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Officina Democrazia - Economia a 5 stelle Message Board Economia 5 Stelle - Programma: Italia › Politica Economica : Stesura di un Piano Economico Nazionale

Politica Economica : Stesura di un Piano Economico Nazionale

A former member
Post #: 22
E' da un po che ci lavoro ...

CONCLUSIONE

Creare un piano di politica economica. Questo piano si sviluppa con l’identificazione di macro punti principali e attraverso un break down di livelli che aiutano a dettagliare sempre più le idee giungere ad un ultimo livello, quello dove vengono sviluppate le proposte e i testi da approvare.

Le proposte e i testi da approvare dovrebbero essere sviluppate previa verifica di fattibilità e applicabilità nel contesto nazionale in essere. Dovrebbero disporre di una scheda di valutazione sulla funzionalità, una analisi dei benefici prodotti contro eventuali problemi che potrebbero emergere alla sua applicazione. Infine dovrebbe esserci uno sforzo per una valutazione economica per comprendere quale impiego economico richiede e quali ritorni economici può produrre.

E’ un obiettivo ambizioso, molti di noi potrebbero pensare che la sua realizzazione sia impossibile eppure personalmente trovo che questo obiettivo non possa essere realizzato che in una piattaforma come quella di Officina Democratica. Il contributo di tutti potrebbe permettere di disegnare una proposta per un piano economico nazionale da condividere con Grillo e il Movimento e chissà integrarlo in un prossimo programma di governo .

Quanto ho presentato non è esaustivo, in quanto non dispongo di piene competenze e conoscenze per realizzare un progetto di tale portata, ma ha la volontà di porre le basi per poter creare un progetto da condividere e su cui lavorare. Se questa idea avrà seguito la base suggerita inevitabilmente sarà oggetto di continue modifiche, implementazioni e revisioni .

Il piano così come è stato sviluppato parte dalla necessità di affrontare la situazione economica attuale con soluzioni che abbiano una effetto nel breve termine cioè entro un quadriennio. E’ mia opinione che nella situazione attuale è necessario stabilizzare la situazione economica nazionale e fondare le basi per una struttura fiscale e del mondo del lavoro che possa essere funzionale e efficace a uno sviluppo della nostra economia. Non è un caso che il punto più importante del piano cioè quello degli investimenti sia posto come ultimo perché in primis abbiamo bisogno di basi solide nelle quali appoggiare la nostra economia.

PREMESSA

In Italia manca una vera politica economica. Questa situazione si è creata principalmente per una scelta assunta dai nostri partiti tradizionali con l’assenza decisionale, il fine è quello di conservare il consenso politico di varie parti della popolazione . Parafrasando una affermazione di D’Alema rilasciata in una sua vecchia intervista l’azione è finalizzata a “mantenere i privilegi” .

Per il bene comune il comportamento suddetto è fondamentalmente autodistruttivo, tuttavia è conservativo per quelle fasce di popolazione che continuano a usufruire dei privilegi acquisiti.
Per decenni il contenimento della spesa pubblica è stata condotta con la dismissione dei beni patrimoniali nazionali e con l’aumento generalizzato della tassazione diretta o indiretta.

La complessità della situazione economica Italiana richiederebbe nell’immediato una politica economica efficace cioè la necessita di intervenire in maniera pronta e con un ritorno di breve periodo (non superiore ai due anni). Gli interventi dovrebbero essere pragmatici e non dovrebbero colpire direttamente o indirettamente nuovamente la popolazione, dovrebbero dare un forte segnale di equità fiscale e di ridistribuzione della pressione fiscale su tutta la popolazione . Dovrebbero dare un forte segnale sulla politica del lavoro focalizzandosi sulla creazione di un vero mercato del lavoro, e non dovrebbero distruggere il risparmio dei cittadini che molti chiamano astutamente patrimonio e in quanto tale è fattibile di tassazione .

Inoltre dobbiamo fronteggiare una situazione difficile di malcostume sempre più alimentata dai rappresentanti dei partiti politici i quali posti nei ruoli dell’amministrazione pubblica locale, regionale e nazionale agiscono per lo più per interesse personale o di partito generando danni al bene comune. Questi atti sono a tutt’oggi impuniti, e purtroppo questa impunità ha incentivato la frequenza dell’atto.
Infine non possiamo più permetterci di vivere nella ignoranza, dobbiamo entrare nel merito della spesa pubblica in forma analitica, permettendoci così di avere le corrette informazioni per affrontare e prendere delle decisioni che tengono conto anche del futuro della nostra nazione.


WORK BREAKDOWN STRUCTURE del PIANO ECONOMICO (proposta)

1. Politica fiscale

1.1 Nuova funzione delle Agenzie dell’Entrate

1.2 Ridisegnare la tassazione: Maggiore Equità

1.2.1 Giustizia e equità alla pressione fiscale
1.2.2 Rifare la legge sul falso in bilancio
1.2.3 Fallimenti societari
1.2.4 Diversa tassazione sulle Prestazioni professionali e Artigianali

1.3 Tassazione sul patrimonio

1.4 Altre idee da sviluppare


2. Politica del Lavoro

2.1 Analisi situazione in essere

2.1.1 Situazione Imprese
2.1.2 Finanziamento
2.1.3 Delocalizzazioni

2.2 Il credito alle imprese deve generare posti di lavoro

2.3 Età lavorativa e sistema Pensionistico

2.3.1 Riscrivere la riforma pensionistica
2.3.2 Tetto massimo pensioni.
2.3.3 Unificazione dei vari Enti pensionistici in un unico Ente

2.4 Lavoro

2.4.1 Agenzia interinale pubblica
2.4.2 Assunzioni

2.5 Industria e Servizi privati

2.5.1 Sedi
2.5.2 Monitoraggio
2.5.3 Garanzie
2.5.4 Università
2.5.5 Nazionalizzazione dei servizi primari

2.6 Altre idee da sviluppare


3. Politica ragionata per la riduzione della spesa pubblica

3.1 Costi standard

3.1.1 Costi Standard pubblici.
3.1.2 Costi Standard prestazioni professionali e Artigianali

3.2 Spending Review analitico

3.3 Recupero Costi dalle Amministrazioni Pubbliche

3.3.1 Mala gestione
3.3.2 Soppressione Province
3.3.3 Altre idee da sviluppare

3.4 Altre idee da sviluppare


4. Investimenti

4.1 Istituzione di una banca d’investimento nazionale.

4.2 Energia

4.3 Turismo

4.4 Altre idee da sviluppare

A former member
Post #: 23

SVILUPPO DELLA PROPOSTA

La mia visione del piano si basa con un primo livello di 4 macro punti

1. Politica fiscale
2. Politica del Lavoro
3. Politica ragionata per la riduzione della spesa pubblica
4. Investimenti


1. Politica Fiscale

Nell’ultimo decennio la politica fiscale è si è ridotta a un indiscriminato aumento della tassazione diretta e indiretta quale unica soluzione all’aumento della spesa pubblica in uno scenario di totale assenza di una politica economica.

Questa situazione ha generato un aumento della elusione e della evasione fiscale e non ultimo per quanti in grado di farlo l’esportazione dei propri beni o investimenti in lidi più sicuri e/o vantaggiosi.
Dall’apparato Statale è emersa la necessità di intensificare i controlli fiscali, di creare sistemi di verifica (“Serpico”) o agenzie (“Equi Italia”) evidenziando i limiti della gestione fiscale .


1.1 Nuova funzione delle Agenzie dell’Entrate. Questa è la proposta fatta sull’altra discussione. A mio avviso la proposta non è stato colta nella sua interezza. La sua base è l’idea di fondo : lasciare il compito della esattoria di ciascuno cittadino alla Agenzia delle entrate.

L’agenzia delle entrate diventerebbe comunale, avrebbe un settore che segue le persone fisiche e uno che segue le persone giuridiche.

Il settore che segue le persone fisiche dovrebbe avere accesso a tutte le banche dati utili al fine di disegnare un completo profilo fiscale di ciascun cittadino presente nell’anagrafe del comune (Catasto, PRA, Canoni, ecc). L’interazione tra i comuni sarebbe d’aiuto al completamento del profilo nel qual caso il cittadino avesse interessi o investimenti al di fuori del comune . In generale i controlli e il monitoraggio dovrebbero essere più semplici per quei comuni con meno di 10000 abitanti, diversamente bisognerebbe trovare una soluzione per i comuni aventi più di 10000 abitanti ( per esempio si potrebbe pensare di utilizzare le municipalità). [Affermazione da verificare]

E’ evidente che quando il profilo fiscale del cittadino presenta nessuna o poche informazioni , si attiverebbero gli accertamenti utilizzando la polizia comunale e la guardia di finanza. [concetti da sviluppare]

Il settore che segue le persone giuridiche oltre a disporre delle stesse banche dati utilizzate dall’altro settore dovrebbe interagire con le aziende in qualità di “Azionista”. Ogni Azienda è tenuta a fornire i bilanci annuali al fine di monitorare lo stato di salute . L’agenzia diverrebbe uno sportello fiscale che svolge le attività esattoriali ma anche supporta fiscalmente le persone giuridiche dando un valore aggiunto al supporto fornito [concetti da implementare] .


1.2 Ridisegnare la tassazione. A partire dalle accise sui prodotti, alle tasse ingiuste (es. le tasse sulla prima casa) e quant’altro di anomalo nella pressione fiscale per rendere la fiscalizzazione un atto dovuto e giusto per finanziare i servizi efficienti resi alla popolazione.

1.2.1 Giustizia e equità alla pressione fiscale. Chi non paga il dovuto deve restituire per intero le somme spettanti. Non possiamo continuare a concepire nuovi condoni perché quanto di legale è stato fatto finora non avrebbe più nessun senso e legalizzerebbe l’illegale e l’impunità. I reati amministrativi gravi devono essere puniti con una reclusione minima e la restituzione del maltolto congelando il patrimonio dei soggetti fino al primo grado di parentela . Se non vi sono le condizioni della restituzione dovrebbe essere condannato con la reclusione per numero di anni ogni milioni di euro non restituiti. [concetti da sviluppare]

1.2.2 Rifare la legge sul falso in bilancio. [da sviluppare]

1.2.3 Fallimenti societari. Ridisegnare la gestione e le responsabilità del fallimento societario con particolare attenzione a quelle che dichiarano il fallimento per eliminare i debiti contratti. [concetti da sviluppare]

1.2.4 Diversa tassazione sulle Prestazioni professionali e Artigianali. Tali prestazioni sono spesso di difficile tracciabilità e controllo . Uno dei motivi principali è che l’IVA pesa non poco sul totale della prestazione in particolare per i privati, mentre per Aziende e per quanti possono l’IVA rimane una partita di giro. Un’idea è quella ridurre l’IVA per questa tipologia di prestazione al 5% o una percentuale sostenibile dal privato in maniera tale di rendere tutte queste prestazioni trasparenti alla fiscalità.

1.3 Tassazione sul patrimonio. Personalmente è una tassazione ingiusta. Pochi considerano che il patrimonio della fascia media-bassa della popolazione ( per quelli che ancora ne possiedono una parte è la casa di proprietà e risparmi non superiori ai 300 Keuro) è il risultato di anni di attività di risparmio delle famiglie e che sia naturale la necessità di preservarlo integro investendolo in prodotti o strumenti che dovrebbero garantire il ritorno del capitale con un eventuale interesse.
E’ nella storia economica dell’uomo che chi possieda capitali li investa per conservare il capitale e trarne un vantaggio economico.
Prendendo l’esempio americano è noto che circa il 75% della ricchezza nazionale è posseduta dal 10% della popolazione. Questa fascia di popolazione ha le condizioni economiche per poter spostare i propri capitali e investimenti da una paese all’altro. Non si può dire lo stesso per il rimanente 90%, in questo numero ci sono le fasce di medio-basso e basso reddito (per medio-basso reddito si intende intorno ai 100000 USD/anno lordi).
I numeri in Italia sono diversi ma lo scenario rimane lo stesso. E’ evidente che le fasce più indifese, cioè quelle che non possono disporre dei mezzi per i trasferimenti del capitale risultino essere anche quelle più tartassate.
Se mai fosse necessario sarebbe opportuno identificare un limite fisico di patrimonio sul quale applicare eventuali tassazioni patrimoniali. Applicare indistintamente su tutta la popolazione non fa altro che impoverire le fasce più indifese.
Riprendendo il caso americano il contributo essenziale per il suo “PIL” è fornito da quel 90% della popolazione con il loro 25% della ricchezza nazionale … Questa è una evidente distorsione che nel tempo dovremo in qualche modo correggere.

[concetti da sviluppare]

A former member
Post #: 24
2. Politica del Lavoro

La necessità primaria in Italia è quella di creare un mercato del lavoro dinamico. Per poter raggiungere questo difficile obiettivo occorre assicurarsi che la politica fiscale del punto 1 sia efficace ed efficiente e riesca a ridurre/eliminare l’evasione fiscale permettendo così maggiori entrate e l’auspicata riduzione della tassazione alla popolazione e alle imprese.


2.1 Analisi situazione

2.1.1 Situazione Imprese . Non ho avuto modo di verificare l’affermazione che sostiene che più del 90% delle imprese in Italia hanno meno di 10 dipendenti , ma se così fosse bisognerebbe comprendere più approfonditamente la realtà industriale Italiana per poter relazionarsi al fine di creare un rapporto di fiducia .

2.1.2 Finanziamento . Un paio di anni fa la BCE ha “distribuito” circa 450 Miliardi di Euro a tutte le banche sistemiche e ad un limitato numero di altre banche a un tasso annuo del 1% perché queste potessero ridurre la stretta creditizia che era presente in tutta Europa. Ora possiamo constatare il fallimento di questa operazione e non solo ma che le banche se li effettuano, generano credito a tassi superiori al 10%. Una imprenditrice Trevigiana appartenente a quel gruppo di imprenditori della provincia di treviso che hanno avuto un incontro con Grillo durante il periodo dell’ultima tornata elettorale, ha sostenuto la possibilità di ottenere dalla stessa BCE finanziamenti con interessi al di sotto del 1% attraverso una banca nazionalizzata. Mi sembra che sarebbe importante verificare l’affermazione eventualmente produrre una proposta per la realizzazione .

2.1.3 Delocalizzazioni . Le ragioni delle delocalizzazioni di una parte della imprenditoria Italiana dovrebbero essere oggetto di una profonda analisi. Comprendere quali siano stati i motivi di questa scelta dovrebbero aiutarci a trovare delle soluzioni . La necessità di essere competitivi può essere l’unica ragione ? Se la filosofia della imprenditoria e delle multinazionali è finalizzata alla sola continua crescita del profitto questo non può che generare danni al bene comune della nazione. Come bisogna comportarsi con le realtà italiane che hanno localizzato fuori dal territorio nazionale ? [concetti da sviluppare]


2.2 Il credito alle imprese deve generare posti di lavoro.

E’ evidente che per creare Lavoro allo stato attuale bisogna partire dal finanziamento del credito alle piccole imprese, ma aggiungo che dobbiamo accertarci che questi finanziamenti generino bene comune per la cittadinanza. L’idea di Yunus , l’inventore del microcredito, era di finanziare i soggetti impossibilitati all’accesso al credito. Il finanziamento una volta avvenuto veniva monitorato . Lo stesso deve essere fatto in Italia , l’accesso al credito deve comportare dei doveri e delle garanzie da parte di chi accede al credito. Dobbiamo attivare un controllo, un monitoraggio come lo svolgono le Venture Capital . Sarebbe opportuno fare una proposta su quali siano i doveri e garanzie degli imprenditori che accedono al credito. [concetti da sviluppare]


2.3 Età lavorativa e Sistema pensionistico.

L’ultima riforma pensionistica è madre di grande ingiustizie e generatrice di danni che si ripercuoteranno negli anni futuri . Quali possono essere gli scenari possibili di questa riforma ?

l’aumento dell’età lavorativa invecchia di fatto l’età del personale aziendale e mette a rischio il personale con età over 50 . Questa fascia di personale non dispone più della stessa freschezza fisica e mentale di un giovane di 25 anni. Il lavoro d’oggi non è lo stesso di trent’anni fa è diventato più dinamico e sono richieste maggiori competenze. Il rischio è che la fascia degli over 50 sia gradualmente eliminata o allontanata creando una realtà più complessa di quella degli attuali Esodati.
Con l’aumento dell’età lavorativa si riduce in proporzione la possibilità delle nuove generazioni di entrare nel mondo del lavoro. Il rischio è di ritrovarci con generazioni di giovani che a trent’anni sono prive di esperienze formative e professionali richieste in fase di assunzione .
[Altri punti da sviluppare]

La finalità della riforma è quella di per poter distribuire i costi della spesa pubblica su un più lungo periodo riducendo già nell’immediato la spesa pubblica .

2.3.1 Riscrivere la riforma pensionistica . Permettere a tutte i lavoratori uomini e donne di raggiungere l’età pensionabile a 60 anni di età sulla base contributiva degli ultimi 20 anni lavorativi. Questo perché la base contributiva su tutto il periodo lavorativo decurterebbe maggiormente i giovani che hanno difficoltà a entrare nel mondo con stipendi medi nazionali.
Oltre i 60 anni il cittadino può continuare a lavorare in forma gratuita e senza percepire alcun compenso questo per facilitare l’accesso delle nuove generazioni al mondo del lavoro. La fascia degli over 60 verrà monitorata affinché rispettino le condizioni di cui sopra. [Verificare la fattibilità della richiesta].
I lavoratori che al momento della pensione non riescano a superare l’importo identificato nel reddito di cittadinanza riceveranno il reddito di cittadinanza [concetti da sviluppare].

2.3.2 Tetto massimo pensioni. Fissare un importo massimo netto mensile. Occorre definire un tetto massimo sopra il quale l’eccesso viene restituito allo stato . Un importo ragionevole sulla base delle pensioni d’oro aggiornato periodicamente sulla base della inflazione annua ed altri fattori. Un esempio di importo mensile di riferimento potrebbe essere 5000 euro netti. [concetti da sviluppare]

2.3.3 Unificazione dei vari Enti pensionistici in un unico Ente . Creare un unico sistema pensionistico suddiviso per settori quali dirigenziale, dipendenti, autonomi. [concetto da sviluppare]
A former member
Post #: 25
2.4 Lavoro

La popolazione lavorativa deve essere monitorata. Il perché di questa affermazione è che se disponessimo di un efficace monitoraggio del lavoro, non sarebbe necessario produrre periodicamente delle nuove riforme del lavoro. Il monitoraggio deve identificare eventuali anomalie che si generano nel mercato del lavoro. Queste anomalie devono essere prontamente affrontate e risolte. [concetti da sviluppare]

2.4.1 Agenzia interinale pubblica. Il primo mezzo disponibile per effettuare un monitoraggio è attraverso la nuova agenzia delle entrate (vedi punto 1.1) la quale attraverso la situazione fiscale del cittadino in età adulta da segnalazione di una mancanza di reddito . La Nuova agenzia Interinale attiva degli accertamenti per comprendere lo status del cittadino es. studente, disoccupato, ecc. e nel qual caso fosse disoccupato contatta l’interessato per identificare lavori in offerta di suo interesse. La gestione del lavoratore viene fatta per tutto il periodo di età lavorativa. [concetti da sviluppare] .
L’Agenzia Interinale diventa un Agente che ha un interesse nazionale nel dare e fornire lavoro ai cittadini in età lavorativa. E’ suddivisa in settori per qualifica lavorativa, quali manager, quadri, dipendenti, liberi professionisti, Artigiani. Per raggiungere questo obiettivo deve mettere il cittadino in condizione di poter lavorare, quindi fornisce dei corsi di avviamento al lavoro con eventuali specializzazioni, e stage in aziende che danno la disponibilità.
Tutto le realtà attualmente esistente dovrebbe essere inglobate in questa nuova realtà fornendo già da subito l’adeguata professionalità per poter svolgere un compito impegnativo e professionale quale quello richiesto.

2.4.2 Assunzioni. Tutte le assunzioni devono passare attraverso l’Agenzia interinale pubblica. Tutte le realtà lavorative si interfacciano unicamente con questa realtà. Deve crearsi una interazione d’interesse comune perché entrambi hanno interesse di dare e avere personale adeguato e professionale per la crescita qualitativa del mondo lavorativo a livello Nazionale.
Questo potrebbe essere uno dei modi per ridurre o eliminare il mercato del lavoro nero.


2.5 Industria e Servizi privati

2.5.1 Sedi. Le Società operanti in Italia devono avere sede legale in Italia. Non possono essere accettate Società gestite attraverso sistema di scatole cinesi. Le multinazionali estere che vogliono operare in Italia devono aprire una succursale legale in Italia. [concetti da sviluppare]

2.5.2 Monitoraggio . Tutte le società operanti e che hanno una sede nella realtà comunale devono essere registrate e su queste devono interagire le due realtà pubbliche, quella fiscale con l’Agenzia delle Entrate, quella del lavoro con l’Agenzia Interinale. Queste due realtà monitorano ognuno per il proprio aspetto di competenza le società al fine di fornire un supporto adeguato allo sviluppo della stessa realtà. IL loro compito è appunto quello di tutelare l’interesse comune perché nello sviluppo e nella crescita della realtà locali che c’è un ritorno per il bene comune. Questo monitoraggio deve verificare che le società non siano parti di un sistema di scatole cinesi (bisogna attivarsi in maniera tale che non vi siano più aziende Italiane “gestite” da società con capitale sociale di qualche migliaio di euro, con unico socio aperte in un’altra nazione) , che la loro situazione economica e patrimoniale sia buona, che siano corrette nella fiscalità, ecc. [concetti da sviluppare].

2.5.3 Garanzie. Le Aziende devono operare sia per un proprio profitto personale che per il bene comune della realtà locale e nazionale, quindi nel rispetto dell’ ambiente e delle condizioni lavorative poste dallo Stato [Concetti da sviluppare].

2.5.4 Università. Le università dovranno disporre per le facoltà che lo richiedono dei spin off di ricerca pura . I spin off svolgeranno le lore attività all’interno dell’università. Questa ricerca sarà finanziata sia dalle Aziende interessate allo sviluppo di argomenti proposti dalle spin off che dallo Stato (attraverso la Banca d’investimenti Nazionalizzata). Le spin off potranno supportare le aziende per quei progetti i quali risultati siano positivamente giunti alla stadio di ricerca industriale. [concetti da sviuppare].

2.5.5 Nazionalizzazione dei Servizi Primari
La privatizzazione ha dimostrato che non è stata la soluzione ottimale per la popolazione. Ha eliminato ai governi partitici il problema della sempre più difficile gestione di questi Enti oberati di molteplici storture accumulate a partire dall’introduzione dei partiti politici nella gestione degli Enti.
I Servizi Primari nazionali devono essere dei servizi no profit e devono avere come scopo principale a livello economico un bilancio in pareggio e a livello di prestazione fornire dei soddisfacenti servizi per il bene comune.
I servizi primari identificati sono : Istruzione, Sanità, Servizi Pubblici (Acqua, Smaltimento rifiuti ecc.) Energia, Trasporti, Telecomunicazione una Banca d’investimento.
[concetti da sviluppare]
A former member
Post #: 26
3. Politica ragionata per la riduzione della spesa pubblica

Qualcosa si sta già facendo e vi sono alcuni punti del programma del M5S che vanno verso l’obiettivo di questo punto .

3.1 Costi standard

3.1.1 Costi Standard pubblici. Con il fine di ridurre la spesa dobbiamo creare una lista dei materiali di uso quotidiano, usuranti e di breve durata, per i vari settori pubblici e utilizzare l’esperienza di comuni, province o regioni virtuose per avere un costo standard per ogni item presente nella lista. La lista viene annualmente aggiornata attraverso richieste di offerta ad aziende fornitrici dei materiali. Le forniture per essere validate devono rientrare nei costi standard identificati nella lista. [Concetti da sviluppare ]

3.1.2 Costi Standard prestazioni professionali e Artigianale. Lo stato deve arrivare a determinare dei costi standard di servizio che siano un giusto compromesso tra i vari settori e corporazione e la spesa che può sostenere il cittadino. Come è successo per decenni il mercato ha provocato più danni che benefici generando cartelli tra settori e aumenti superiori all’inflazione annua dichiarata dall’Istat gravando ulteriormente in questo modo sulle tasche della popolazione. Un settore dedicato delle Agenzie delle Entrate redige in accordo delle parti interessate un tariffario che sarà incrementato annualmente secondo l’indice istat e altri fattori. Tali tariffe saranno approvate da Camera e Senato.
Questi costi devono essere giungere a delle liste e tariffari consultabili sia via Web che presenti negli uffici dei professionisti o Artigiani. [concetti da sviluppare]

3.2 Spending Review analitico. L’unico modo per colpire le vere inefficienze e i veri sprechi della spesa pubblica è quella di effettuare una analisi analitica della spesa pubblica. Questa analisi probabilmente richiederà un paio di anni. I risultati emersi da questa analisi dovrebbero essere oggetto di studio per giungere attraverso discussioni e dibattiti a delle soluzioni per ciascuno dei punti identificati. Ogni soluzione deve avere un proprio piano operativo mirato a risolvere dalla radice il problema. [concetto da sviluppare]


3.3 Recupero Costi nella amministrazione pubblica comunale, provinciale, regionale e nazionale.

3.3.1 Mala Gestione. In ogni comune, provincia o regione constatiamo i risultati di investimenti fatti dalle giunte che hanno portato più danni, tra questi anche di tipo economico, che benefici. Bisogna analizzare le ragioni di questi investimenti e se non hanno delle motivazioni sufficientemente credibili si deve chiedere il rimborso a chi ha dato autorizzazione a procedere. Non siamo più in grado economicamente di tollerare questo sperpero incontrollato e molto spesso non motivato. Bisogna istituire dei processi civili per direttissima con restituzione degli investimenti fatti e congelamento dei patrimoni fino alla parentela di primo grado. Inoltre accertamenti Esteri per la ricerca di eventuali investimenti e loro sequestro. Se non vi sono le condizioni della restituzione dovrebbe essere condannato con la reclusione per numero di anni per ogni milioni di euro non restituiti. [concetti da sviluppare]

3.3.2 Soppressione delle Province. Le motivazione ai più sono note. Inoltre molte delle funzioni assunte dalle province potrebbero essere delegate alle regioni oppure ai comuni con più di migliaia di abitanti. Il personale sarebbe riqualificato e dirottato nei nuovi enti pubblici (vedi punti 1.1 e 2.4.1)

3.3.3 Altri punti da sviluppare

[concetti da sviluppare]

A former member
Post #: 27
4 Investimenti

E’ nell’interesse dello Stato che gli investimenti generino un profitto per il bene della popolazione.


4.1 Istituzione di una banca d’investimento nazionale. Questo è uno dei punto fondamentali del programma. La nazionalizzazione di una banca di investimento dovrebbe permettere allo stato di finanziare a basso interesse tutte le realtà industriali che accettino le condizione poste ( vedi punti 2.1.2; 2.2, 2.5.1, 2.5.2, 2.53 ). Pensiamo al finanziamento di quelle grandi opere necessarie a livello nazionale. Infine ci si potrebbe spingere anche oltre finanziando i mutui prima casa ... [Concetto da sviluppare]

4.2 Energia . Dobbiamo sviluppare politiche efficaci sull’utilizzo di energia alternative che producano una percentuale significativa del fabbisogno nazionale e che sviluppi un mercato per il riscaldamento domestico ... e in futuro per l'autotrazione.

4.3 Turismo. Non deve essere un business di pochi , l’interesse maggiore deve trarlo il bene comune, quindi bisogna creare una politica del turismo non finalizzata solamente ad attrarre turisti o migliorare la qualità del prodotto, ma principalmente per gestire al meglio la fonte del guadagno generato dal turismo
[concetti da sviluppare]
guido g.
user 38671192
Spoleto, PG
Post #: 38
caro Dario condivido l'impostazione: c'è bisogno di una visione organica delle cose da fare.

I punti indicati sono corretti: fisco, lavoro, spesa, investimenti.

Per chiudere il cerchio, una volta per tutte, schiariamoci però bene le idee sulla questione di fondo: la gestione macroeconomica e finanziaria. E' una premessa necessaria.

Accettiamo di usare solo una delle tre possibili leve di governo dell'economia: le tasse ?

Oppure rimettiamo seriamente in discussione la scelta di aver ceduto la gestione della moneta e del debito ai mercati finanziari ?

A former member
Post #: 29
Accettiamo di usare solo una delle tre possibili leve di governo dell'economia: le tasse ?

Oppure rimettiamo seriamente in discussione la scelta di aver ceduto la gestione della moneta e del debito ai mercati finanziari ?


Guido, grazie per essere intervenuto.

Debito ai mercati internazionali .

La Francia e la Germania assieme detengono circa 300 dei 2000 Miliardi . L'alzamento degli spread avvenuto due anni fà con il ritiro di Berlusconi e l'avvio del governo Monti sembra abbia come giustificazione in alcune dichiarazioni di Berlusconi su una maggiore "libertà d'azione" nei confronti dell'Europa (a questi si sono aggiunti alcuni eventi poco graditi dall'Europa). La Francia in risposta agli eventi Italiani vendette nel mercato 80 miliardi del nostro debito generando il famoso innalzamento dello spread con tutte le conseguenze note.

Qualsiasi idea si possa sollevare dobbiamo fare i conti con chi detiene il nostro debito. Certo possiamo pensare di azzerarlo e di dire ai nostri Debitori che non li paghiamo più, ma l'esempio Argentino con il suo ultimo default insegna. Anche la stessa Islanda con il default delle sue banche è dovuta giungere ad un compromesso. Questo solamente per poter rimanere dentro al mercato internazionale. L'Italia non dispone di risorse naturali come l'Argentina, ma possiede nei confronti degli altri paesi Europei indebitati una ultima ricchezza il risparmio dei suoi cittadini. E' una specie di garanzia. Inoltre sappiamo quanto sia determinante l'Italia nel mercato Europeo. Ma nella attuale posizione in cui ci ritroviamo non siamo nella condizione di trattare. Grecia e Cipro docet.

gestione della moneta

Cosa intendi ? Un Q.E. oppure una moneta a due velocità? Una gestione dell''inflazione controllata? Qualsiasi scelta non spiega a quali condizioni di vita per la popolazione. Personalmente qualsiasi scelta porterebbe una ulteriore perdita del potere d'acquisto dei redditi della popolazione italiana. E questo significa ulteriore impoverimento. Certo possiamo parlare degli esempi degli anni 70, ma io li ho vissuti e non mi sono piaciuti, un'idea per chi non li ha vissuti li può rivivere nel documentario argentino "diario di un saccheggio" , buona visione.


Conclusione

QUello che ci viene chiesto a livello internazionale è stabilità. Personalmente questa stabilità deve partire dal rendere funzionali, efficaci e efficenti il fisco, il mondo del lavoro , la spesa e gli investimenti. Dal mio punto di vista sarà un passaggio obbligato. Dobbiamo decidere se farlo e quando farlo.
Il mio obiettivo è lo stesso del M5S verso una decrescita felice ma per avviare questa rivoluzione dobbiamo accettare di passare per una transizione.
SERGIO M.
Kintamani
Milano, MI
Post #: 317
Alziamo il livello finanziario della discussione finalmente:

Creazione di un Fondo Comune d'Investimento Europeo con immissioni di sottostanti sovraperformanti al Benchmark con Rating Morning Star a 5 Stelle.
A former member
Post #: 31
Ciao Sergio, potresti spiegare il suo utilizzo e la finalità ?

IL mio concetto di fondo è fondamentalmente quello sovrano. Forse l'esempio che più si avvicina al mio modo di pensare è quello Norvegese. Ma i fondi sovrani rispetto ai debiti sono come gli atolli in un oceano.

Le attivazioni delle cac su tutto il debito europeo a partire dal 2013 (a proposito è attivo?) è personalmente un segnale negativo per quanti siano interessati a investire nel debito europeo. SI inizia a dichiarare che il debito può non essere garantito.

Se poi analizziamo le ultime" azioni finanziarie" Europee quali il sequestro da parte dello Stato Olandese delle azioni e delle obbligazioni della quarta Banca del paese in forti difficoltà finanziare, oppure la cac applicata dalla Bce agli investitori privati che hanno investito nel debito Greco, oppure la gestione del debito delle banche irlandesi, si evince in prima battuta che investire nel debito europeo è molto pericoloso.


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