferie delle città o nelle grandi cinture cittadine, in aree fortemente abitate. I criteri di correttezza e trasparenza sono solo legati agli atti pubblici, invece gli studi di fattibilità, finanziati dalle società di raccolta rifiuti, e gli accordi politici, per la loro natura, eludono questi criteri e rappresentano la maggior parte del lavoro svolto dai soggetti interessati.

Bugia: comunque in ogni momento la popolazione è invitata a controllare i progetti e potrà verificare l'efficienza e la non pericolosità degli impianti.
Smentita: il controllo dei progetti è effettuato da istituzioni pubbliche che non sono tenute in alcun caso a sottoporlo ai rappresentanti dei comitati ambientalisti. Potrebbero essere ammessi in un futuro solo determinati rappresentanti istituzionali (es. sindaci) o quelli che accettano di collaborare comunque. Tale tecnica di persuasione è oggetto di approfonditi studi di psicologia e scienze politiche ed è adottata comunemente al solo fine del raggiungimento della costruzione degli impianti. Anche ammesso che gli impianti fossero ritenuti pericolosi dai cittadini durante il funzionamento, non esiste nessun strumento giuridico in grado di fermare un impianto neanche per pochi giorni: una volta innescato un inceneritore si è vincolati a non spegnerlo più, in quanto l'immondizia non può essere accumulata altrove, e la produzione di energia elettrica e di acqua calda per il teleriscaldamento diventano esigenze primarie rispetto alla salute.

Bugia: in Italia, a differenza dei paesi più progrediti del nostro, e per la presenza delle infiltrazioni mafiose che controllano il business delle discariche, non sono stati costruiti i termovalorizzatori, che pur essendo meno pericolosi delle discariche, e quindi un male minore e necessario, intaccherebbero gli interessi delle eco-mafie. Anche per questo gli organismi pubblici lottano per la costruzione dei termovalorizzatori che rimarrebbero sotto il controllo pubblico. I movimenti ambientalisti corrono il rischio, con il loro atteggiamento di contrasto, di favorire questi business illegali.
Smentita: di tutte, questa affermazione, sebbene la più debole, richiede la risposta più articolata, per non rispondere direttamente che quando si opta per il male minore od il male necessario si assomiglia a chi ha sostenuto che la costruzione delle mine antiuomo, in quanto necessarie per combattere i "cattivi", rappresentasse il male minore: a distanza di anni ci si trova a dover interagire con territori fortemente contaminati, e la decontaminazione di tali siti, come quelli dei termovalorizzatori, rappresenta ancora un problema aperto.


NANOPATOLOGIE.pdf by Stefano Montanari e Antonietta Gatti



ALTRI DOCUMENTI:

- Regione Veneto e Istituto Oncologo Veneto RISCHIO DI SARCOMA IN RAPPORTO ALL?ESPOSIZIONE AMBIENTALE A DIOSSINE EMESSE DAGLI INCENERITORI:;

- Provincia di Venezia Analisi ambientale storica e quantificazione delle emissioni e ricadute al suolo di diossine, cvm, metalli ed altri inquinanti del Polo Industriale di Porto Marghera negli anni 1962 - 2000 preliminare all? indagine epidemiologica nell?area veneziana;

- Termovalorizzatore.doc by Denis


per ridere..
Vespa e la fiaba dell'inceneritore





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