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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Cosa vuol dire pari opportunità?

Cosa vuol dire pari opportunità?

A former member
Post #: 66
Manifestazione del 13.11
Non mi piacciono i cortei. Non mi piacciono le bandiere. Amo però il buon senso e i diritti delle persone. Riconoscerò sempre i meriti di tutti quanti fanno qualcosa di buono, utile, morale, condivisibile, e cercherò la loro collaborazione.
Nel filmato c'è un po' di demagogia, o chiamiamolo buonismo, ma v'inviterei a seguire soprattutto dal minuto 2,59.
Non possiamo delegare la lotta per i diritti delle persone alla sinistra radicale o alla Caritas, anche se fanno a volte un ottimo lavoro. Non possiamo lasciare alla Lega il copyright della parola "straniero". Non abbiamo il diritto di delegare!
A former member
Post #: 68
Liberazione, 9 novembre 2010, editoriale, p. 1 e firmato da Annamaria Rivera

Sapesse, Contessa...
C’è una fotografia, fra le tante dei “sei della gru” diffuse in questi giorni tramite la rete, che li riprende in posa, insieme, lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, l’espressione serena o sorridente, l’indice e il medio alzati in segno di vittoria o piuttosto di auspicio. Osservateli bene quei visi perché sono l’immagine della speranza. Non solo della propria: ottenere un permesso di soggiorno e il diritto di lavorare e vivere in pace e dignità. Ma anche di una nostra speranza: che sul terreno melmoso di questo paese corrotto e putrescente stia fiorendo una generazione meticcia di lavoratori che forse ci insegnerà di nuovo le parole che noi, analfabeti di ritorno, abbiamo dimenticato: parole semplici come pane e lavoro, dignità e rispetto, solidarietà e lotta per il diritto di vivere e di far vivere i propri cari. Sono le parole arcaiche e concrete del tempo travolto, o solo sommerso, dalla società dello spettacolo in versione italica: nella quale una ragazza marocchina può essere umiliata e vilipesa se sceglie d’indossare un foulard; maltrattata, internata, espulsa se perde, non per sua colpa, il permesso di soggiorno; protetta, coccolata e favorita nella “carriera” da potenti lenoni mediatici e di governo se, mascherata da “velina”, intraprende il mestiere più antico del mondo.
Osservatela bene la foto dei sei della gru: due pachistani, un indiano, un egiziano, un marocchino, un senegalese. Sono persone di età diverse; differenti sono anche le biografie, i livelli d’istruzione (fino alla laurea), le lingue materne, i paesi e gli ambienti sociali di provenienza, i mestieri in nero che svolgevano in attesa del permesso di soggiorno. Eppure quei sei sono uguali e uniti nella determinazione e nel coraggio, nella capacità di resistere in condizioni estreme, nella volontà di sacrificarsi per se stessi e per conto dei mille migranti di Brescia che hanno fatto richiesta di sanatoria, hanno versato nelle tasche dello Stato qualche migliaio di euro e non hanno ottenuto il permesso di soggiorno.
Grazie a questi lavoratori, destinati a divenire parte – che lo si voglia o no - del proletariato nuovo e meticcio di questo paese, da qualche tempo le parole arcaiche e semplici della dignità, dei diritti e del conflitto vanno generalizzandosi. Da Castelvolturno a Rosarno, dalla Domiziana alla gru di Brescia, fino alla Torre ex Carlo Erba di Milano, essi osano ribellarsi e rifiutare la condizione di meteci, sfidando la camorra e i caporali, il razzismo leghista e il ministro dell’Interno, nonché il putrido senso comune cresciuto fra una campagna sicuritaria e l’altra.
Ed ecco perché il ministro dell’Interno si accanisce contro di loro e chi li sostiene con stile e metodo che qualcuno ha definito cileni: le violente cariche della polizia contro il presidio dei solidali, il divieto di assembramento, la caccia all’uomo per il centro di Brescia, alcuni feriti, il fermo di quattordici nativi/e e di un numero imprecisato di migranti. Probabilmente Maroni e i suoi sodali intuiscono che è finita la pacchia: i “clandestini”, gli “extracomunitari”, l’informe massa da internamento ed espulsione, i potenziali criminali “di colore”, gli spauracchi da dare in pasto al risentimento popolare, le braccia da lavoro senza volto osano rivoltarsi e in tal modo si propongono come persone. E non solo. Il peggio è che pretendano d’insegnare che ribellarsi è giusto ed è di nuovo possibile. Ancor peggio è che vi sia una marmaglia pezzente – comunista, centrosociale, perfino cattolica e anche solidale o disperata senza aggettivi – che sembra disposta a seguire il loro esempio. Peggio di ogni cosa è che quei sei abbiano avuto l’ardire di rivolgersi al presidente della Repubblica come fosse il loro. E’ il mondo alla rovescia, signora mia, non siamo più padroni a casa nostra: ora i “negri” pretendono perfino di darci lezioni di civiltà.

Annamaria Rivera

in data: 09/11/2010



A former member
Post #: 69
Cécile Kyenge Kashetu 15 novembre alle ore 13.50 Rispondi• Segnala
Brescia, Milano, Bologna la stessa lotta
13 novembre 2010: Bologna è di nuovo la città dei migranti
Con lo slogan "Agire contro il razzismo per i diritti di tutte e di
tutti" una grande manifestazione ha sfilato per il centro cittadino.
Oltre seimila persone provenienti da tutta l'Emilia Romagna e anche
oltre hanno risposto all'appello lanciato dalla rete 1 marzo bolognese
contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini e contro ogni
forma di razzismo. Il grande successo della manifestazione è stato
quello di consegnare ancora una volta, dopo il 1 marzo, la parola ai
migranti, i veri protagonisti della giornata. Il segnale più
importante contro quelle leggi che rendono sempre più ricattabile e
sfruttabili i migranti sia sul lavoro che nella quotidianità. Sabato i
migranti hanno dimostrato ancora una volta che non cedono a questo
ricatto, dando un grande senso di forza a tutto il movimento. Con loro
anche tantissimi italiani che hanno capito che l'attacco ai diritti
dei migranti e la criminalizzazione degli irregolari migranti mette in
pericolo i diritti di tutti, perché indica dei nemici verso il basso,
mentre dal lavoro alla scuola la cittadinanza di tutti è svuotata.
Sabato migliaia di persone hanno rivoluto al governo e a tutte le
forze politiche e sindacali delle rivendicazioni precise: - la
regolarizzazione di tutti i migranti che hanno fatto domanda per la
sanatoria truffa del 2009; - il mantenimento del permesso di soggiorno
per i migranti colpiti dalla crisi - una regolarizzazione slegata dal
lavoro e dal salario; - la cancellazione del contratto di soggiorno
per lavoro; - l'eliminazione dei CIE. Durante la manifestazione, un
collegamento in diretta è stato fatto con la lotta di Brescia e di
Milano. La manifestazione ha dato un sostegno totale ai migranti sulla
gru e sulla torre. Sostiene le loro rivendicazioni a partire dalla
regolarizzazione e dalla liberazione dei fermati e dei migranti
rinchiusi nei CIE dopo la violenta repressione messa in atto dalla
polizia a Brescia nelle scorse settimane.
Ringraziamo tutti quelli che hanno manifestato, credendo nella
possibilità di un'Italia non razzista e multietnica. Crediamo poi che
tutti, a partire dalle organizzazioni, ai partiti e ai sindacati che
hanno condiviso i contenuti della manifestazione, debbano dare un
segnale forte e intervenire in tutte le sedi possibili, affinché si
risolva senza conseguenze per coloro che l'hanno portata avanti la
difficile lotta dei migranti che dal 30 ottobre sono sulla gru di
Brescia.
Su queste basi continuerà il nostro percorso.
Di seguito materiale foto e video connessi alla manifestazione.
Vi prego di inviarci il vostro materiale per l'aggiornamento della
pagina FB:
http://www.coordiname...­
http://www.meltingpot...­
http://www.crossingtv...­.
http://www.facebook.c...­
A former member
Post #: 174
Questi temi mi interessano Antonia. Abito a una quarantina di chilometri da Bologna anche se ci sono spesso perché Bologna é una gran bella città e inoltre ci ho frequentato l'Università ormai venti anni fae ultimamente ho consosciuto i ragazzi del Movimento. Insomma, tutto questo per dirti di tenermi informata sulle iniziative in corso perché mi piacerebbe collaborare. Lavoro in una biblioteca di pubblica lettura nel Comune di Crevalcore (BO). Da noi gli immigrati non sono assolutamente presi in considerazione. Si fa come se non esistessero e questo é tremendo. Ho vissuto sei mesi nel nord degli U.K. ormai sei anni fa, e lì ho imparato qualcosa su cosa significa essere immigrati e non parlare la lingua del paese che ti ospita. L'ho imparato soprattutto attraverso gli altri immigrati che ho conosciuto sul posto.

A former member
Post #: 72
Grazie, Maria Rita! Ho proprio bisogno di colleghi militanti per la causa.
Vedi, non so molto bene come muovermi. Temo di non urtare la sensibilità degli altri grillini, che potrebbero prendere la mia passionalità per aggressività, magari proprio nei loro confronti. Ribadisco quello che ho detto a voce: amo l'Italia, non penso per niente di criticare, ma di proporre. Ho proprio scelto di vivere qui perché la amo. Amo gli italiani. Amo Bologna e i bolognesi. (Flavio mi ha chiesto di trasferirci nel Sud Tirol, che adoriamo entrambi. L'ho mandato a quel paese. La mia casa è qui.) Quello che non mi piace è una certa predisposizione alla resistenza davanti alle novità. Vorrei però sottolineare che l'immigrazione è una novità vecchia.
Vedi sopra, venerdì 12, il calendario dell’incontro alla Regione. Si parlerà di welfare, quindi anche d’immigrazione. Recentemente Errani si è espresso sul ruolo delle amministrazioni del territorio nel trasformare l'ottica dell'intervento emergenziale in una politica della programmazione. Questo vuol dire non solo che c'è competenza del locale su certi aspetti dell'immigrazione, ma anche che si pensa di migliorare la rete dell'accoglienza. (Dietro Errani e la Marzocchi c'è un grande professionista, che ho incontrato sabato alla manifestazione per i diritti degli stranieri.)
Purtroppo il Comune è fermo con le sue iniziative, così che l'ufficio di piano non ha delle novità, va avanti in modalità di avaria tra tagli e ... tagli (vedi il board su welfare in Comune )
Peccato che proprio il Comune abbia delle funzioni amministrative per mettere in pratica le leggi decise dalla Regione...
A former member
Post #: 175
Ciao Antonia, forse tu ti riferisci alla riunione di lunedì 22 novembre alle ore 18 in via dello Scalo?
Molto probabilmente non potro esserci perché lavoro tutti i pomeriggi (tranne il sabato) fino alle 18,45-19,15. Da Crevalcore a via dello Scalo ci metto almeno mezza ora (dipende dal taffico) e dunque prima delle 19,30 non potrei esserci.
A former member
Post #: 73
Ciao Antonia, forse tu ti riferisci alla riunione di lunedì 22 novembre alle ore 18 in via dello Scalo?
Molto probabilmente non potro esserci perché lavoro tutti i pomeriggi (tranne il sabato) fino alle 18,45-19,15. Da Crevalcore a via dello Scalo ci metto almeno mezza ora (dipende dal taffico) e dunque prima delle 19,30 non potrei esserci.

Mi riferivo al primo punto del mio post del giorno 12.11
Qualità sociale
I diritti alzano voce: istituzioni e terzo settore insieme per un nuovo welfare
A Bologna, il 25 e il 26 novembre, il convegno nazionale “Universale e locale” mette a confronto amministratori pubblici, esperti e associazioni per una riforma dello stato sociale in grado di rispondere ai bisogni di famiglie, non autosufficienti, disoccupati, stranieri e minori. Intervengono il presidente Vasco Errani e l’assessore alle politiche sociali Teresa Marzocchi

http://www.idirittialzanolavoce.org/­
A former member
Post #: 79
Mi sembra stranamente di fare la giornalista (o gestire un nuovo blog), non partecipare ad un forum.
In questo momento è utile anche solo informare, quindi continuo.
C'è già uno thread sulle donne, io per adesso vado avanti con il tema immigrazione.
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002384­ ha pubblicato un articolo che sembra all'inizio dar ragione a quanti temono che i stranieri rubino il lavoro agli italiani.
Nel 2009 sono aumentati gli immigrati nel mondo del lavoro (+147 mila) e diminuiti gli italiani (-534 mila). La crisi quindi non ha colpito gli ingressi di lavoratori stranieri anche se, nella maggior parte dei casi, si tratta di posizioni irregolari emerse dopo il provvedimento del Governo per colf e badanti.
Sono i dati contenuti nel terzo Rapporto dell’European migration network Mercato occupazionale e immigrazione, presentato ieri a Roma.
L’indagine, curata dalla rete istituzionale Emn, che fa capo al Ministero dell’interno, supportata dal Centro studi e ricerche Idos e dal Dossier Statistico immigrazione, si snoda intorno a due tematiche fondamentali: la partecipazione dei migranti al sistema economico italiano e la migrazione temporanea e circolare in Italia.
Per quanto riguarda l’andamento occupazionale, attualmente i lavoratori immigrati sono quasi 2 milioni (1.898.000 nel 2009), secondo l’indagine periodica dell’Istat sulla forza lavoro. “Nel 2008 – si legge nel Rapporto Emc – l’occupazione è aumentata per gli immigrati di 249 mila unità ed è diminuita per gli italiani di 55 mila unità. Nel 2009, per gli immigrati, notoriamente disponibili a ricoprire anche le basse qualifiche, è continuato l’aumento (147 mila), contro una pesante diminuzione registrata per gli italiani, tra i quali 534 mila hanno perso il lavoro”. La disponibilità dei lavoratori immigrati costituisce “un fattore positivo tra tante problematicità”, secondo i curatori del rapporto, che hanno fatto riferimento, in questo caso, all’indagine annuale di Unioncamere e Ministero del lavoro su oltre 100 mila imprese. In base a questa, gli imprenditori italiani prevedevano di assumerne 168 mila lavoratori stranieri nel 2008, 89 mila nel 2009 (anno caratterizzato dagli effetti della crisi) e ben 181 mila nel 2010. “Sono numeri significativi – si legge nel Rapporto – che attestano la naturale sinergia dei lavoratori immigrati con il sistema italiano”.


Peccato che dopo continui col spiegare - usando un secondo luogo comune che si dimostra così non essere per niente un luogo comune, a differenza di quello di sopra:

Tuttavia, se dal punto di vista quantitativo la presenza di lavoratori stranieri nelle imprese italiane è in crescita, permangono i problemi dovuti alla piena inclusione degli immigrati nel mondo del lavoro: prevalenza di professioni non qualificate con i due terzi delle assunzioni riguardano occupazioni di basso profilo.
Complessivamente, mentre il 41,5% dei lavoratori sono altamente qualificati, la percentuale scende al 7,2% tra gli immigrati. Viceversa, sono a bassa qualifica il 7,7% degli italiani, contro il 37,6% degli stranieri.
Tra i settori maggiormente popolati da lavoratori stranieri, troviamo ancora l’assistenza familiare, che è soprattutto in mano ai filippini, il commercio, dominato dai cinesi e le costruzioni, che impiegano soprattutto albanesi e romeni.


Nessuno ruba niente, sono briciole che solo un disperato si fermerebbe a raccogliere! Gli italiani hanno poche possibilità, e vivono un gran disagio. Gli stranieri non hanno nessuna scelta: lavorano per avere un permesso di soggiorno, o perdono tutti i diritti. E vivono sempre nel disagio. Calcolate che molti hanno ottenuto in patria un alto grado di qualifica, un diploma, una laurea ... ma 37,6% fa lavori umilissimi. Altro che delinquenti privilegiati!

Ci sarebbe poi http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002371­ . Titolo:
Immigrati sì, ma solo se qualificati: ricerca del Cnr sull’inserimento lavorativo degli immigrati “qualificati” dell’Est Europa.
Riassunto:
spreco di cervelli;
solo il 9,8% ritiene che l’immigrazione costituisca un 'grave problema' mentre molti la ritengono eccessiva, specialmente le persone meno istruite (il 47%). Inoltre il 13,5%, soprattutto tra i più anziani, teme che tale presenza dai Paesi dell’Est aumenti la criminalità;
62% degli intervistati ha l’opinione che sull’immigrazione giornali e televisioni forniscano una realtà falsata;
la quasi totalità (93,1%) ritiene che debbano essere pagati quanto gli italiani e l’87% pensa che un laureato dell’Est-Europa debba poter esercitare la propria professione in ogni Paese dell’Ue;
30,4% degli uomini ed il 33,8% delle donne è impiegato in un lavoro operaio, assimilato o di bassa qualificazione, nonostante non l’avesse mai svolto nel Paese di origine.

Mi viene quasi da firmare con Antonia Dejeu, domestica laureata in filosofia (ex assistente di direzione)
A former member
Post #: 80
Un'altra:
Aumentano le patologie degli immigrati a causa delle difficili condizioni di lavoro e degli stili alimentari diversi da quelli del paese d'origine.
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002367­
A former member
Post #: 88
La petizione per una sanatoria per gli stranieri che lavorano in Italia che non sia una truffa, come quella del 2009.

http://www.firmiamo.it/sanatoriatruffa2009?zef­
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